Europe Shrouded in Chaos Tour 2026
Live Traffic live club 17/06/2026
Articolo a cura di Fabio Berserk Podeschi
THE VALLEY OF ETERNAL SUFFERING
“Le metamorfosi nei miti sono i cambiamenti di forma più epici di sempre, spesso punizioni divine o doni. Raccontano di passioni brucianti e della tragica hybris umana, trasformando corpi in elementi della natura e regalandoci frasi e metafore immortali che usiamo ancora oggi.
Medusa: “Dal sangue stillante della testa di Medusa nacquero serpenti variopinti.” (Esiodo, Teogonia). Lo sguardo della Gorgone pietrifica chiunque osi incrociarlo. Aracne: “Pallida per la paura, la dea la appese a una corda.
‘Vivi pure, ma rimango appesa, sciagurata,’ le disse.” (Ovidio) . Atene trasforma la tessitrice in un ragno, condannata a tessere per l’eternità.” Serata in cui la musica ha subito una metamorfosi oscura addentrandosi nel marcio e putrido i cui capostipiti di questo genere furono i primi Carcass.
Ringraziamo per gentile concessione di Gabriele Giaccari boss di No Sun Music insieme alla moglie Martina per aver dato a noi di Tempiduri.eu la possibilità di presenziare a questa serata di band metà nostrane e metà Finlandesi.
THE GREAT OBSERVER
Marcissimo quartetto romano apre la serata dove membri di band quali Night Gaunt/Vultures Vengeance e Thulsa Doom fanno il loro ingresso. Le canzoni dell’esibizione fanno parte tutte del loro esordio originale “ Loss Of Transcendence” e atipico il fatto di avere un batterista cantante Luca una vera war machine, un genere compatto e incisivo il loro con cambi di tempo serratissimi a metà fra Asphyx di Peter Van Drunen Soulside Journey dei Darkthrone e primi Celtic Frost di To Mega Therion.
Band con suono putrido e marcissimo come in brani quali How Far the Faithless Will Venture, At The Summit of Consciousness, la voce è monocorde ma sembra venire dagli abissi della Giudecca degli Inferi. Particolari e d’effetto le tracce strumentali in stile Morbid Angel/Rotting Christ vecchio periodo.
Insomma senza troppe sbavature e giri di parole un esordio di serata con il botto all’insegna del metallo della “signora morte” chiudendo con il botto con la tiratissima nonché title track dell’album Loss Of Transcendence dove tutta la band completa fa un’ottima figura. Per il sottoscritto promossi a pieni voti e gli applausi fragorosi oltre alla presenza di un discreto pubblico ne sanciscono il successo della prova
SETLIST:
Parenklisis (intro)
The Great Observer
Sentenced At High
Noon
Herald Of Thorns
How Far The Faithless
Will Venture
The Weight Of Being
Free
Impervious Creation
Loss Of Transcendence
LINEUP:
Daniele Z. – guitar and vocal
Luca E. – drums and vocals
Claudio S. – bass
Matteo A. – guitar
HELSLAVE
Altro gruppo proveniente dal territorio nostrano del Lazio gli Helslave fautori di un putridissimo death metal molto simile ai Fleshcrawl attivi dal 2010 con due Ep e due Album le otto tracce saccheggiano i loro lavori il genere è più cadenzato rispetto ai predecessori i riff e le ritmiche sono compattissime anche se il suono non è pulitissimo come da studio ma purtroppo come ben sappiamo il Traffic Live ha i suoi limiti come locale è il troppo alzare i suoni crea solo un fastidiosissimo rimbombo nella sala.
Questa band indubbiamente ha fatto una discreta figura il leader cantante Enrico più che carismatico anche se il primo gruppo mi è piaciuto di più, forse per variegatura dei suoni diciamo che questa è una prosecuzione dei Fleshcrawl come band, suono di chitarre cupo e basso e batteria che creano un wall of sound.
Band brava ad esibirsi ma forse trovata meno originale rispetto ai primi ad esibirsi, diciamo che il cambio di rotta dell’ultimo album del 2021 ma soprattutto dell’ultimo ep Burning Rebirth hanno dato una marcia in più di cattiveria soprattutto nell’esecuzione degli ultimi due brani e nel riarrangiamento in veste aggiornata del vecchio repertorio a tratti Decapitated sound.
Infatti brani più belli del repertorio proprio gli ultimi due del nuovo ep Not Your War e Burning Rebirth dove fanno capolino aperture melodiche in Death Metal Swedish Style e rallentamenti che ricordano per precisione il primo lavoro degli Amon Amarth Once Sent From The Golden Hall. Insomma un’esibizione in crescendo che ha dato i suoi frutti consiglio che dò io di continuare nell’evoluzione degli ultimi due brani rispetto al repertorio del passato indubbiamente tutti i musicisti si trovano più a loro agio in quella palude della nera signora.
Altra band per me promossa ed anche il pubblico con l’applauso ha sancito il verdetto.
– SETLIST-
Unholy Graves
Not your War
Thrive in Blasphemy
Burning Rebirth
Thy Will Be Undone
Funeral Lust
Rotting Pile Of Flesh
Desecration
LINEUP:
Jari Sgarlato – guitars
Francesco Comerci – drums
Luca Riccardelli – bass
Marco Benedetti – guitars
Enrico H. Di Lorenzo – vocals
MALFORMED
erza band ad esibirsi, i Malformed quartetto dalle lande dell’eterno ghiaccio la Finlandia, quattro giovani ragazzi fra i 20 e i 22 anni che potevano essere tranquillamente miei figli, quasi coetanei del mio che ha parlato tranquillamente con loro e con cui abbiamo scattato foto di rito dopo la loro esibizione. Fautori di un death metal serratissimo a metà fra Carcass/Dew Sentenced/Morbid Angel e Swedish Death in Generis.
La loro prova live un massacro sonoro unito a tecnicismo e violenza, un plauso al bassista Pauli veramente una spanna in più degli altri insieme al chitarrista cantante Eetu molto deciso con modo professionale da band che sembrava calcare da anni i palchi, invece sono al loro terzo lavoro calcolando anche l’ep d’esordio ed il demo. Le otto canzoni sono tutte estrapolate dal loro ultimo parto Confinement Of Flesh dall’ep The Gathering Of Souls e addirittura dal loro demo Uncontrollable Malformity.
Non è solo violenza sonora, ma anche tecnicismi molto ricercati unite a melodie sofisticate, per la loro giovane età è un pregio non credevo fossero così bravi. Brani come Malformity, Within The Flesh, Confinement e la conclusiva Rapture un salto nel baratro del Vulcano del Tartaro riff strettissimi e batteria sincrona con gli altri strumenti in stile dei Polacchi Vader.
Un plauso soprattutto agli assoli del cantante che spezzano l’ecatombe sonora della prova. In conclusione uno show degno di un gruppo blasonato, a mio parere se seguiti a dovere questi ragazzi faranno strada perché hanno tutte le carte in regola per essere dei capisaldi del loro genere parola di Fabio Berserk un vero trionfo, piaciuti anche molto a mio figlio Herik che era presente e si è divertito tantissimo.
SETLIST:
Within The Flesh
Malformity
Drowning In Emptiness
Gather
Confinement Of Terror
Scorned
Dessu
Rapture
LINEUP:
Jani Seppi – drums
Akseli Lindroos – guitars
Eetu Hyvönen – guitars /vocals
Pauli Niemi – bass
GALVANIZER
E’ arrivato il loro momento i Galvanizer come la precedente band sono Finlandesi. Il registro cambia, c’è un comeback al 1991 in maniera più evoluta a livello di suoni come se nel Traffic risuonasse Jeff Walker con i suoi mitici Carcass .
Dodici brani che saccheggiano i loro due album lo split con i Morbific ed il loro EP. Un death gore grind chirurgico e putrido nei suoni, marcio fino al midollo dove la voce cavernosa del vichingo Makinen (è più alto di me ed io sono un 1.92…) si alterna allo scream malatissimo di Aleksi. Il pubblico presente che fa headbanging insomma tutti chi più chi meno si scatenano. C’è violenza sonora ma anche molta precisione e professionalità dei suoni.
Mi è capitato di vedere il profilo di Aleksi su Linkedin prima persona del gruppo con cui ho fatto una foto e dialogato della loro presenza al Traffic con mio figlio che faceva praticamente da interprete, vista la sua padronanza della madre lingua Inglese e vi assicuro che è un tipo molto in gamba. Ho notato che rispetto a chi suona genere underground in Italia chi lo fa all’estero ha una marcia in più, sono veramente molto avanti, fanno poche chiacchiere e molti fatti e questa serata lo ha dimostrato. The Inexorable, Sanguine Vigil, Blaze For Within brani a metà fra i migliori Carcass del periodo d’oro con le innovazioni degli Aborted .
Quelle canzoni che alterano la forma canzone con il loro sound andando fuori dagli schemi classici e quando ascolti ciò, ti balena in testa un pensiero “però questi ci sanno veramente fare…”.Il loro nuovo album è molto più ragionato rispetto all’esordio The Ever Crescent potrebbe fare da colonna sonora a un remake in film del videogame Splatterhouse oppure alla saga di Hostel . D’antologia il doppio assolo che si scambiano fra bassista e chitarrista dai 2:20 minuti nella parte finale, band mai banale insomma che riesce a stupire. La chicca viene con The Heretic il terzo brano che si rifà ai periodi bui dell’inquisizione con un accenno del secondo chitarrista Osmo ad
una nostra tipica bestemmia, che non ripeto perché di solito mi esce solo in casi di estrema ratio quando sono al limite della sopportazione. Brano serratissimo e tecnicissimo dove l’alternanza fra le due voci scream e gutturale con le due chitarre e basso e batteria che si susseguono in una sorta di grind’n’roll dà un effetto catchy che non guasta, il locale si è riempito notevolmente dall’inizio come se i presenti fossero partecipi a questa oscura commemorazione.
C’è qualche piccola pausa tra un brano è l’altro ma in questa ora piena di esibizione, abbiamo potuto me compreso e i presenti saggiare la loro bravura. Chiude la caoticissima e viscerale WOUNDS una mazzata di due minuti con una voce inumana e ritmiche della batteria che superano il muro del suono, le mani del batterista non si vedevano dalla velocità e a fine show ho potuto notare che le pelli dello strumento avevano dei segni da quanto aveva colpito con le bacchette sui tamburi.
Il risultato dello spettacolo è stato impressionante come l’affluenza al loro merchandising segno che ciò che si è visto stasera è stato di gradimento del pubblico e la No Sun Music ha segnato un altro colpo di successo nel suo curriculum di agenzia e ci vede veramente lungo a proporre sempre eventi interessanti e coinvolgenti. Il pubblico nel loro lungo e sentito applauso sancisce il trionfo per questa serata che non possiamo concludere se non con la frase Horns Up.
-SETLIST-
The Ever Crescent
Enjoyment of Annihilation
Heretic
Supreme
Shrouded In Chaos
With Deathless Pride
Embers
Plains
The Inexorable
Blaze For Within
Sanguine Vigil
Wounds
LINEUP:
Vili Mäkinen – bass, vocals / guitar
Aleksi Vähämäki – drums / vocals / guitars
Nico Niemikko – drums
Osmo Laaksoharju – guitars





