Enio Nicolini

Uma Bot4

Enio Nicolini non è certo un musicista incline a restare fermo. Dopo la recente trilogia, raccolta anche in un cofanetto, e una lunga carriera attraversata da alcune delle realtà più interessanti e personali della scena metal italiana, torna con “UMA-Bot4”.

Il nuovo EP conferma la sua volontà di sperimentare e di spingere il basso ben oltre il ruolo tradizionalmente assegnato allo strumento.Cinque tracce per poco meno di venti minuti: un concentrato di metal, industrial, elettronica e sonorità sperimentali che non cerca scorciatoie né facili compromessi.

Fin dai primi secondi è chiaro che non si tratta di un classico lavoro heavy metal. Nicolini costruisce i brani principalmente attraverso il basso, trasformandolo in uno strumento capace di sostenere riff pesanti, oscuri e aggressivi. Completano il quadro la batteria elettronica di Luca Nicolucci, l’elettronica di Former Lee Worm e la voce di Maurizio “Angus” Bidoli, fondamentale nel definire ulteriormente il carattere del progetto.

“Learning Machine” apre l’EP con un’impronta immediatamente industriale, costruita su ritmiche taglienti e atmosfere fredde. Il suono sembra quasi provenire da una macchina in funzione, ma sotto la componente tecnologica resta ben presente una forte anima metal. È un’apertura che chiarisce subito le intenzioni di Nicolini.Con “Red Eye Button” l’atmosfera si fa ancora più inquieta. La voce di Bidoli si inserisce perfettamente in una struttura che evita gli schemi classici della canzone metal. È un brano ruvido e particolare, certamente non concepito per compiacere l’ascoltatore al primo ascolto.

La title track, “UMA-Bot4”, è probabilmente il brano che meglio sintetizza l’intero progetto. Il rapporto tra uomo e macchina viene tradotto in musica attraverso una miscela di riff, elettronica e ritmiche meccaniche. Il basso di Nicolini assume un ruolo da protagonista assoluto, avvicinandosi quasi a una chitarra e generando una massa sonora compatta e fortemente personale.“Model Collapse prosegue nella stessa direzione, accentuando la componente sperimentale. Qui Nicolini dimostra ancora una volta di non voler restare vincolato alle regole del genere. Il brano va ascoltato senza cercare necessariamente un ritornello o una struttura convenzionale: la sua forza risiede nell’atmosfera e nella capacità di generare tensione.

A chiudere l’EP è “Find Yourself”, forse il brano più immediato del lotto e quello che consente di entrare più facilmente nelle coordinate sonore di “UMA-Bot4”. Le contaminazioni elettroniche e l’approccio personale di Nicolini restano centrali, ma la struttura più diretta permette di tirare le somme sull’intero lavoro.Ciò che colpisce maggiormente di “UMA-Bot4” è la sua coerenza. Nicolini non usa l’elettronica come un semplice effetto speciale, né introduce elementi sperimentali soltanto per ostentare originalità. Ogni scelta risponde a un’idea precisa: raccontare un mondo sempre più dominato dalla tecnologia attraverso una musica che, paradossalmente, conserva una forte componente umana.

È proprio questo uno degli aspetti più interessanti del disco. Parlare oggi di intelligenza artificiale e macchine è quasi inevitabile, ma Nicolini affronta il tema con un linguaggio personale, senza ridurre il concept a una semplice operazione estetica.“UMA-Bot4” non è un EP destinato a chi cerca un metal immediato e tradizionale. Richiede di lasciarsi trasportare dalle sue atmosfere, di accettarne le soluzioni più spigolose e, soprattutto, di entrare nella particolare dimensione sonora costruita da Nicolini.

Trovo particolarmente interessante la sua capacità di non ripetersi e di continuare a mettersi in gioco. Dopo tanti anni di carriera, sarebbe molto più semplice riproporre formule già collaudate; Nicolini, invece, sceglie ancora di sperimentare, rischiare e cercare nuove strade.È un lavoro certamente particolare e non adatto a tutti, ma proprio per questo interessante. “UMA-Bot4” conferma Enio Nicolini come un musicista ancora curioso e affamato di nuove sonorità, capace di usare il metal come punto di partenza per spingersi altrove.

E, di questi tempi, non è certo poco.

𝓢𝓽𝓮𝓯𝓪𝓷𝓸 𝓑𝓸𝓷𝓮𝓵𝓵𝓲

TRACKLIST:

Learning Machine
Red Eye Button
Uma Bot4
Model Collapse
Find Yourself

LINEUP:

Enio Nicolini – bass / effettistica / electronic drum
Maurizio Bidoli – vocals
Former Lee Wormer – electronic elements
Luca Nicolucci  – electronic drum