Kalamata Zenosyne
Amano definirsi psychedelic stoner rock I tedeschi Kalamata. Questa etichetta con tutta probabilità calza loro a perfezione, nonostante nel sound che avvolge questo nuovo full lenght troviamo anche altre contaminazioni.
Amano definirsi psychedelic stoner rock I tedeschi Kalamata. Questa etichetta con tutta probabilità calza loro a perfezione, nonostante nel sound che avvolge questo nuovo full lenght troviamo anche altre contaminazioni.
Dopo anni di silenzio discografico e dopo aver consolidato il proprio status come una delle ultime vere rock band capaci di riempire il vuoto lasciato dai grandi nomi degli anni 2000, i The Pretty Reckless tornano con “Dear God”, quinto album in studio della formazione guidata da Taylor Momsen.
Nel metal contemporaneo esistono due modi per utilizzare una lunga lista di ospiti illustri: trasformarla in una sterile operazione di marketing oppure sfruttarla per ampliare realmente il linguaggio musicale di un progetto.
I Radiant Black sono un progetto solista progressive e melodic death metal fondato nel 2022 in Israele dal polistrumentista e compositore Raphael Meissonnier.
Secondo full lenght per i danesi Avarice. Dopo l’omonimo album del 2023, sono in uscita con “Perpetual Ruin“. Andando a ripercorrere quanto fatto dalla band dal 2006 ad oggi in termini prettamente rivolti al sound, potremmo definire gli Avarice melodic/death/thrash.
A oltre quarant’anni dalla nascita, gli Artillery dimostrano ancora una volta di non essere un semplice nome storico del thrash europeo, ma una macchina perfettamente funzionante che continua a produrre materiale di alto livello
A dieci anni di distanza dal primo capitolo, gli Heavenwood tornano a chiudere il cerchio con The Tarot Of The Bohemians – Part II, lavoro che rappresenta sia la naturale prosecuzione del concept avviato nel 2016 sia un nuovo tassello nella lunga storia della band portoghese.
Puro Power-metal con un afflato sinfonico ben gestito, il progetto italico torna a farsi sentire energicamente come suo solito e il risultato è tanto orecchiabile quanto metallico. L’opera propone ancora una volta un’anima sia maestosa che avvolgente, senza sbavature tecniche e con molta attenzione alla costruzione delle composizioni.
Grande tecnica e uno stile che racchiude tutti gli stilemi del genere. Frescobaldi e Scarlatti sarebbero estasiati. I suoni sono di una qualità e precisione stratosferiche. I ritornelli e le armonizzazioni si intrecciano con le ritmiche, i passaggi di chitarra, le voci e i tappeti di synth che fanno da contrappunto alla batteria,
I Grim Prophecy aprono il loro disco omonimo con una visione nerissima e apocalittica del potere: quella delle maschere, delle facce costruite per il pubblico e dei volti nascosti dietro la scena politica.