W’t’M

Witness the Madness

I  W’t’M sono una nuova realtà nata dall’unione di musicisti provenienti da Danimarca e Italia, attiva indicativamente dal 2023.

Nonostante la giovane età del progetto, il debutto omonimo mostra immediatamente una band già consapevole dei propri mezzi e capace di muoversi con naturalezza tra hard rock melodico, heavy metal e power metal moderno.Le influenze dichiarate di Thin Lizzy e Halestorm si percepiscono soprattutto nell’equilibrio tra riff taglienti e melodie molto accessibili, ma il disco evita quasi sempre di cadere nel semplice esercizio nostalgico,al contrario, i W’t’M costruiscono un lavoro vario e dinamico, sostenuto da arrangiamenti curati e da una produzione moderna ma mai eccessivamente artificiale.

L’opener “A Symphony Of Brilliance “introduce subito il lato più cinematografico della band,archi, chitarre acustiche e un crescendo che esplode in un heavy metal melodico estremamente efficace.Qui emerge immediatamente la grande protagonista del disco, Marica Moire, dotata di una voce intensa e versatile, capace di passare da tonalità delicate ad aperture più aggressive senza perdere personalità.Con “For The Sake Of It All “entra invece in scena Michael Bastholm Dahl, la cui impostazione più classica e potente dona ulteriore peso alla componente metal del disco.

Il contrasto tra i due vocalist funziona molto bene, soprattutto nei brani più dinamici come “Wake Up To A Breakdown “e “Cold Has Come, dove riff aggressivi e ritmiche serrate convivono con linee melodiche estremamente immediate.Uno dei maggiori punti di forza dell’album è la continua alternanza tra pesantezza e momenti più atmosferici.

“Moments Of Light alterna pianoforte e riff metallici con grande fluidità, mentre “There Is Only One “inserisce persino leggere sfumature industrial prima di trasformarsi in una power ballad massiccia e coinvolgente.Il momento migliore arriva probabilmente con “Shadows & Light, unico vero duetto dell’album, dove finalmente Marica e Michael smettono di alternarsi semplicemente e iniziano davvero a dialogare vocalmente.

Ed è forse proprio questo l’unico piccolo limite del disco,per gran parte della tracklist i due cantanti sembrano procedere parallelamente invece di sfruttare completamente il loro potenziale combinato.Molto riuscite anche le atmosfere più malinconiche di “Tears Of Ice”, ballata costruita attorno a pianoforte e archi che evita il sentimentalismo e mette in mostra uno degli assoli di chitarra più belli dell’intero lavoro.Nel finale, “Eternal Echoes “chiude il disco riportando in primo piano tastiere, organo Hammond e influenze power metal più marcate.Nonostante una durata superiore all’ora, “Witness the Madness “mantiene sempre viva l’attenzione grazie a una scrittura varia e a un ottimo equilibrio tra melodia e aggressività.

Forse manca ancora il brano realmente memorabile capace di trasformare il disco in un instant classic del genere, ma come debutto resta un lavoro sorprendentemente maturo, autentico e ricco di personalità.

Lubranomic

TRACKLIST:

A Symphony of Brilliance
For the Sake of It All
Moments of Light
Wake Up to a Breakdown
There is Only One
Shadows and Lights
When Silence Falls
One Reason
Sorry
Tears of Ice

Bonus on CD:

Eternal Echoes
Cold Has Come

LINEUP:

Michael Bastholm Dahl – vocals
Marica Moire – vocals
Peter Mogensen – drums
John Brandt – keyboard
Michael Sørensen – guitar
Ole Quist – bass