Dyecrest
Defying Gravity
Grande tecnica e uno stile che racchiude tutti gli stilemi del genere. Frescobaldi e Scarlatti sarebbero estasiati. I suoni sono di una qualità e precisione stratosferiche. I ritornelli e le armonizzazioni si intrecciano con le ritmiche, i passaggi di chitarra, le voci e i tappeti di synth che fanno da contrappunto alla batteria, mentre il basso procede in perfetta simbiosi con essa
. I finlandesi Dyecrest sono una band melodic metal che fonde power metal, heavy tradizionale e influenze progressive. Il loro sound si distingue per melodie e cori incisivi, riff energici, pesanti ma profondamente emozionanti. La loro solidità tecnica li ha portati fin dai primi anni 2000 ad aprire per band del calibro di W.A.S.P., DragonForce, Stratovarius e Sonata Arctica, oltre a esibirsi nei principali festival europei. Con l’arrivo della cantante Heidi Aaltonen si è ulteriormente arricchito il loro percorso artistico grazie alla sua espressività.
Il quinto album, Defying Gravity, è il loro lavoro più maturo, ricco ed equilibrato: un disco di cui non ci si stanca mai. I brani sono densi di tutto ciò che il metal ha esplorato – melodie, potenza, tecnica e perfino qualche accenno growl in Forsaken – con arrangiamenti complessi e curatissimi. Questa ricchezza probabilmente lascia meno spazio agli esercizi di dinamica, ma è proprio qui che arriva l’eccezione che conferma la regola:
gli otto minuti di The Way of the Trigger mostrano una perfetta gestione della composizione e della tensione. Da brividi l’interpretazione di Heidi in Safe and Sound, una vera celebrazione dell’amore e della forza che ne deriva. Fire walk with me, bella spinta e imprevedibile come le fiamme del fuoco. Chiude la drastica ballad Lost voices.
Ivanhoe




