Bad Profile
The Other Side
C’è una crepa sulla copertina di “The Other Side”, una frattura apparentemente semplice, ma che finisce per diventare la perfetta metafora del nuovo EP dei Bad Profile, cinque brani costruiti proprio attorno a ciò che succede quando l’immagine che abbiamo di noi stessi comincia a incrinarsi.
Dopo “One More Time” del 2019 e un’intensa attività live che ha portato la band milanese anche oltre i confini italiani ,da Barcellona a San Diego, fino allo storico Whisky a Go Go di Los Angeles , i Bad Profile tornano con un lavoro che fotografa una fase diversa della loro storia.
La pausa forzata della pandemia sembra aver lasciato qualcosa sulla pelle della band:The Other Side è infatti un disco più consapevole, più concentrato e soprattutto più interessato alle zone d’ombra dell’individuo. Alternative rock, post grunge e hard rock sono i punti di riferimento, ma i Bad non sembrano interessati a trasformare queste influenze in un esercizio di nostalgia. Al contrario, le usano come materia prima per costruire un’identità contemporanea, muscolare ma non priva di vulnerabilità. E la cosa interessante è che i cinque pezzi non sembrano semplicemente messi in fila ,formano un percorso. Si parte dalla rabbia, si passa attraverso la consapevolezza, si allarga lo sguardo verso il futuro e la mortalità, si torna all’istinto primordiale del rock’n’roll e infine si arriva alla perdita, un viaggio che, titolo alla mano, conduce davvero dall’altra parte. “Screaming at the Sun” entra nell’EP con l’atteggiamento di chi ha finalmente smesso di nascondersi dietro una facciata, un brano costruito sulla rabbia, ma non sulla rabbia facile: qui il bersaglio non è soltanto il mondo esterno.
Le chitarre fanno il lavoro sporco, mentre il pezzo procede come una progressiva perdita di controllo,il refrain “I wanna break it all” è il punto in cui la tensione esplode definitivamente. Con “Honestly” la band rallenta idealmente il passo e sposta l’attenzione dall’istinto alla consapevolezza, è probabilmente il momento più introspettivo dell’EP.La forza di “Honestly”sta proprio nel fatto che non trasforma la vulnerabilità in debolezza ,al contrario, la utilizza come punto di partenza per reagire.Con “The Man from the Future”, i Bad Profile prendono il conflitto personale e lo proiettano molto più lontano, fino al 3047,ma dimenticatevi la solita fantascienza fatta di tecnologia e città futuristiche, il futuro immaginato dalla band è sorprendentemente umano…perché, nonostante tutto, “Love is still the same”. Questo è il dettaglio che rende il brano particolarmente interessante, anche quando il
tempo diventa enorme e l’umanità sembra lontanissima dal presente, l’amore rimane riconoscibile, poi il pezzo compie un altro salto e arriva alla fine del tempo stesso.Il sole muore, le stelle si spengono e ciò che resta è il vuoto. Da un conflitto interiore siamo arrivati alla mortalità dell’universo. È il brano che dà all’EP una dimensione quasi cinematografica e impedisce a The Other Side di rimanere confinato nella sola dimensione autobiografica.”It’s Only Rock And Roll”è il pugno sul tavolo dell’EP, il brano più fisico, diretto e immediato. Dopo identità, paure, futuro e mortalità, i Bad Profile ricordano perché sono qui: per suonare rock. “It’s only rock and roll” viene trasformato in un mantra e funziona proprio perché arriva nel punto giusto della scaletta: dopo aver scavato dentro la propria testa, bisogna tornare al corpo, al palco, all’amplificatore.
Poi arriva il buio con “Follow Me Down” è la conclusione più dolorosa possibile per questo viaggio,una telefonata arrivata troppo tardi, la sensazione di perdere il controllo, la percezione che qualcosa stia per finire, ed è qui che il titolo, The Other Side assume il suo significato più profondo. La band chiude quindi il proprio viaggio non con una vittoria, ma con l’accettazione di ciò che non può essere controllato, “The Other Side” è un EP che vuole raccontare una trasformazione senza nascondere le cicatrici che l’hanno provocata. I Bad Profile partono dalle coordinate dell’alternative rock americano, del post-grunge e dell’hard rock, ma il vero elemento distintivo è il modo in cui utilizzano queste sonorità per costruire un racconto coerente. Non c’è soltanto il desiderio di scrivere canzoni potenti: c’è la volontà di mettere in sequenza rabbia, paura, amore, ribellione e perdita. Cinque brani, cinque facce dello stesso viaggio, registrato, mixato e masterizzato al BRX Studio di Milano da Marco Barusso nel febbraio 2026 e completamente autoprodotto dalla band, “The Other Side”
suona soprattutto come una dichiarazione di identità
Lubranomic





