Kataklysm

Goliath

Ascoltare ogni lavoro in uscita di questa band ha sempre suscitato in me sentimenti di incertezza ed imbarazzo.Fin dagli anni 90,anni d’oro del death metal,i Kataklism mi hanno sempre dato la sensazione che siano sempre arrivati in ritardo rispetto ai tempi e solo in occasione delle prime uscite di “Temple of knowledge” o “Sorcery” ho drizzato un pò le orecchie, sperando che avessero mantenuto una certa coerenza in futuro.

Tutt’ora, considerando che i nostri suonano e sfornano musica da 30 anni e al di là della più che lodevole perseveranza mantenuta nel tempo,non sono mai riuscito ad assimilare e memorizzare quasi nessuno dei loro lavori. Attenzione: stiamo parlando di una band che ,malgrado i numerosi cambi di formazione, ha sempre avuto un suo seguito ha sempre avuto i suoi fans ed ha sempre avuto dei contratti discografici per cui poter andare avanti con una certa costanza.

Oggi,a distanza di 3 anni dall’ultimo “Unconquered” del 2020,esce questo nuovo “Goliath“. Ebbene,mi preme constatare che i nostri hanno fatto parecchi passi indietro rispetto alla precedente release,e,al di là del sound generale riproposto,quasi non li ho riconosciuti: tecnica ,qualità delle composizioni,e soprattutto attitudine death metal sono calate a picco (vedi tu i “perchè” della vita).Una bella copertina frontale e 10 tracce di groove metal (e no,non chiamatelo death metal semplicemente perchè ci sono dei blastbeat qua e là,il DEATH METAL è un altra cosa) suonate nuovamente con una accordatura extralow che non dispiace,con un suono di chitarre saturo e grasso come il “pane ca’meusa“(fatevi anche una piccola ricerca sulla pietanza e capirete il senso dell’accostamento) su delle partiture di batteria di un preciso ed efficace James Payne con il “solito” storico growler Maurizio Iacono che completa l’opera con dei testi anche piuttosto interessanti.

“Dark wing of deception” apre le danze di questo disco con una ritmica incessante e pesante che ti proietta direttamente sotto i cingoli di carro armato, doppia cassa di rito ed una costruzione delle melodie belle e veramente apprezzabili, si inizia bene ,devo dire la verità. Proseguo con l’ascolto di “Goliath” e “Die as a king” e già qua tendo a storcere la bocca come anche per “Bringer of vengeance“.Sembrano dei pezzi heavy/thrash a tratti quasi panteriani con dei ritmi di batteria un pò più spinti “quasi” riconducibili al Death metal, come se si volessero distinguere a tutti i costi su un genere musicale che non si possa ascoltare da nessun’altra parte,e in effetti è così solo che a mio modesto parere, il risultato è poco più che mediocre.”Combustion”,più quadrata e meno sperimentale, se così si può dire,è un pezzo suonato con un riffone pesante su un midtempo classico e coinvolgente, veramente bello.

La seconda parte del disco viene letteralmente spezzata da “From the land of the living to the land of the dead”, ed ecco che salto dalla sedia; un pezzo Death metal, veloce e devastante con una parte di chitarra tritacarne e l’immancabile gravity di batteria ragionate per distruggere sistematicamente l’ascoltatore.Ahimè la sorpresa dura poco perché con “The redeemer“Heroes to villains” e “Gravestones & coffins” si torna ad ascoltare una serie di composizioni heavy/thrash non del tutto entusiasmanti, come anche il pezzo che chiude l’album “The sacrifice for truth”, per carità, tutte arrangiate anche piuttosto bene, ma con un risultato che di annichilente ha ben poco.

Un album, questo dei Kataklism , arrangiato registrato e prodotto qualitativamente con tutti gli accorgimenti del caso tanto da convincere nuovamente la Nuclear Blast a posare la propria mano benedetta su questa band, anche se, personalmente preferisco il lavoro precedentemente svolto nel 2020.Sicuramente conquisterà i fans storici di questi ragazzi ,ma risulta comunque l’ennesima sufficiente release che morde a tratti e che di Death metal ha veramente ben poco, e forse va bene così anche perché ormai ho ben compreso che questo è il loro modo di suonare ,che, possa piacere o meno, li contraddistingue. Peccherò di esperienza ed apertura mentale ma sono sicuro delle mie sensazioni e di ciò che mi trasmette la musica, e posso dire con una certa sicurezza che rinnovarsi e sorprendere sono capacità che non appartengono più a questi ragazzi. Peccato.

Giuseppe Musso

 Dark Wings of Deception
Goliath
Die as a King
Bringer of Vengeance
Combustion
From the Land of the Living to the Land of the Dead
The Redeemer
Heroes to Villains
Gravestones & Coffins
The Sacrifice for Truth

Maurizio Iacono – vocals
Jean-François Dagenais – guitars
Stephane Barbe – bass
James Payne – drums