Theocracy

Mosaic

La qualità di questa band statunitense è indiscutibile. Sempre presenti nella loro discografia l’eleganza, le idee ben piazzate, l’energia e l’alto tasso tecnico; tali positività emergono anche stavolta con netta efficacia.

La scuola Power è chiaramente un imprinting che determina la direzione dell’opera. La caratteristica che si fa prepotentemente avanti è la ritmica poderosa, la quale fra chitarra e drumming a volte rasenta il thrash pur quando sostiene una linea melodica molto orecchiabile. Quindi quinto full-lenght della loro carriera (primo lavoro del 2003) che non cede a sonorità meno qualitative dei precedenti, ma qui facendosi il più duro di tutti. Il metal è generalmente una musica perfetta per le tematiche cristiane, data la loro epicità e l’estrema vibrazione sonora che producono al meglio la maestosità divina o i sentimenti profondi, e qui ancora una volta il gruppo sa dargli una veste artisticamente idonea.

Purtroppo per due pezzi il lavoro fa scendere di qualcosa il voto alto che comunque il disco merita.  Uno è la ballata ‘The greatest Hope’ che suona come una song da musical, accontentandosi di una melodia piuttosto scontata anche se l’insieme appare ben curato e l’esecuzione ben interpretata. L’altro è lo speed ‘Liar, Fool, or Messiah’ che avvincerebbe per la riffica potente ma che per il cantato appare semplicistico e senza ispirazione, anche se nel ritornello non è che sia tanto male. Fortunatamente ogni altra traccia risulta invece superba e magica ed il viaggio viene reso con enfatica solidità. Infatti con ‘ANONYMOUS’ la cavalcata aumenta il feeling dell’ascolto, ed esso è un pezzo che ricorda gli Avantasia più potenti grazie alla struttura quadrata e ad una caratteristica metal di stampo teutonico. Roboante ‘THE SIXTH GREAT EXTINCTION’ con la sua scia riffica, ma anche grazie alla parte solista dall’incedere vigoroso, dove si evince quanto sia muscolare l’intrecciarsi di riff e assoli.

Le due song migliori sono la title-track ‘MOSAIC’ e il pezzo ultimo ‘RED SEA’, il quale è da considerare un vero capolavoro.  ‘MOSAIC’ è una intensa cavalcata luminosa che si apre con una linea cantata fortemente azzeccata nella sua aria positiva e solare, atmosfera che fa schiudere in un sorriso felice l’ascoltatore; e poi c’è un ponte centrale che varia il corpo della canzone mantenendo la forza espressiva dell’insieme. Il titolo della lunga suite ‘RED SEA’, di preziosi 19 minuti, fa pensare subito all’oriente, ed in effetti l’inizio è decisamente orientaleggiante, ma comunque parliamo di un episodio che rimane heavy; i ritmi cambiano più volte passando dal middle-time alle velocità più sostenute, ma soprattutto si riesce a mettere insieme diverse sezioni senza mai apparire forzato alcun momento. La parte soft e anche alcuni istanti meno morbidi ricordano la raffinatezza dei Kansas, ma invero ogni minuto di questa composizione funziona egregiamente, compresa la zona solista decisamente ficcante.

La maestosità del rifframa è davvero tirata al massimo, con una sequenza dei riff che cercano ogni volta compattezza e colpi ad effetto. Non sono da meno molti degli assoli messi in campo, passando da vibrazioni elettriche strettamente heavy ad alcuni passaggi prog. Naturalmente l’ugola è fantastica, in grado di donare performance ineccepibili. Le lezioni del Power mondiale sono state imparate e maturate tanto da riuscire a renderle efficaci e così facendo avere uno dei combo migliori del panorama metal esistente. Si vola alti davvero. Troviamo idee derivanti da tante band famose, quindi power italiano alla Labyrinth e non solo, Dragon Force in ‘Flicker’, poi Avantasia, Stratovarius, ma tutto viene rielaborato con eccellente classe. Un album che soddisfa le aspettative in grado di far godere anche un esperto ascoltatore.

Roberto Sky Latini

Flicker
Anonymous
Mosaic
Sinsidious (The Dogs Of War)
Return To Dust
The Sixth Great Extinction
Deified
The Greatest Hope
Liar, Fool, Or Messiah
Red Sea

Matt Smith – vocals / keyboards
Jonathan Hinds – guitar
Taylor Washington – guitar
Jared Oldham – bass
Ernie Topran – drums