Hex A.D.
Surgical Cut In The Cosmos
Questo nuovissimo e oscuro “Surgical Cut In The Cosmos” degli Hex A.D., sembra provenire direttamente da un’altra dimensione temporale, da un universo parallelo in cui il doom metal non si è mai fossilizzato nei propri cliché ma ha continuato ad evolversi assorbendo progressive rock
, psichedelia, hard rock settantiano e un gusto quasi cinematografico per l’atmosfera.“Surgical Cut In The Cosmos” rappresenta uno dei momenti più importanti nella crescita artistica della band norvegese,non solo perché amplia il linguaggio degli Hex A.D., ma perché mostra finalmente un gruppo capace di fondere in maniera credibile tutte le proprie influenze senza sembrare una semplice somma di riferimenti vintage.
Definire “Surgical Cut In The Cosmos” semplicemente un disco doom sarebbe limitante,all’interno troviamo riff pachidermici , atmosfere oscure,tempi dilatati e pesantezza sabbathiana ,ma il disco si muove continuamente tra territori diversi dove puoi sentire il progressive britannico più oscuro, il blues elettrico deformato dalla psichedelia , l’hard rock proto-metal dei primi anni ’70 ,certe derive teatrali vicine ai Van der Graaf Generator e perfino suggestioni folk e space rock….eppure tutto rimane molto coerente.
L’apertura del disco è affidata a “Hex”,caratterizzato da un riff lento, quasi ritualistico, introduce un’atmosfera torbida che cresce progressivamente grazie all’uso magistrale dell’Hammond, la voce di Rick Hagan entra in scena con quel mix di teatralità e calore blues che ormai rappresenta il marchio di fabbrica della band.“The Apparition” è uno dei momenti più riusciti dell’album, Doom classico, ma attraversato da continue aperture melodiche e cambi dinamici che impediscono al brano di diventare monolitico, le chitarre sembrano galleggiare nel riverbero come fantasmi analogici.
Uno dei brani più interessanti è “The Mirage” , ipnotico, costruito su dinamiche minimali e atmosfere quasi space-rock, una parentesi sospesa che dimostra quanto la band sappia lavorare anche sulla sottrazione.Uno degli aspetti più sottovalutati della band resta la voce di Rick Hagan, il suo cantato ricorda a tratti certi vocalist hard rock britannici anni ’70, ma filtrati attraverso una sensibilità doom moderna.
Non cerca mai l’effetto “epico” artificiale,racconta le canzoni,ed è proprio questa naturalezza a rendere il disco così credibile.“Surgical Cut In The Cosmos” è uno di quei dischi che non cercano scorciatoie,ma è un album che richiede attenzione,tempo,immersione.Gli “Hex A.D.” dimostrano che il doom metal può ancora essere intelligente,cinematografico, emotivamente profondo e musicalmente ambizioso.
Un album che non urla mai per attirare attenzione,semplicemente ti trascina dentro il suo universo… e chiude la porta dietro di te.
Lubranomic
TRACKLIST:
Reintroducing a Bit of Heat
A Bloody Mess
Black Rope Candy
Perfectly Fatal
P.I.G.
The Devil Makes Work for Idle Hands
Death of a Thousand Cuts
LINEUP:
Are Gogstad – bass
Matt Hagan – drums
Rick Hagan – guitars / vocals
Mags Johansen – mellotron / moog / organ / piano
Rowan Robertson – guitars





