Baalzagoth

Morbid Persecution

Parlando di death metal mi viene in mente una cosa, una cosa che sinceramente inizia a darmi un tantino sui nervi. No, non mi riferisco al fatto che oggi come oggi molte band si assomigliano e molte altre non sono altro che emuli di quanto detto dai gruppi storici, poi c’è una piccola fetta che cerca di dire qualcosa di diverso o comunque cercare una strada non dico originale, però per lo meno personale.

In realtà quello che mi dà fastidio è questa moda, iniziata sul finire degli anni ’90 a dire il vero, di avere delle produzioni iper perfette, senza una sbavatura, senza un accenno di ingolfatura: questo non è death metal! Dove sta il marciume e il nero che caratterizza questo genere? Dove sta la lordura che rende il riffing ancora più catacombale e pesante come una colata di asfalto liquido? Non ve n’è più traccia, ed eccezion fatta per alcune band che fanno eco alla old school scene che ricercano ancora una produzione un po’ fangosa. Tutta questa filippica per cosa? Per dire che anche il gruppo di cui mi accingo a fare la recensione, fa parte della schiera di quelle band che hanno optato per avere una produzione cristallina, perfetta, pulita fino all’inverosimile.

Ciò detto vi presento i Baalzagoth, quintetto polacco dedito ad un death metal di stampo moderno, con chiari richiami alla scena death metal polacca e una particolare predilezione per il sound alla Vader.Il quintetto si muove, come già detto, su coordinate death metal che cerca di arricchire con innesti che hanno riferimenti nel metal classico di gruppi come Mercyful Fate e King Diamond. Nonostante il rifferama si snoccioli seguendo i canoni del genere, c’è da dire che il gruppo si affida a svariati cambi di tempo e ad una composizione variegata per evitare il sopraggiungere della noia, noia che, nonostante i riff non facciano gridare al miracolo, non arriva grazie appunto alla capacità dei Baalzagoth di tenere sempre viva l’attenzione di chi ascolta.

Il disco in esame è il primo disco ufficiale della band, che prima aveva registrato solo un EP, e devo dire che Morbid Persecutions, questo il titolo del platter, si lascia ben ascoltare e scorre che è un piacere, senza risultare monotono o superfluo e, in un mercato sovraffollato come quello attuale, in cui chiunque ha la possibilità di esserci, non è una cosa da poco perché, nonostante i chiarissimi rimandi ai gruppi death conterranei, i Baalzagoth hanno qualcosa da dire e lo fanno mettendo in mostra una certa sicurezza strumentale, un buon intuito compositivo dato che non sono pochi i momenti in cui i cinque strizzano l’occhio a delle belle melodie dal chiaro intento di fare subito presa su chi ascolta. Morbid Persecutions non ha particolari picchi, a dire il vero, tutto il disco si attesta su un lavoro ben fatto, ben prodotto (sempre facendo riferimento ai canoni odierni) e soprattutto gode di una buona composizione.

Non c’è molto da aggiungere a quanto ho già scritto dato che non si possono fare paragoni con quanto prodotto in precedenza poiché trattasi del primo disco della band, però se avete voglia di un po’ di sano death metal di stampo europeo che vi faccia passare una quarantina di minuti in buona compagnia, non vi pentirete di aver dato un’occasione ai Baalzagoth. Devo dire che mi sono approcciato a loro con non pochi punti interrogativi e con qualche preconcetto, perché molti dei gruppi death provenienti dalla splendida Polonia, tendono ad essere estremamente simili ai loro conterranei più famosi e quindi tendono ad appiattire le proprie idee su quelle di altri, mentre i cinque hanno saputo divincolarsi da questo empasse che tante volte caratterizza le band provenienti da quella terra, per riuscire a sfornare un disco che nonostante non brilli per originalità, riesce comunque a dire la sua.

Vivamente consigliati a chi è amante di certe sonorità e magari ha voglia di cercare un disco che non sia solo annichilimento allo stato puro, ma che abbia anche altri spunti da offrire e vi assicuro che Morbid Persecutions ne ha.

Daniele “Darklordfilthy” Valeri