Callider

The Explorer

Secondo lavoro della one-man band Callider “The Explorer” , l’album conferma quanto non sia sempre semplice, per un unico musicista, conferire profondità e varietà alla propria proposta. A mio parere, non tutte le one-man band riescono pienamente in questo intento.

Con “The Explorer”, CALLIDER (Stefan Lange) presenta il suo secondo album: una spedizione sonora che fonde il death metal melodico con la profondità letteraria e la riflessione culturale.

Dopo il successo dell’album di debutto “Southern Stars” (2023), Lange compie un ulteriore passo avanti. Anziché ricorrere alla fantascienza o ai cliché vichinghi, concentra l’attenzione sulla ricerca di valori universali, rendendo omaggio alle culture dimenticate e alle narrazioni storiche e interrogandosi su ciò che tiene unita l’umanità.

Dal punto di vista musicale, Lange rompe le convenzioni del genere: strumenti a fiato, sonorità orientali legate alla musica makam  e ballate acustiche si fondono con riff metal classici e parti vocali variegate. Ne risulta un suono accessibile ma complesso, capace di affascinare anche chi non è appassionato di metal. I testi, politici, filosofici e poetici, spaziano dall’unità dell’umanità, affrontata in “One Note”, alla critica delle divisioni sociali.

Tra i brani più interessanti figura “By the Dawn”, introdotto da uno strumento a fiato che sembra essere un flauto di Pan, dal timbro dolce, arcaico e immediatamente riconoscibile. Anche l’opener “Stars, Wind and Sails” affida l’apertura del disco a una sezione di fiati: dove ad un certo punto, la tromba sembra richiamare un frammento di “Who Wants to Live Forever” dei Queen.

Forse questa osservazione potrà sembrare eccessivamente critica, ma desidero segnalare quella che considero un’inesattezza nel titolo del brano “Mary Never Wanted Jesus”, traducibile come “Maria non ha mai voluto Gesù”. Secondo la tradizione cristiana, infatti, quando Maria ricevette la visita dell’arcangelo Gabriele accettò senza esitazioni di diventare la madre di Gesù. Non intendo presentarmi come un esperto di religione: mi sembrava semplicemente opportuno precisare questo particolare.

In definitiva, il disco non è affatto male, ma in fase di produzione si sarebbe certamente potuto fare qualcosa in più.Anche la copertina, pur coerente con le atmosfere del disco, avrebbe potuto essere più curata.

Lo stesso vale per la produzione, che presenta margini di miglioramento e avrebbe meritato maggiore incisività e definizione.

𝓢𝓽𝓮𝓯𝓪𝓷𝓸 𝓑𝓸𝓷𝓮𝓵𝓵𝓲

TRACKLIST:

Stars, Wind and Sails
One Note
Stars Shine True
Hard To Regret
Kalamas
By The Dawn
Mary Never Wanted Jesus

LINEUP:

Stefan Lange / Florian Stierstorfer / Marc Zeberer / Vanessa Marx – vocals
Ettore Rigotti / Kristopher Karla / Stefan Lange – guitars
Ettore Rigotti / Stefan Lange – bass
Dominik Back – drums
Ettore Rigotti / Claus Bächer  keyboards