Sharpnel Storm

Silo

Gli S.S. sono un quintetto finlandese nato nel 2006 in quel di Tampere e con all’attivo ben 4 demos un grappolo di singles e 2 album pubblicati rispettivamente nel 2015(Mother war) e nel 2020(Sharpnel Storm),si avete capito bene,in ben 15 anni questi ragazzi diciamo che se la sono presa abbastanza comoda fino ad arrivare ad oggi con questo nuovo “Silo”.

Si presentano come “death metal band” ma,mi dispiace dirlo,ascoltando questo album se c’è una cosa che mi sento di affermare con certezza è che qui di “death metal” c’è veramente poco(o niente),a parte un cantante che prova disperatamente a vocalizzare in uno stile riconducibile GROSSOMODO a Karl Willetts dei Bolt Thrower e Johnny Edlund degli Unleashed.In realtà ascoltando bene,thrash metal è la definizione più consona attribuibile alla band,vuoi per il sound tagliente,vuoi per le composizioni ricunducibili ora lontanamente ai Destruction,ora lontanamente ai Metallica di “…and justice for all…” ,con qualche piccolo momento di melodia simile ad uno stile legendario come quello dei Bolt Thrower appunto,e soprattutto con un buon 80% dei pezzi suonati in mid tempo,quasi totalmente prive di sfuriate o tempi veloci che sorprendono l’ascoltatore.

Le similitudini ci sono e palesi anche,basta arrivare a pezzi come “Justice and glory“,”Alive ammunition” o “Bring me the war“,che malgrado qualche banalità sparsa qua e là ritengo siano tra i pochi pezzi migliori del disco,ma a questo punto partiamo dall’inizio:dopo “Silo”,pezzo introduttivo di un minuto(che avrebbero potuto evitare tanquillamente in quanto banale e scontato),si parte con “Wastelands”,forse il pezzo più galoppante di tutti,in cui la matrice thrash metal è facilmente riconoscibile,non male come composizione,e che si sviluppa molto istintivamente fino a suonare una seconda parte stilisticamente molto vicino allo stile di Jo Bench e compagnia bella.Dopo aver ascoltato “Justice and glory” passo alla poco entusiasmante “Only snake here is you”;un pezzo midtempo in cui una piccola parte di blast piuttosto lento cambia un pò la dinamica della composizione ma comunque inchiodando il pezzo nell’anonimato,e soprattutto con una chiusura netta finale che ti mozza la testa senza un perchè.Curiosità:in questo pezzo,il sound delle chitarre è un po più omogeneo e saturo che in precedenza,non capisco se per decisione propria o per qualche altro motivo di natura tecnica.Nessuna novità e la continua similitudine col modus operandi dei Bolt Thrower trovo anche in “Alive ammunition“,non male come composizione ma se ho iniziato un sacchetto di popcorn durante l’ascolto un motivo ci sarà…

Passo velocemente a “Bring me the war” e riecco un cambio di sound delle chitarre ed una batteria più secca che mai,sembra di ascoltare gli Overkill di “Horrorscope”,anche dal punto di vista compositivo,ma con una ripetitività delle partiture di chitarre che mi porta a consumare i miei popcorn più velocemente del solito per il nervosismo,e questo non va bene.”Conquering th gods” continua imperterrito la marcia midtempo cui sono avvezzi i nostri,eccezion fatta per una “accelerazione” al minuto 2:10 che spezza un pò l’andataura,ma niente di veramente incisivo,anzi direi banale a causa di un giro di chitarre che più banale non si può.In “Icon of destruction” torna l’ennesimo cambio di sound delle chitarre(e no,e mo basta raga),più grasso e meglio mixato,forse tra tutti è il sound che più avrei preferito per tutto il disco,e che comunque dal punto di vista compositivo non si discosta dal livello di sufficienza azzardata di tutto cioò ascoltato fin’ora.

“Obey and perish” è un buon pezzo,e pur mantenendo uno standard di velocità che ormai è un’abitudine,devo dire che mi è piaciuto,il sound qui proposto è quello del pezzo precedente,un pò più raffinato ed efficace.Andando avanti con l’ascolto arrivo a “Kinslayer”,titolo che mi ha fatto sorridere per ovvi motivi,un pezzo che inizialmente mi ha colpito perchè mi è veramente piaciuto e non vi nascondo che una certa reminescenza slayeriana l’ho riscontrata rincuorandomi un attimino,se non che al minuto 2:50 mi crolla il mondo addosso facendomi ricredere brutalmente: in buona sostanza viene suonata una picola parte in cui si alternano un riff melodico della caratura di “Pollon combinaguai” a un altro di chiarissima matrice slayeriana facendomi restare di stucco per la bruttezza del tutto,chiudendo il pezzo con una serie di 3 accordi liberi tanto per dire “ok,va bene così”,disarmante .Chiude questa release “This is where i fell”,solito e ripetitivo incedere alla B.T.,con nessuna novità e con poche idee e confuse.

I miei popcorn sono finiti, e forse,ascoltando questo dischetto,è l’unica cosa che ho apprezzato visto che erano al caramello,credetemi.A questi ragazzi io 4 cose le dico,e non per essere cattivo,ma (1)i Bolt Thrower li ho già ascoltati tanto tempo fa,e non credo ci sia il bisogno di riproporli così banalmente e spudoratamente;(2)prima di pubblicare un album abbiate le idee chiare su quale sound usare,perchè questo saltellare da un suono all’altro e da un mixaggio all’altro risulta veramente deprimente e soprattuto non rende chiara la vostra proposta musicale;(3)dal punto di vista compositivo le idee ci sono,ma se da 15 anni a questa parte,ascoltando questo “Silo” ,dovete ancora perdervi in certe banalità,io un ritiro spirituale lo farei;(4)prima di presentarvi come “death metal band” fatevi un esame della coscienza perchè con ascoltatori come me,e vi assicuro che siamo in tantissimi, fate solo un gran brutta figura.

Giuseppe Musso

Silo
Wastelands
Justice And Glory
Only Snake Here Is You
Alive Ammunition
Bring Me The War
Conquering The Gods
Icon Of Destruction
Obey And Perish
Kinslayer
This Is Where I Fell

Aki Laaksola – guitars
Tohtori Mäkitalo – guitars
Ville Yrjölä – vocals
Mikko Orava – drums
Henri Leppänen – bass