Illusion Of Fate
Exsanguination
Qui non si fanno prigionieri! Con Exsanguination, gli ILLUSION OF FATE mettono subito in chiaro le proprie intenzioni: tre brani, una potenza sonora impressionante e un muro di suono che travolge senza chiedere permesso.
Non è il solito EP di passaggio, ma una prova di forza che colpisce per la qualità della produzione, la ferocia esecutiva e le atmosfere sinfoniche e gotiche, capaci di rendere la proposta ancora più oscura e minacciosa.La band statunitense sta lavorando al materiale per il prossimo full-length. Durante la composizione sono però nati tre brani che hanno acquisito un’identità autonoma, seguendo direzioni musicali diverse dal resto del materiale. Anziché inserirli forzatamente nel nuovo album, gli ILLUSION OF FATE hanno scelto di raccoglierli in un EP. Exsanguination diventa così un collegamento tra il debutto Portals to Kur e la nuova fase evolutiva del gruppo.
Devo ammettere che la produzione mi ha particolarmente impressionato: la band ha svolto un lavoro notevole, ottenendo un suono potente, compatto e curato nei dettagli. Ogni elemento trova il proprio spazio senza perdere incisività. A convincere, però, non è soltanto la qualità sonora. Tutti e tre i brani sono devastanti per potenza esecutiva e impatto: il loro blackened death metal melodico conserva tutta la propria aggressività, aprendosi al tempo stesso a soluzioni più ampie e articolate.
Le atmosfere cupe, sinfoniche e gotiche si arricchiscono di arrangiamenti cinematografici e inserti elettronici e industrial, che accentuano il carattere oscuro della proposta. Le chitarre costruiscono riff pesanti e memorabili, mentre le orchestrazioni creano una dimensione avvolgente, in cui melodia e brutalità convivono senza ostacolarsi. È questo equilibrio a rendere il lavoro interessante: gli ILLUSION OF FATE non puntano soltanto ad aumentare il peso della propria musica, ma ad ampliare il loro linguaggio senza perdere di vista le radici.
Anche sul piano concettuale, Exsanguination ha una struttura tutt’altro che superficiale. I tre brani esplorano la trasformazione da prospettive diverse, tra perdita d’identità, sofferenza, rinascita e confronto con forze che sfuggono alla comprensione umana:
Exsanguination racconta il timore di perdere se stessi attraverso un cambiamento continuo, fino a raggiungere una forma di accettazione e trascendenza.
Umbra Vex Mortis affronta il lato più doloroso della trasformazione: quella imposta dall’esterno, dalle aspettative e dall’odio, che finisce per svuotare completamente l’individuo.
Soulless Chasm chiude l’EP estendendo il discorso all’intera umanità, posta di fronte a un’oscurità cosmica immensamente più grande della propria esistenza.
Particolarmente interessante è anche il recupero di Soulless Chasm. Nato diversi anni prima, il brano è stato successivamente rielaborato dalla band per restituirgli tutto il peso e il senso di disperazione che avrebbe dovuto esprimere fin dall’origine.
Hayden Crownover ha curato la produzione presso i Crownover Productions Studios, dove si sono svolte anche la registrazione e il mixaggio. Il mastering è stato affidato ad Alan Douches.
In definitiva, Exsanguination è più di una pubblicazione di passaggio in attesa del prossimo album: dimostra la voglia degli ILLUSION OF FATE di sperimentare e spingersi oltre i propri confini. Tre brani, nessun riempitivo e una personalità sonora che non passa inosservata.
Se questo EP è il biglietto da visita della nuova fase compositiva, il prossimo full-length avrà parecchie aspettative da soddisfare.
Stefano Bonelli





