Urisk Call
Gli Urisk provengono da Bonn, nella Renania Settentrionale-Vestfalia, Germania sono un duo di atmospheric/progressive black metal formato nel 2023 da Benedikt Brixius e Marleen Bügener.
Gli Urisk provengono da Bonn, nella Renania Settentrionale-Vestfalia, Germania sono un duo di atmospheric/progressive black metal formato nel 2023 da Benedikt Brixius e Marleen Bügener.
Da quando sono stato, per così dire, “obbligato” a seguire un genere estremo, ho imparato a distinguerne le diverse anime, a riconoscerne le sfumature e, soprattutto, a capire quando, dietro un muro di suoni apparentemente indistinto, c’è davvero qualcosa da dire.
I Drown in Sulphur sono una band milanese. Il loro genere oscilla tra death e metalcore. “Strix” è questo il titolo della loro ultima fatica. Si tratta di un EP di cinque brani, dove la band è capace di fondere: potenza sonora, caratura tecnica, groove e idee.
Mi è piaciuto molto questo EP dei Falsimonian dal titolo “For Survival”. Per me si tratta di una piacevole sorpresa. Cinque brani contenuti nel mini bastano a mettere le cose in chiaro. La band per metà statunitense e per l’altra metà messicana si fa notare per idee, groove, caratura tecnica e violenza sonora.
Quando pensiamo al black metal troppe volte rivogliamo lo sguardo alle terre del Nord Europa, tuttavia il genere nel corso dei suoi tanti anni si è sparso a macchio d’olio ovunque. Una bellissima piaga da cui anche gli States non sono riusciti a chiamarsene fuori.
Trentacinque anni fa nascevano a Madrid in Spagna gli Avulsed, per volere di Dave Rotten, cantante e membro fondatore. Da subito la band di fece notare per il loro death metal brutale, diretto, grezzo.
Dopo un decennio di attesa, The Roaring Waves si rivela esattamente per ciò che prometteva: un incontro tra due giganti della chitarra progressiva che preferiscono il dialogo alla competizione. Steve Hackett (Genesis) e Steve Rothery (Marillion) hanno costruito un’opera strumentale di 45 minuti che respira l’atmosfera marina di Whitby, dove il secondo è cresciuto.
Un nuovo disco dei Behemoth? Sì e no. “I, Scvlptor” non è propriamente il successore di “The Shit Ov God”, ma un’uscita piuttosto particolare che mette insieme materiale nuovo, vecchi brani riletti con il suono attuale, un pezzo rimasto fuori dalle sessioni dell’ultimo album e due cover.
Potete tranquillamente definirmi un ritardatario: lo sono, e a questo punto tanto vale ammetterlo senza troppi giri di parole. A rendere la situazione ancora più grave è il fatto che i DarWin siano da sempre uno dei miei gruppi preferiti. Mai avrei immaginato di recensire questo disco a mesi e mesi dalla sua uscita.
Ci sono dischi che non hanno bisogno di inventare nulla per ricordarci perché il thrash metal, quando viene suonato con convinzione e senza compromessi, continui ad avere un potere dirompente.