Marillion

An hour before it’s dark

Dal 1977, anno di fondazione della band, i Marillion di strada ne hanno fatta tantissima passando dal neoprogressive  degli anni 80/90 a nuove alchimie musicali create a partire dal 1989, dal nuovo cantante Steve Hogarth e dalla chitarra storica di Steve Rothery.

Della prima parte della loro carriera fa parte il capolavoro Misplaced Childhood del 1985 ma all’inizio degli anni novanta prendono corpo i nuovi Marillion con nuove sonorità un pò meno prog ma più intime e profonde, gli album Brave del 1994 e Marble del 2004 sono gli esempi più lampanti del nuovo corso, lavori che ricalcano moltissimo le sonorità e le parti vocali piene di pathos contenute in album come The final cut (1983) dei Pink Floyd e The pros and the cons of hitchhiking (1984) e Amused to death (1992) di Roger Waters.

Dei Marillion più recenti mi piace ricordare gli ottimi Sounds That Can’t Be Made del 2012 e soprattutto FEAR del 2015 che suona molto come un potenziale apripista per questo nuovo disco An hour before it’s dark. In FEAR traspiravano soprattutto paura e ansia anche per la situazione politica del momento invece in An hour before it’s dark si percepisce un senso di speranza, come a voler superare i grandi problemi che in questi ultimi anni stiamo vivendo, la track di apertura Be hard on youself  è perfetta in questo senso, una drammatica minisuite da nove minuti divisa in tre sezioni dove Steve esorta a svegliarsi e a porre attenzione ai mali nonchè alla distruttività del becero consumismo.

La seconda minisuite Reprogram the gene dal punto musicale è sicuramente più vicina al prog più classico e in qualche modo ricorda i Marillion degli anni 90, più melodici e sognanti.Dopo il breve intermezzo Only a kiss, con Murder machines le parole sono dirette frontalmente contro la pandemia. The crow and the nightingale è uno straordinario gioiello dedicato a Leonard Cohen ed è l’ideale prologo alla parte più spettacolare del cd. Le due conclusive minisuite Sierra Leone e Care sono due piccoli capolavori. Non credo si possano scindere perchè costruite in modo molto similare e con arrangiamenti e melodie molto più melodiche rispetto al resto del lavoro.

In poche parole siamo di fronte ad un signor disco, le sonorità, i testi, le emozioni, gli arrangiamenti e le idee sono evidenti e brillanti, An Hour Before It’s Dark è l’ennesimo best dei Marillion ed è sicuramente da avere!

Massimo Cassibba

 

Be Hard On Yourself
Reprogram The Gene
Only A Kiss
Murder Machines
The Crow And The Nightingale
Sierra Leone
Care

Steve Hogarth – vocals
Steve Rothery – guitar
Mark Kelly – keyboards
Pete Trewavas – bass
Ian Mosley   drums