Morama

Marea d’Amore

Tra elettronica raffinata, sensibilità cantautorale e immagini evocative, il nuovo EP dei Morama racconta le trasformazioni del sentimento con un linguaggio intimo e contemporaneo. Ci sono sentimenti che non conoscono traiettorie lineari, emozioni che avanzano e arretrano, proprio come il mare, lasciando sulla riva tracce che il tempo non sempre riesce a cancellare.

È da questa intuizione che prende forma “Marea d’Amore”, il nuovo EP dei Morama, in uscita il 23 ottobre e distribuito in digitale da Artist First. Un progetto che, dopo l’introspezione del precedente “NOSTOS”, sceglie di rivolgere lo sguardo verso l’altro, esplorando le molteplici sfumature di una relazione: dall’attrazione iniziale alla scoperta, dall’incertezza alla distanza, fino alla possibilità di ritrovarsi attraverso ciò che rimane.

L’ascolto si configura come un percorso emotivo in sei capitoli, ciascuno legato a un diverso movimento del sentimento. L’amore non viene idealizzato come una condizione immobile, ma restituito nella sua natura mutevole, imperfetta e profondamente umana. Il titolo diventa così una chiave di lettura efficace: la marea rappresenta la forza che ci trascina verso qualcuno, ma anche quella che ci costringe a confrontarci con le nostre paure, con le assenze e con il bisogno di lasciare andare. Una metafora semplice, eppure capace di accogliere numerose interpretazioni.

A sostenere questo racconto è soprattutto l’identità sonora del duo, fondato nel 2022 da Johanna Noa, cantante e violoncellista italo-tedesca, e Paolo De Santis, producer e tastierista. La loro musica nasce dall’incontro tra la formazione classica e la libertà dell’elettronica, superando i confini dei rispettivi linguaggi per costruire un pop sofisticato, accessibile e ricco di dettagli.In “Marea d’Amore” questa ricerca appare orientata verso una maggiore consapevolezza espressiva: sintetizzatori avvolgenti, ritmiche contemporanee e melodie intime concorrono a creare un paesaggio sonoro nel quale la componente elettronica non soffoca l’emozione, ma ne amplifica le possibilità.

Il lavoro di produzione di De Santis costituisce uno degli elementi centrali del progetto. Il suono non si limita ad accompagnare le canzoni, ma contribuisce a definirne la temperatura emotiva, alternando immediatezza melodica e ricercatezza timbrica. Particolarmente significativa è la concezione del violoncello, strumento che appartiene alla formazione di Johanna e che, nell’universo Morama, perde la propria collocazione tradizionale per trasformarsi in materia sonora da distorcere e integrare con i sintetizzatori. Ne nasce un dialogo tra organico ed elettronico che rispecchia la natura stessa dell’EP: due elementi differenti che cercano una forma comune senza rinunciare alla propria identità.

Su questo tessuto si inserisce la voce di Johanna Merkle, indicata nella presentazione del progetto come interprete delle liriche: una presenza descritta come sognante e suadente, adatta a un repertorio che affida alle immagini e alle sensazioni gran parte della propria forza comunicativa.La scrittura procede attraverso riferimenti alla natura, al corpo, allo sguardo e alla memoria, trasformando le emozioni in esperienze quasi tangibili. L’acqua, il vento, le stagioni e il ghiaccio diventano proiezioni di stati interiori, mentre il desiderio e la mancanza acquistano consistenza attraverso i sensi. È una scelta che permette ai Morama di evitare, almeno nelle intenzioni, una narrazione eccessivamente esplicita, preferendo suggerire piuttosto che spiegare.

La tracklist, composta da “Fallo tu, osa”, “Primavera”, “Sapore”, “Scusami se”, “Occhi” e “Vivo”, delinea un itinerario che sembra svilupparsi attraverso differenti gradi di esposizione emotiva. Già nei titoli si riconoscono alcune delle tensioni fondamentali del disco: il coraggio di compiere il primo passo, la rinascita, l’attrazione sensoriale, il bisogno di chiedere perdono, la scoperta attraverso lo sguardo e, infine, l’affermazione della vita. Senza ridurre necessariamente ogni brano a una singola fase della relazione, è possibile leggere questa sequenza come un movimento progressivo, nel quale l’amore diventa occasione di cambiamento e conoscenza.

“Primavera”, in particolare, richiama simbolicamente l’idea di una rinascita, mentre “Sapore” suggerisce una dimensione più fisica e immediata del desiderio. “Scusami se” introduce già nel titolo la possibilità della fragilità e del riconoscimento dei propri limiti; “Occhi” riporta l’attenzione sull’incontro con l’altro, sul modo in cui uno sguardo può rivelare o nascondere una verità. La chiusura affidata a “Vivo” lascia infine intravedere un approdo non tanto definitivo quanto consapevole: vivere significa accettare il movimento, senza pretendere di controllare ogni oscillazione del sentimento.

Tra i riferimenti artistici che contribuiscono a delineare l’orizzonte dei Morama emergono la sensibilità soul-pop di Olivia Dean, la ricerca armonica di Jacob Collier e le scritture intime di artiste come Billie Eilish e Lizzy McAlpine. Sul versante italiano, il gusto per le immagini e per una narrazione emotiva non convenzionale richiama, per affinità, l’approccio di Colapesce e Dimartino. Non si tratta di somiglianze da intendere come semplici sovrapposizioni, quanto di coordinate utili a comprendere la direzione di un progetto che cerca un equilibrio tra apertura internazionale e identità personale.

Il merito più interessante di “Marea d’Amore” risiede proprio nel tentativo di tenere insieme questi elementi: la cura della produzione e l’immediatezza pop, la ricerca timbrica e la centralità della voce, la dimensione privata della relazione e la possibilità di renderla universale. Se “NOSTOS” rappresentava un viaggio interiore, questo nuovo capitolo sposta il centro del racconto verso la relazione, mostrando come l’incontro con l’altro possa diventare uno specchio attraverso cui riconoscere anche se stessi.

La marea evocata dal titolo non promette approdi definitivi. Avanza, si ritira, modifica il paesaggio e ritorna lasciando qualcosa di diverso sulla sabbia. Allo stesso modo, l’amore raccontato dai Morama non coincide soltanto con l’intensità dell’innamoramento, ma comprende le esitazioni, le distanze e le trasformazioni che rendono autentico ogni legame.Con “Marea d’Amore”, il duo consolida dunque una direzione artistica che unisce elettronica, sensibilità cantautorale e immaginario sensoriale, mettendo al centro il valore del movimento emotivo. Un EP che invita ad abbandonare la pretesa di governare i sentimenti e ad accettare la possibilità di esserne attraversati.

Perché, in fondo, amare non significa restare immobili sulla riva, ma trovare il coraggio di entrare in acqua, anche quando non sappiamo ancora dove ci porterà la corrente.

Anna Cimenti

TRACKLIST:

Fallo tu, osa
Primavera
Sapore
Scusami se
Occhi
Vivo

LINEUP:

Paolo De Santis – elettronica
Johanna Noa – voce / violoncello