Retador

Retador

Ascoltare questa band spagnola vuol dire divertirsi per l’energia, la velocità e la cattiveria, le cui dosi non sono centellinate ma neanche mischiate caoticamente. Si respira un thrash violento e senza compromessi, che però evita di essere rozzo o di essere semplicemente sparato a mille. C’è molta attenzione e intelligenza in questo lavoro, anche se esprime l’istinto dello scatenamento fisico. Pur nella tradizione, la bravura ideativa è nettamente evoluta.La prima traccia è uno strumentale di circa due minuti e mezzo, ed è intitolato come il moniker della band, ‘Retador’, un funzionalissimo pezzo che vale di per se stesso anche senza voce, essendo studiati bene tutti i passaggi che lo compongono, di modo che il pezzo sia esaustivo e non un semplice intro dell’album. L’attacco frontale di ‘La Venda’ è altamente ficcante, e nonostante la qualità indiscutibile del pezzo, non è nemmeno il migliore dell’album. ‘FURIA’ è indiscutibilmente uno degli episodi più coinvolgenti e interessanti, esprimendo l’ottima verve escandescente, con le sue riffiche e la fluidità ritmica reggendo il paragone con i gruppi thrash storici tra quelli più feroci.

Più epico ma egualmente bello ‘TITERES’ la cui foga vocale aumenta di tensione, per poi usare una chitarra solista maggiormente raffinata rispetto alla media che si trova nella varie song, creando una atmosfera leggermente più cupa. Altra perla è ‘JUICIO FINAL’ che riesce ad essere evocativa con la sua parte soft iniziale, che meglio rende il contrasto poi con la parte dura del proseguo, dal riffing frizzante che accompagna la linea melodica vocale inserendo una vera melodia rispetto al cantato roccioso; ma tutto il pezzo cerca una certa eleganza formale variando con parti che dinamizzano l’insieme. Il senso heavy-metal nascosto tra le righe, talvolta emerge chiaramente come in ‘Deseo de Matar’ dove si offre una cavalcata alla Iron Maiden, in cui il basso è importante, per sostenere l’assolo finale di chitarra. Meno speed ‘Corrupcion’ che testimonia come la band sappia trovare felici andamenti anche senza sfondare le pelli in ritmi frenetici. Approcciandosi a questo disco una cosa è sicura, non si troveranno filler, e l’ascolto fila via che è un piacere.

Una delle cose positive di questi musicisti è la capacità di gestire velocità ed accelerazioni. La vocalità aspra è una incontenibile fonte di sfuriate impetuose; spesso è un quasi screaming/growling senza però diventarlo davvero, eppure è molto più aggressivo di certi cantati Death o Black. In alcuni momenti si respira una vicinanza al DeathMetal, ma il confine rimane inviolato, preferendo sempre l’alveo classico del genere. Le chitarre soliste sono lamette taglienti davvero entusiasmanti, però non sono mancanti di capacità melodiche regalate solo a sprazzi eppur presenti in maniera utile.  La pregnanza globale è comunque elettricità pura, fornendo al fruitore un cibo sonoro fatto di sostanza nella scrittura e altresì fatto di spezie saporose che lo condiscono ulteriormente. La musica è un muro che però sa essere molto più che un fuoco divampante, riuscendo a costruire un quadro dalle ampie vedute. Pensando al disco dei Kreator di quest’anno, o agli Overkill dell’ultimo periodo, non sembra che questi assaltatori iberici siano da meno, il loro disco è alla pari con questi nomi altisonanti, e l’esordio è già un prodotto maturo; anzi, in alcuni momenti sembrano anche migliori di loro attualmente. Non siamo quindi di fronte ad energumeni, quanto a soldati moderni ben equipaggiati, pur suonando un thrash che nasce da radici lontane

Roberto Sky Latini

Retador
La Venda
Furia
Titeres
Violencia
Ton 618
Deseo de Matar
Corrupciòn
Juicio Final
B52

Jofre – vocals / guitar
Rolo – guitar
Migueli –bass
JuanJolocaust – drums