Elvenking

Reader of the Runes – Rapture

Se il Pop e tutta la musica che ci gira intorno e’ sicuramente la patria dei musicisti e della musica Overrated (sopravalutata), l’Heavy Metal e sicuramente la patria dei musicisti e della musica underrated (sottovalutati.)

Quando pensiamo a un gruppo Heavy Metal che non ha mai ricevuto il successo che meritava a tutti vengono in mente i Diamond Head, che senza le cover riproposte dai Metallica sarebbero di fatto completamente sconosciuti per tutti quelli che ascoltano tale genere dal 1984 in poi. Ecco gli Elvenking hanno in comune con i Diamond Head la distanza dal successo che meriterebbero. Il gruppo friulano per la loro classe e il loro prodotto musicale potrebbero tranquillamente suonare in ore tardo pomeridiane in ogni grande metal festival in giro sul pianeta.

Eppure vengono spesso ignorati. Il loro Power folk (sempre meno folk) metal e’ di qualita’ assoluta e hanno una tale quantita’ di hit da proporre in concerto che ogni volta fanno impazzire tutti, compreso quelli che non avevano mai ascoltato i loro pezzi. In 22 anni di attivita’ discografica non hanno mai toppato un disco e siamo ormai al loro undicesimo prodotto. Mi sono avvicinato a questo loro nuovo lavoro, Reader of the Runes – Rapture, secondo capitolo del lavoro iniziato nel 2019, con molta preoccupazione. Dopo due dischi mastodontici, il Reader of the RunesDivination del 2019 e il Secrets of the Magick Grimoire del 2017, era difficile pensare che potessero ripetersi.

La storia ci insegna che c’e’ sempre una caduta di ispirazione dopo l’apice creativo. Ebbene il fatto che questo lavoro arriva a sfiorare la qualita’ dei due dischi precedenti indica quanto sia alto il talento di questo gruppo. Il sound e la struttura delle canzoni rimane simile. La produzione ottima e come al solito nei loro ultimi prodotti c’e’ tutta la storia degli Elvenking lungo tutto il susseguirsi delle canzoni. Il disco si apre con i tre singoli Rapture, The Hanging Tree, Bride of Night. Tutti pezzi epici con grandi anthems, veri inni spesso accompagnati o introdotti dal growl.

Fantastici. Menzone speciale per The Hanging Tree, pezzo basato sulla batteria che picchia duro e su degli assoli memorabili. Una cascata di note che ti porta dall’albero a cui sei appeso fino alle porte di fuoco e fiamme dell’eterna dannazione. Un capolavoro assoluto. La Painkiller degli Elvenking. Pezzo che entra di diritto tra i miglior dieci dell’anno e credetemi non ne uscira’.  Ed ecco poi l’anima folk con il pezzo Herdchant , evocativo di mondi oscuri e magici.

Una volta entrati nel tunnel della loro musicalita’ e’ difficile uscirci e si riesce ad amare anche i pezzi centrali che seppur meno ispirati, mancando di quella attitudine catchy tipica dei ritornelli degli Elvenking, non risultano assolutamente banali o stereotipati. The Cursed Cavalier, To the North e Covenant. Per dovere di cronaca e’ questo leggero calo in questa parte quello che mi ha fatto dire che questa opera sfiora ma non raggiunge le due opere precedenti.

Si arriva poi a Red Mist ottimo pezzo di passaggio con molti cambi di ritmo, riff accattivanti e anthems, caratteristici da sempre degli Elvenking. Perche’ pezzo di passaggio?  Perche’ si arriva alla terna finale. La terna con venature piu’ folk pur rimanendo power metal.

Terna che chiude con il botto questa vera e propria avventura musicale. Incantations, An Autumn reverie, The repentant. Quale pezzo il migliore? Non so, a turno li ho scelti in base al mio umore giornaliero. Pero’ il ritornello di The Repentant e’ da brividi. Basta cosi’, altrimenti sembra che io sia un fan degli Elvenking. Buon ascolto.

Mario Latini

AFM Records
www.elvenking.net

Rapture
The Hanging Tree
Bride Of Night
Herdchant
The Cursed Cavalier
To The North
Covenant
Red Mist
Incantations
An Autumn Reverie
The Repentant

Damna – vocals
Aydan – guitars
Headmatt – guitars
Lethien – violin
Jakob – bass
Symohn – drums