Vipera

Acerbo e Divorato

Una cantante particolare è Caterina Dufì in arte Vipera, che con il suo album “Acerbo e divorato”,richiama l’immagine legata al sentimento della fine osservata da chi si sente appena venuto al mondo e pensa di non avere tempo a sufficienza per la sua crescita.Registrato e prodotto a Verona da Niccolò Cruciani e suonato da quest’ultimo e Caterina, l’album si compone di otto tracce, sei brani e due intermezzi.

Sono pensieri in musica che alternano recitazione a melodia, mentre l’uso monocorde del suono e del canto serve a far trasparire una certa monotonia e passività nei confronti della vita.Sembra una continua esortazione a essere consci di quello che abbiamo davanti, un monito riguardo al nostro percorso.Non a caso la variazione dei volumi che muovono i sentimenti ha sempre quasi tutti recitati.Un immaginario ibrido, suddiviso tra musica e arte visiva.Il primo brano intitolato “Il Matto” inizia con batteria e basso, un ritmo ripetuto che introduce la voce che man mano diventa incalzante nel volume e nel recitato, per poi aprirsi ad un richiamo del profilo che dà nome al pezzo e concludersi scemando musica e ritmo.
Il secondo brano “Il Macedone” invece inizia ispirato a musica araba di sottofondo, l’uso della recitazione in italiano che poi passa alla lingua inglese in un ritornello che si ripete ad oltranza e lascia messaggi spezzati e ripetitivi, per poi sparire gradualmente.Si procede all’ascolto di un intermezzo intitolato “Trasparente” che richiama l’inizio del secondo brano, ma poi si distoglie ricreando un momento di sospensione con suoni che a mano a mano si aggiungono, per poi sparire in un rallentando ,fino a sparire.

Il brano “Sogno steso al sole” invece cambia direzione e, sia come testo che, come musicalità, diventa meno criptico e arriva più chiaramente all’ascoltatore. Anche il testo è più discorsivo e meno sospeso in respirazioni interrotte.“Eredità” è la quinta traccia che apre con un ritmo continuo e un recitato che non trova respiro se non dopo molte frasi e ti conduce in un giro a vorticoso in cui si aspetta una fine per poter capire dove il messaggio si conclude.Tecnicamente molto impegnativo poiché la voce non ha spazio per una pausa.“Strategia”, la sesta traccia, si apre con le stesse caratteristiche vocali un po’ recitate e un po’ melodiche trovate nei brani precedenti, sempre un tessuto ritmico in primo piano creato dalla batteria che accompagna l’intero brano e la voce di Vipera, che richiama ritmi tribali.

Il secondo intermezzo si intitola “Anime” ed è un’alternarsi di accordi su tappeto armonico e una melodia che ricorda musica che dirige verso una profonda spiritualità.Sempre un recitato accompagna tutto il brano fino alla fine, esaurendosi man mano.Un brano che rimane sospeso sia musicalmente che recitativamente.Si conclude con il brano intitolato “L’allodoletta” più movimentato e leggero, un messaggio prima di concludere il viaggio.Quello di Vipera è un lavoro intrecciato e modificato con un processo di adattamento continuo all’interno della relazione con il suono e il ritmo e che continua il percorso intrapreso nel suo album intitolato “Tentativo di volo” (2021).

Due sono i nodi tematici del disco: la ripetizione e l’equilibrio.Il titolo,” Acerbo e divorato” richiama l’immagine di chi fruisce senza pazienza e in modo del tutto animalesco di un frutto che però non è ancora maturo per essere mangiato.Un ascolto non facile, ma che man mano dà spunti di riflessione se ascoltato a più riprese. 

Anna Cimenti

Dischi Sotterranei
www.facebook.com/caterina.dufi

Il Matto
Il Macedone
Trasparente (Intermezzo Uno)
Sogno Steso Al Sole
Eredità
Strategia
Anime (Intermezzo Due)
L’allodoletta

line up non disponibile