Elegant Weapons

Evolutions

Con “Evolution”, secondo album degli Elegant Weapons, la creatura guidata da Richie Faulkner dimostra definitivamente di appartenere alla categoria delle super-band e non dei progetti fine a se stessi.

Tre anni dopo il convincente debutto “Horns For A Halo”, il quartetto torna con un disco che mantiene intatta la passione per l’heavy metal classico ma mostra una maturità compositiva superiore, giustificando pienamente il titolo scelto.La line-up vede ancora al centro Faulkner e il fenomenale cantante Ronnie Romero, affiancati da Dave Rimmer e Christopher Williams,sulla carta sembrano curriculum prestigiosi; all’ascolto diventano una macchina perfettamente oliata.La sensazione dominante è quella di una band che ha trascorso anni suonando insieme anziché un semplice progetto parallelo tra impegni più importanti.

Fin dall’apertura con “Evil Eyes” emerge il vero punto di forza del disco, riff enormi, melodie immediate e una produzione moderna che non sacrifica il carattere analogico dell’heavy metal tradizionale.Faulkner evita accuratamente di trasformare il progetto in una copia dei Judas Priest, Certo, il DNA britannico è ovunque, ma “Evolution” guarda anche all’hard rock melodico degli anni Ottanta, al power metal europeo e persino a certe soluzioni AOR nelle parti vocali.

Il primo singolo “Bridges Burn” rappresenta probabilmente il manifesto dell’album, costruito attorno a un riff massiccio e a un ritornello che sembra progettato per essere urlato nei festival estivi, il brano sintetizza perfettamente l’approccio della band… pesante ma accessibile, tecnico ma mai autoreferenziale.Questa è una canzone che dimostra come gli Elegant Weapons abbiano capito che la vera forza dell’heavy metal non risiede nella complessità, bensì nella capacità di scrivere hook memorabili.

Dove il disco sorprende davvero è nella seconda metà,”Thrown To The Wolves” aggiunge sfumature più aggressive e beneficia anche della presenza ospite di Jared James Nichols, mentre “Mercy Of The Fallen” mostra un lato più oscuro e atmosferico che amplia la tavolozza sonora del gruppo. Particolarmente interessante è “Rupture“, strumentale che interrompe il flusso vocale e permette a Faulkner di ricordare perché venga considerato uno dei chitarristi più sottovalutati della sua generazione.

Ma il vero MVP resta Ronnie Romero,negli ultimi anni il cantante cileno ha prestato la sua voce a una quantità impressionante di progetti, rischiando talvolta di apparire quasi onnipresente,qui però trova probabilmente uno dei contesti migliori della sua carriera.Romero possiede la rara capacità di evocare giganti come Dio, Coverdale e Jorn senza sembrare un semplice imitatore, le sue interpretazioni elevano brani già solidi trasformandoli in autentici inni metal.

Nei pezzi più melodici come “Come Back To Me“, lunga e intensa ballad da oltre sei minuti, dimostra inoltre una sensibilità spesso sottovalutata.Se esiste un limite, è proprio quello tipico dei dischi costruiti sulla qualità costante.“Evolution non contiene un singolo brano destinato a ridefinire il genere,non c’è la traccia epocale che ti costringe a fermare tutto e riascoltarla immediatamente, al contrario, il disco punta sulla solidità complessiva, sulla scrittura professionale e sull’assenza quasi totale di riempitivi.

Ed è qui che molti ascoltatori potrebbero sottovalutarlo,perché “Evolution” non cerca di reinventare l’heavy metal,cerca qualcosa di molto più difficile, ricordare perché ci siamo innamorati di questo genere.Chitarre gigantesche, ritornelli memorabili, musicisti di livello mondiale e canzoni costruite per vivere sia in cuffia sia davanti a decine di migliaia di persone.In un periodo in cui molte band storiche inseguono disperatamente la modernità e molte giovani promesse rincorrono formule già sentite, gli Elegant Weapons trovano un equilibrio raro tra tradizione e freschezza.

Non è una rivoluzione,è qualcosa di forse più prezioso,un eccellente album heavy metal scritto da musicisti che sanno esattamente chi sono.Questo disco racconta il suono di una superband che smette di essere una superband e diventa una vera band, più coeso, più maturo e più sicuro del debutto, è uno dei migliori dischi hard rock/heavy metal del 2026 e conferma gli Elegant Weapons come molto più di un semplice passatempo tra tour e impegni principali.

Lubranomic

 

TRACKLIST:

 Evil Eyes
Generation Me
Bridges Burn
Holy Roller
Come Back To Me
The Devil Calls
Thrown To The Wolves
Shooting Shadows
Rupture
Mercy Of The Fallen
Keeper Of The Keys

LINEUP:

Richie Faulkner – guitar
Ronnie Romero – vocals
Dave Rimmer – bass
Christopher Williams -drums