Rusty Wounds

Genetic Code

E ‘la differenza tra performance e cover (come semplice esecuzione di un brano), non banale che offre l’ultimo lavoro dell’artista Rusty Wounds alias Gabriele Rustichelli, il quale questo 2023 si è buttato in una nuova avventura musicale. Ma torniamo un po’ indietro, Dopo 10 anni di totale dedizione al progetto Klogr, gruppo alternative-metal italo-americano con influenze metal progressive. Rusty ha sentito la necessità di esplorare altre strade e buttarsi in qualcosa che la band stessa non poteva assorbire. Così è nata l’idea del progetto “solista” Rusty Wounds. Genetic code questo è il titolo del compendio di dieci tracce elaborato dal nostro Rusty. Un progetto musicale con il quale, come prima fase, ha arrangiato e prodotto una manciata di cover mentre si mette a fuoco la produzione di un album di musica inedita. Genetic code si apre con una cover di uno dei brani più iconici, ovvero Come as you are dei Nirvana. Questa si caratterizza per una voce molto cattiva del nostro Rusty che colora questo brano come un viaggio che sfiora l’industrial metal. Con ritmi ossessivi ed un sound sporco. Già tramite il primo riarrangiamento ci accorgiamo delle peculiarità personali che l’artista ha usato per arricchire queste cover che ha voluto rendere di “metallo”. Al secondo posto troviamo un master pièce della musica, ovvero Like a stone degli Audioslave, la quale anche se più dura relativamente, ci fa molto emozionare grazie all’uso perfetto ed armonioso della voce che se anche potente riesce ad essere dolce. Forse una delle mie cover preferite. Dopo la terza track, cioè Everlong dei Foo fighters arrangiata molto bene, troviamo Hurt (n.5) del meraviglioso Johnny Cash.

Nonostante il diverso sound Rusty è riuscito a rendere benissimo il pathos ed il dolore originari del brano. La voce ci conquista dall’inizio alla fine. Un’altra delle mie favorite. Andiamo al cuore dell’album con il brano n. 5 ovvero Something to remind you   degli Staind che è una delle mie ballad rock preferite. Rusty è riuscito a mantenere l’intensità della voce originale di Aaron Lewis dipingendola con colori progressive metal. Mi piace molto questo arrangiamento. Molto sensuale ed accattivante è la voce di Rusty in una delle cover più inaspettate di questo disco, ovvero Billie Jean del mitico Michael Jackson. L’album del progetto solista Rusty Wounds si chiude in maniera perfetta con una cover fatta ad arte di un meraviglioso brano del 1969 dei Led zeppelin, cioè Thank you. Per concludere posso dire che l’artista ha rischiato molto con la scelta di alcuni brani da coverizzare, nonostante ciò non ha sbagliato un colpo ed è riuscito a cambiare il codice genetico di questi brani.

DALYLA

“A volte le parole non bastano.
E allora servono i colori.
E le forme.
le note.
E le emozioni.”
Alessandro Baricco

 Come As You Are (Nirvana)
Like A Stone (Audioslave)
Everlong (Foo Fighters)
Hurt (Nine Inch Nails)
Something To Remind You (Staind)
Rusty Cage (Soundgarden)
The Bitter End (Placebo)
Billie Jean (Chris Cornell)
Seven Nation Army (The White Stripes)
Thank You (Led Zeppelin)

Rusty Wound – vocals
Luca Marchi – bass
Filippo De Pietri – drums
Lorenzo Iotti – guitar