Thorium
Suburban Rot
A trent’anni dalla nascita della band, i veterani del death metal danese Thorium tornano con “Suburban Rot”, un lavoro feroce, oscuro e profondamente radicato nel degrado urbano e nel collasso umano.
Prodotto dal chitarrista JP Storm e rifinito dal tocco inconfondibile di Tue Madsen presso i rinomati Antfarm Studio, il disco propone un death metal old-school sferzante, arricchito da groove moderni e da una notevole maturità compositiva.L’album colpisce fin da subito per la capacità di catturare un’atmosfera opprimente e decadente, legata a doppio filo al degrado urbano descritto nei testi.
Questa putrefazione suburbana prende vita nell’assalto frontale di “Abra Macabre”, traccia d’apertura al vetriolo che mette in mostra la forma vocale strepitosa di MHA e stabilisce i toni maligni dell’intera opera.I Thorium non si limitano a correre a velocità folle:
la vera forza del disco risiede nel suo dinamismo. Brani come “Endless Disgust” e la terremotante “Open Wounds” dimostrano una gestione magistrale dei tempi, alternando blast beat furiosi, rallentamenti calcolati e breakdown pesantissimi, pensati per schiacciare l’ascoltatore.Il cuore pulsante dell’album emerge con forza nella title track “Suburban Rot”, un instant classic che unisce un’attitudine quasi punk/hardcore a linee melodiche e malinconiche riconducibili al chitarrista Jose Cruz, il cui ingresso nella band ha indubbiamente arricchito il songwriting.
Lo stesso equilibrio tra melodia sinistra e violenza cieca si ritrova in brani dall’impatto bellico come “MG42”, che evoca la devastazione della guerra attraverso una sezione ritmica implacabile.Quando il disco rallenta, l’atmosfera si fa ancora più disturbante. Ne sono esempi perfetti la complessa “The Collector” e la successiva “Bring The Children To Me”, due tracce claustrofobiche in cui la band punta su riff tesi e ipnotici, dimostrando che si può essere terrificanti anche senza spingere sull’acceleratore.
C’è spazio anche per la sperimentazione e per un divertimento più nero in “The Undead”, brano che flirta apertamente con il Death ‘n’ Roll e il Death/Doom, regalando un groove pachidermico e trascinante, prima che la furia cieca di “Crucified” chiuda il sipario in modo epico e distruttivo.
In definitiva, “Suburban Rot” non è un semplice esercizio di nostalgia. È un album scorrevole, coeso e privo di riempitivi, in cui l’esperienza di JP Storm si fonde con una visione fresca del metal estremo.
I Thorium hanno confezionato un lavoro solido, sudato e privo di compromessi modernisti, destinato a collocarsi di diritto tra le migliori uscite death metal degli ultimi anni.
StefanoBonelli





