Bobby Jensen Dead Cowboys
Dopo vent’anni di utilizzo del nome “Dead Cowboys” e una crescente confusione legata ad altre formazioni omonime, la scelta di firmarsi Bobby Jensen and The Dead Cowboys segna un passaggio simbolico e strategico.
Dopo vent’anni di utilizzo del nome “Dead Cowboys” e una crescente confusione legata ad altre formazioni omonime, la scelta di firmarsi Bobby Jensen and The Dead Cowboys segna un passaggio simbolico e strategico.
Con questo album si incontra una band decisa e focalizzata; la scelta è quella di giocare soprattutto con la velocità e l’immediatezza. Eliminando il superfluo invece di perderci in intensità l’intensità viene incrementata migliorando rispetto ai dischi passati.
Con Reign Of Steel, Death Dealer consegnano un album che rappresenta un punto di forza nel loro percorso, amalgamando heavy metal classico e bordate thrash con una precisione compositiva rara in dischi contemporanei.
Nel panorama affollato del symphonic metal europeo, “Infernal Symphony” si presenta come un debutto sorprendentemente consapevole e strutturato.
Sei brani per circa 73 minuti di musica non sono uno scherzo, e ancor di più se parliamo di un doom metal funereo e che non lascia molto spazio ad altre influenze.
Questo nuovissimo “Normal Isn’t” segna il ritorno discografico dei Puscifer dopo oltre cinque anni di silenzio e lo fa con un disco che non cerca conforto e consensi, né normalità, ma le smonta entrambe con chirurgica precisione.
Con Tantric Love Charmers Stefano Diamanti sceglie deliberatamente di mettere da parte l’armatura metallica che lo ha accompagnato per anni, aprendo la porta a un territorio sonoro più intimo e sfumato
I Lost Society firmano il disco della maturità definitiva con “Hell Is a State of Mind”, non perché addomesticato o conciliatorio, ma perché finalmente consapevole.A quattro anni dal celebrato If the Sky Came Down,
I Woda Woda nascono nel 2020 con il brano “Medusa”, seguita da “Portando la pelle a casa” e “Divano Giallo”. Portano avanti un concept che si prefigge di amalgamare mito, simbolismo e hard rock.
Ci sono dischi dal vivo che documentano una band e poi ce ne sono altri che cristallizzano un’epoca, un’estetica e un pericolo reale.“The Murderess Metal Road Show” appartiene senza esitazioni alla seconda categoria.