Rockshots Night Dedolor Music Headquarter 20/06/2026
Report a cura di A.S.
Quando si parla di heavy metal in Italia, capita spesso di sentire discorsi un po’ rassegnati sulla salute della nostra scena. Chiunque abbia varcato la soglia del Dedolor Music Headquarter di Rovellasca (CO) per la Rockshots Night, però, ha avuto la prova contraria. Eventi come questo, promossi con intelligenza dall’etichetta Rockshots Records, dimostrano che la scena indipendente italiana è una miniera di vere e proprie perle: band caratterizzate da un’ottima preparazione tecnica e da uno spessore compositivo che non ha nulla da invidiare ai colleghi nordeuropei.
La serata, interamente incentrata sulle sfumature del power, dell’epic e del folk metal nostrano, si è sviluppata in un contesto club autentico e senza fronzoli. Produzione essenziale, luci basse, nessun effetto speciale da fumo artificiale e lo schermo con i loghi delle band a fare da sfondo. A testare la resistenza di musicisti e spettatori ci ha pensato un’afa implacabile all’interno del locale.
Eppure, sia la resa degli artisti che la risposta del pubblico è stata ammirevole: sebbene tra un cambio palco e l’altro uscire a prendere una boccata d’aria fosse vitale, non appena le note cominciavano a risuonare dalle casse, la sala si ricompattava istantaneamente sotto il palco. Un muro umano che ha continuato a dimenarsi nonostante le magliette bagnate e a seguire la musica per tutta la serata.
FLAMESTRIKE
Con un leggero ritardo sulla tabella di marcia rispetto all’orario teorico delle 21:15, tocca ai piemontesi Flamestrike l’onere e l’onore di plasmare l’energia della serata. Nuovi arrivati nella scuderia Rockshots e attualmente concentrati sulla chiusura del debut album, il cui annuncio è previsto a breve, la band mette subito in chiaro le cose con un power/epic metal classico ed eroico di ottima fattura.
Al via delle prime note di “Unholy March” la sala conta già un buon numero di presenti, ma bastano pochi minuti perché la gente inizi ad accalcarsi sotto il palco, aumentando costantemente nel corso del set. A colpire sin da subito è la prestazione del frontman Marco Caputo: la sua impostazione vocale tenorile è il perno attorno cui ruotano le composizioni. Non assistiamo a una sterile rincorsa all’acuto estremo, ma a una prova solida e quadrata, fatta di linee melodiche varie, dotate di un ottimo range e caratterizzate da note lunghe, sostenute e ben solide.
Alle sue spalle, le chitarre di Emmanuele Iacono e Fabrizio Amapane tessono una trama compatta, mischiandosi alla perfezione e piazzando riff incalzanti e assoli dal forte appeal melodico (come su “When Glory Awaits” e “Dark Clouds”) che catturano immediatamente l’interesse degli ascoltatori. Una performance promossa a pieni voti, che ha convinto sia il pubblico che il sottoscritto, gettando le migliori premesse per il disco in arrivo.
SETLIST:
Intro + Unholy March
When Glory Awaits
Dark Clouds
Bard’s Song – The Hobbit
Lindisfarne
Enslaved By The Steel
Flamestrike
LINEUP:
Marco Caputo – voice
Emmanuele Iacono – guitar
Fabrizio Amapane – guitar
Alessio Marchetto – bass
Luca Traversa – drums
VALLORCH
Il tempo di una breve e provvidenziale pausa all’aria aperta ed è il turno dei veneti Vallorch. Parliamo di una band che calca le scene da parecchi anni e che, stasera, si conferma una garanzia assoluta. Il loro ingresso coincide con il picco di affluenza della serata: il Dedolor si riempie e la platea si ritrova compatta, pronta a interagire al massimo con il gruppo.
L’apertura affidata a “To The Silver Summit” e la successiva doppietta composta da “Hellpath” e “Drink Some More!” scaldano subito gli animi (come se ce ne fosse ulteriore bisogno). Il sound è ricco, trascinante e poggia su un contrasto vocale azzeccatissimo: da un lato la voce soave, pulita e impeccabile di Sara Tacchetto, dall’altro le incursioni in growl di Leonardo Dalla Via (basso) e Marco Povolo (tastiere).
Questa alternanza magistrale trova la sua massima espressione nella potente “Sylvan Oath”, un brano dall’ottimo impatto live eseguito in modo impeccabile. Sul fronte strumentale, l’inserimento sul palco di strumenti tradizionali come il flauto e il bouzouki regala quel tocco magico ed evocativo che è il marchio di fabbrica del genere. Il trionfo definitivo arriva però con “Fialar”: la sua cadenza da cantilena danzereccia spinge Sara a saltare instancabilmente sul palco, trascinando il pubblico in un ondeggiamento collettivo a tempo di musica. Semplicemente incredibili.
Setlist
Intro The Circle
To The Silver Summit
Hellpath
Drink Some More!
Sylvan Oath
Antermoia
Fialar
Circle Of The Moon
Voices Of The North
Outro
Lineup
Sara Tacchetto – voice / flute
Leonardo Dalla Via – bass / voice
Marco “Folk” Povolo – keyboards / voice / bouzouki
Mattia Buggin – guitar
Damiano Pedergnana – drums
EREGION
La responsabilità di chiudere la serata come headliner spetta agli Eregion, realtà solida attiva dal 2012. C’era molta curiosità intorno al nuovo frontman, Lorenzo D’Agnano, entrato in formazione a inizio anno, e chiamato a portare avanti la pesante eredità lasciata da Dario Fontana. Diciamolo subito senza giri di parole: gli Eregion hanno messo in piedi un vero concertone, e Lorenzo si è dimostrato completamente all’altezza del ruolo.
Il nuovo cantante infonde una freschezza e un’energia contagiosa alla band torinese. La sua prova è promossa a pieni voti: sfoggia un’ottima precisione tecnica, arricchendo i pezzi storici con virtuosismi e acuti d’impatto che donano ancora più calore e tiro alle composizioni della band. Nei classici come “Wings Of Eagle” e “Kingdom of Heaven”, così come sulla potente “I Hel”, la band rende in modo eccellente: la batteria di Andrea “Blackhawk” Muscarello incalza senza perdere un colpo, in perfetta armonia con il basso di “Gengis”. L’energia e la sinergia sul palco sono palpabili; le chitarre di Giorgio Colbacchini e Gianluca De Lotto macinano riff epici con un fomento evidente, supportati da un’impeccabile Katija Di Giulio, al violino, capace di incastrarsi alla perfezione sulle partiture power più serrate e veloci. Verso la fine della scaletta c’è spazio anche per il divertimento puro con il collaudatissimo cover mashup tra “Hunting High & Low” (Stratovarius) e “I Want Out” (Helloween), cantato a gran voce da un pubblico stanco ma entusiasta, prima dei brani di chiusura.
Setlist
Ride Forth
Wings Of Eagle
Kingdom of Heaven
Battle to Carry On
Badon Hill
The Stolen Hammer
The Rival Kings
Cover mashup (Hunting High & Low + I Want Out)
Earendil Star
Balder’s Bane
I Hel
Hermod The Brave
Lineup
Lorenzo D’Agnano – voice
Giorgio Colbacchini – guitar / voice
Gianluca De Lotto – guitar
“Gengis Dave” (Davide Gianforte) – bass / voice
Katjia Di Giulio – violin
Andrea “Blackhawk” Muscarello – drums
CONCLUSIONI
La Rockshots Night si chiude tra gli applausi e con la certezza di aver assistito a un evento di grande successo. A vincere è stata la qualità della musica proposta. Tre band diverse, ognuna con la propria personalità, ma tutte accomunate da una caratura tecnica encomiabile e capaci di regalare uno show memorabile nonostante un caldo proibitivo. Il pubblico torna a casa stanco, sudato ma pienamente soddisfatto. Un sentito ringraziamento a Rockshots Records per l’organizzazione e la cura di questo bellissimo evento tutto nostrano. Alla prossima!
A.S.





