Emoji of soul

Non avere paura

Come ormai succede per ogni uscita discografica anche questo debutto del duo Emoji of soul non sfugge alla regola e viene sottoposto al saccheggio sottoforma di estrapolazione di vari singoli che ne precedono l’uscita. Ed è così che dopo periodo promozionale arriva alla redazione il sospirato dischetto che sancisce l’inizio della storia discografica dei due artisti.

Il duo nasce dall’incontro di due anime che si sono fuse in un unicum artistico avendo più di un punto in comune. Ormai le emoji fanno parte della nostra vita fatta di messaggi che vengono valorizzati dall’uso delle famose faccine che servono ad esprimere meglio le emozioni dette con le parole che a volte non riescono ad esprimere le cose correttamente e le faccine hanno il compito di non far fraintendere ciò che si vuole dire, magari provocando emozioni sbagliate creando problemi nei rapporti.Possiamo considerare la canzoni della band potentina come delle faccine dove ogni canzone esprime uno stato d’animo, favorendo in questo senso una varietà di emozioni che si rispecchiano nella musica.

La musica è ovviamente il fulcro centrale dove sussistono storie immagini e pensieri personali e che tradotto musicalmente possiamo ascoltare in diversi generi, che rappresentano le influenze della band che vanno dal jazz al blues al soul e al dream pop. La voce  di Emanuela del canto è particolare avendo un timbro dai toni squillanti e spigolosi dove si racchiudono contemporaneamente sia Nina Zilli che Giorgia.

Le danze si aprono con Ginestre  canzone sensuale e sinuosa con la quale il duo si pone domande esistenziali musicalmente diretta verso  un soul alla Barry White non certo per la vocalità di Emanuela che pur avendo un timbro particolare qualche colore profondo lo possiede. Già dalla seconda canzone pur  mantenendo una forte sensualità ci spostiamo su una canzone già più solare che si conclude con un bell’assolo di chitarra.

La title track non ha nulla a che vedere con la canzone di Maurizio Paradiso, ma si muove sinuosamente con il mood  di Put the spell on you (di  Screamin’ Jay Hawkins conosciuta ai più non per la sua versione originale , perché è stata portata al successo da altri artisti come ad esempio  quella di Nina Simone oppure la fantastica versione dei Creedence clear water revival di John Fogherty). dato dal riff di chitarra qui la voce  di Emanuela raggiunge vette altissime l’inciso è molto bello con il sax a contrappuntare la voce.

Con  questo disco il duo dimostra di essere consapevole delle capacità artistiche sciorinandole di volta in volta nelle canzoni. Non avere paura contiene una manciata di canzoni tutte papabili per un  ascolto radiofonico e potrebbero funzionare tutte come singoli ed entrare nell’immaginario collettivo pur non avendo peculiarità da trapper (Dio ce ne scampi e liberi) dando però una lettura  moderna  con un occhio ad una musicalità influenzata dal passato ormai perduta o quasi, ma per me molto presente.

Stefano Bonelli

Ginestre
Un secondo di felicità
Non avere paura
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Sono felice ancora
Sotto lo stesso cielo
Amarsi
Ho litigato con te
Sola? Ferma!

Emanuela De Canto – voce
Stefano Volini – tutti gli strumenti