FALLEN ANGELS

Otherside

Del buon vecchio ed italianissimo Glam, quello dei Fallen Angels. Si direbbe. Suonato (ed autoprodotto) con evidente passione ed anche per una nostalgica scelta, sia stilistica che musicale, di quelli che furono anni d’oro del genere.

Formatisi una dozzina di anni or sono, i veneti hanno peraltro subìto alcuni cambi di formazione, l’ultimo dei quali ha visto l’ingresso del nuovo bassista Chuck Cassidy, il quale ha sostituito a fine 2021 lo storico membro Matthew Ice. Non è mai semplice per una Band perdere un elemento “fondatore”, poiché certi equilibri artistici di fondamento possono perdersi per strada. Ma questo si vedrà successivamente.

Si direbbe, si diceva inizialmente. Perchè quello che si nota presto, ascoltando Otherside, è la variabilità di stili che pervade il lavoro, tanto che alla fine delle 14 tracce ti assale il dubbio che il CD sia ben più che un tuffo nel Glam anni 80. Pur con evidenti ispirazioni ai grandi nomi di quel periodo, c’è parecchia personalità nella concezione e realizzazione dei pezzi. Questi risultano infatti suonare non come un monoblocco, ma spaziano dai pezzi tipici del genere Merchant In The Middle e Woman alle ballad And Old Man Tells e Monday In Blood (piacevolmente cantata in italiano nella parte finale e con una melodia davvero invasiva per il cervello), passando addirittura ad un brano davvero, davvero interessante e piacevolissimamente prog come la Title track Otherside, duplicata orchestralmente come bonus track. Personalmente reputo che se al giorno d’oggi un pezzo dura otto minuti e mezzo è evidentemente per una precisa scelta di andare controcorrente, fregandosene “commercialmente” di quanto lungo ti viene un pezzo ed inoltre perché si hanno delle buone idee musicali da buttar giù.

Dire altro sui singoli pezzi sarebbe immediato, ma potrebbe essere un avvicinarsi troppo al bersaglio, un razionalizzare eccessivamente perdendo di vista un insieme che merita di essere approfondito dal singolo ascoltatore. Sintetizzando, provare per credere.

Dal punto di vista strumentale i quattro rockers sanno il fatto loro, mostrando una maturità esecutiva molto composta, senza quelli che potrebbero essere picchi di esuberanza tipici del genere musicale. I riff  e i soli di chitarra, strumento sempre ben presente, si incastrano con ottimi lavori di basso e sono supportati da una batteria suonata davvero bene e sempre, comunque, al servizio della godibilità all’ascolto. La voce di Mannant poi, acuta e potente, fornisce la spinta definitiva lungo tutta la durata di Otherside, la cui scelta fonica, infine, è comunque improntata sulla pulizia anzichè sull’esuberanza di distorsioni aggressive e bassi spinti ai limiti.

Si nota in sintesi parecchia voglia e molto “cuore” in un progetto ben articolato e capace di coinvolgere chi ascolta senza mai ripetersi musicalmente. Un augurio sincero alla Band di continuare a portare avanti la propria passione e a riproporci altro quanto prima.

 M.Romeo

Desert Sequence
Desert Way
Merchant In The Middle
The Envy
Woman
And Old Man Tells
Otherside
Pulcinella’s Secret
Charming Rock
Monday In Blood
Roughman
The Great Fear Of The Unknown
Nude’n’Crude
The Otherside (Orchestral Version) -Bonus track

Matty Mannant – vocals
Steffy Wizard – guitars
Matthew Ice – bass
Luke Gyzz – drums