Stefano Bollani
All Stars Tutta Vita Live
L’ascolto di “Tutta Vita Live” di Stefano Bollani è un’esperienza che va ben oltre il semplice godimento musicale: è un’immersione in un momento irripetibile, una celebrazione viva e pulsante dell’incontro umano prima ancora che artistico. Fin dalle prime note si percepisce chiaramente che questo disco non è solo la registrazione di un concerto, ma la testimonianza di un’energia collettiva che si sviluppa in tempo reale, alimentata da complicità, ascolto reciproco e libertà espressiva.Registrato al Teatro Politeama Rossetti di Trieste il 17 febbraio 2025, l’album rappresenta il culmine di un progetto più ampio legato al film “Tutta Vita” di Valentina Cenni, ma al tempo stesso si configura come un’opera autonoma, capace di vivere di luce propria. Se il film racconta il processo, il disco ne è l’esplosione finale: il momento in cui tutto converge nella musica.
Al centro di questo viaggio c’è Bollani, autentico maestro di cerimonie, capace di guidare senza mai imporre, di suggerire senza limitare. Il suo pianoforte è il fulcro attorno a cui ruota un ensemble straordinario, un vero team del jazz italiano e internazionale. Accanto a lui troviamo giganti come Enrico Rava e Paolo Fresu, la cui presenza conferisce profondità storica e lirismo, ma anche personalità più eclettiche come Daniele Sepe e Antonello Salis, capaci di introdurre elementi imprevedibili e giocosi. La sezione ritmica, con Ares Tavolazzi e Roberto Gatto, garantisce una solidità elastica, sempre pronta a seguire ogni deviazione improvvisativa.
A questo nucleo di veterani si affiancano tre giovani talenti che rappresentano il futuro: Frida Bollani Magoni, Matteo Mancuso e Christian Mascetta.Il dialogo tra generazioni è uno degli elementi più affascinanti dell’album poiché rivela uno scambio continuo. I più giovani non sono semplici ospiti, ma voci attive, capaci di inserirsi con naturalezza in un linguaggio complesso.Il brano d’apertura, “Tutta Vita”, composto da Bollani, stabilisce subito il tono: un tema che sembra nascere sotto le dita mentre viene suonato, aperto, arioso, pronto a trasformarsi. Da lì in poi, il viaggio attraversa continenti e secoli. “Yerakina”, tradizionale greco, viene reinterpretato con una vitalità quasi danzante, mentre “Bun ii Vinul Ghiurghiuliu” porta con sé il sapore festoso della tradizione rumena.
Uno degli aspetti più sorprendenti è la capacità del gruppo di fondere materiali diversissimi. In “When I’m Laid in Earth” di Henry Purcell, noto anche come il Lamento di Didone, si intreccia con “Retrato Em Branco e Preto” di Antônio Carlos Jobim: un incontro tra barocco e bossa nova che, sulla carta, potrebbe sembrare azzardato, ma che qui trova una coerenza emotiva sorprendente.Il passaggio da una sensibilità all’altra avviene senza fratture, come se entrambe appartenessero a un unico grande linguaggio universale.Allo stesso modo, “The Old Castle” di Modest Petrovič Musorgskij ( brano che fu ripreso anche da E.L.P. per il disco Pictures at an Ehxibition N.D.R) viene trasformato in una meditazione sospesa, quasi ipnotica, mentre “Plaisir d’Amour” di Johann Paul Aegidius Martini si carica di una dolce malinconia, arricchita da improvvisazioni che ne ampliano il respiro. Ogni brano è trattato come un punto di partenza, mai come un oggetto da conservare intatto.
Un momento particolarmente intenso arriva con “Song of the Indian Guest” di Nikolaj Rimskij–Korsakov che si fonde con “El Choclo” di Ángel Villoldo: qui il dialogo tra Russia e Argentina diventa quasi teatrale, con cambi di atmosfera che mantengono costantemente alta la tensione narrativa.Le composizioni di Rava, “Certi angoli segreti” e “Theme for Jessica”, rappresentano invece momenti di intimità e riflessione. In questi brani emerge tutta la sensibilità del trombettista, capace di creare spazi sonori rarefatti in cui ogni nota sembra sospesa nel tempo. Bollani, in questi frangenti, si dimostra un accompagnatore attentissimo, pronto a valorizzare ogni sfumatura.Ciò che rende “Tutta Vita Live” davvero speciale è però l’atmosfera complessiva: si avverte costantemente la dimensione umana del progetto. Non è un caso che tutto nasca da una residenza artistica, da una settimana di convivenza e condivisione. Questo tempo trascorso insieme si traduce in una musica che respira, che si muove con naturalezza, che non ha bisogno di dimostrare nulla.
L’improvvisazione, qui, non è virtuosismo fine a sé stesso, ma linguaggio relazionale. Ogni intervento è una risposta, ogni assolo è una conversazione. Si percepisce il piacere del suonare insieme, dell’ascoltarsi, del lasciarsi sorprendere. È una musica che vive nel presente, che accetta il rischio e lo trasforma in bellezza.In un’epoca spesso dominata dalla perfezione artificiale e dalla produzione digitale, questo album rappresenta un ritorno all’essenza: musicisti in carne e ossa che condividono uno spazio e un tempo, creando qualcosa di unico e irripetibile. Non c’è editing che possa replicare questa energia.
“Tutta Vita Live” è, in definitiva, un ponte: tra generazioni, tra culture, tra epoche. Ma è anche una dichiarazione d’amore per la musica e per l’amicizia. Un disco che non si limita a essere ascoltato, ma che si vive, traccia dopo traccia, come un viaggio collettivo. E, una volta terminato, lascia la sensazione rara di aver assistito a qualcosa di autentico, fragile e potentissimo allo stesso tempo.
Anna Cimenti





