A Pretext To Human Suffering

Endless Cycle Of Suffering

Intrappolati in una prigione labirintica costruita con le nostre stesse mani, serviamo padroni che un tempo sostenevano di essere i nostri salvatori. Combattiamo contro i nostri fratelli e le nostre sorelle, in competizione per un’altra dose di veleno, per un’altra frivolezza che fa marcire il cervello o per un boccone di dolcezza innaturale che fa venire il cancro. Inciampiamo nei vicoli ombrosi del nostro labirinto, piangendo per i sogni che abbiamo dimenticato.

E giuriamo ai vecchi dei, sordi e ciechi, che la prossima volta saremo più forti, che guarderemo in faccia gli uomini del denaro mammoniti e volteremo le spalle ai loro rasoi ricoperti di zucchero… sapendo nei nostri cuori spezzati e marcescenti che ci arrampicheremo sui corpi di bambini morti per strappare quel lacerante boccone dalle loro sporche mani; masticando l’inganno finché le nostre labbra non saranno nastri e le nostre bocche non pioveranno sangue e bugie…

Gli A Pretext To Human Suffering hanno strappato via la pelle pietosamente sottile e oscurante della nostra realtà, rivelando la scultura di carne rancida che è il nostro presente distopico. Attraverso il mezzo travolgente del loro death metal tecnico e incredibilmente atmosferico, hanno messo in scena un’opera passionale distorta, costruendo un palcoscenico sul quale si possono consumare i nostri tradimenti reciproci, le nostre autoflagellazioni e gli omicidi.

L’album di debutto, Endless Cycle Of Suffering, ci costringe a confrontarci con l’incubo senza fine della nostra stessa esistenza, l’orrore che abbiamo faticato a costruire. Costruito su uno scheletro d’acciaio di formidabile intensità, canzoni come “Hollow Sanctuary” sono anche ammantate di un’atmosfera mozzafiato, avvolta in variegate sfumature di oscurità. Ogni brano è un edificio imponente e intimidatorio, stratificato e infido, con profondità abissali che si nascondono dietro e tra i riff corruschi. Assoli stellari si arrampicano dagli artigli di “Formless Collective“, una sconcertante giustapposizione di bellezza e brutalità.

A ogni elemento del sound degli A Pretext To Human Suffering viene conferita la stessa gravitas in questo eccezionale album – sia che si tratti di livelli superbi di pura musicalità e abilità, sia che si tratti di dedizione alla pesantezza suprema, sia che si tratti di dare vita alla visione terrificante e incisiva della band, sia che si tratti della realizzazione immaginativa della scrittura delle canzoni – e il risultato è un album assolutamente magnifico.

In uscita il 26 maggio per Reality Fade Records, Endless Cycle Of Suffering vanta un suono estremamente muscoloso e dinamico, grazie soprattutto alle capacità di mixaggio e masterizzazione di Floor Van Kuijk presso i GLDCHN Studios (Sijjeel, Focal Dystonia ecc.). Gli A Pretext To Human Suffering hanno cercato di raggiungere la perfezione anche dal punto di vista visivo, avvalendosi delle capacità artistiche di Vladimir ‘Smerdulak’ Chebakov (1914, Deadhead, Lake Of Tears ecc.) per l’artwork intensamente evocativo dell’album. Preparatevi all’uscita di Endless Cycle Of Suffering, perché gli A Pretext To Human Suffering non vengono solo a presentarvi uno scenario di futilità e disperazione, ma vengono a porvi una domanda: “Cosa si può fare? Cosa farete?”

Stefano Bonelli

Reality Fade Records
www.facebook.com/apths

Indoctrinated
Endless Cycle Of Suffering*
Architect Of Reality
Hollow Sanctuary
Formless Collective
Void
Toxic Dreams
Shadow Of Time
Paradox
Clandestine
Cult(ure)

Chris Mathis – Vocals/Guitar
Spencer Atkinson – Bass
Beto Vipe – Guitar
Wesley Van Hook – Guitar  *drums on Endless Cycle Of Suffering programmed by Chris Mathis