Hegeroth Soaked In Rot

Sesto studio album per il duo polacco Hegeroth. Questo “Soaked in Rot” conferma la dedizione al metal estremo per quel che riguarda la Polonia, ormai, nel corso degli anni diventata l’alternativa europea alla blasonata Germania.

Immolation Descent

Ci troviamo di fronte al dodicesimo album degli Immolation, una delle band storiche in ambito death metal, una vera e propria certezza. Con “Descent” i newyorkesi non deludono le aspettative, la qualità è alta e la band dimostra di avere ancora molto da dire.

Dimmu Borgir Grand Serpent Rising

I norvegesi Dimmu Borgir sono una grande band non considerabile tra i minori. Le differenze estetiche del passato non hanno mai intaccato la qualità di base più o meno solitamente mantenuta di livello. Nei momenti migliori il loro sinfonismo non modifica l’impostazione Black o Death che permane invasivo e cruento.

Aurora Borealis Disillusioned By The Illusion

Gli Aurora Borealis sono in giro da abbastanza tempo da sapere esattamente cosa stanno facendo, e Disillusioned By The Illusion suona proprio così: un disco di una band che non deve dimostrare più nulla. Niente rivoluzioni, niente trovate strane—solo black/death metal diretto, suonato con precisione e convinzione.

A Tear Beyond Afterthought

Il percorso di questa band veneziana prosegue con la loro quarta uscita discografica, che mette in mostra uno stile metal distintivo, plasmato da una varietà di influenze musicali. Il loro sound fonde elementi che spaziano dall’industrial al gotico, arricchiti da tocchi teatrali che creano una miscela potente e oscura.

VANIR Wyrd

Da diciassette anni, i danesi dei Vanir esplorano la storia, i miti e le profondità dell’animo umano, senza mai commettere il minimo passo falso.

Magenta Tarot

Ci sono voluti due anni, ma i Magenta sono finalmente tornati con il loro nuovo lavoro in studio. Dopo l’excursus marcatamente orchestrale di The White Witch (2022), il sestetto gallese (qui ridotto al nucleo duro Reed/Fry/Booth, con un innesto di lusso) cambia nuovamente pelle.

Chalice Of Suffering The Raven Cries One Last Time

Dopo sette anni di silenzio e in occasione del decennale, i Chalice Of Suffering tornano con “The Raven Cries One Last Time”, terzo full-length che li conferma come una realtà ben radicata nel funeral doom/death più atmosferico e malinconico.

Raibard Postscript

“Postscript”è il terzo lavoro in studio dei Raibard e appartiene a una categoria di album molto particolare, quella dei dischi che si fanno ascoltare nel silenzio, che non cercano di riempire lo spazio ma di dialogare con esso.

Neal Morse Band L.I.F.T.

A distanza di tre anni dal doppio album Innocence & Danger, la Neal Morse Band torna con LIFT, il quinto capitolo in studio di una carriera ormai solida e ricca di complicità artistica.