Dark Affliction

Five Stages of Grief

Debut album per la Hellenic black metal band dal titolo  Five Stages of Grief per la Theogonia Records.

Parliamo di un disco di Atmospheric Black Metal molto intimo ed intenso che richiama i pilastri del genere quali Rotting Christ e Varathron per citarne alcuni.Incasellare questa opera nel mondo del black metal di stampo ellenico è alquanto di più riduttivo si possa pensare, in questo disco si va oltre superando i confini del genere.Lo si capisce sin dalla splendida introduzione di chitarra acustica, ma anche nella scelta di introdurre il violino con Nikos Mavridis (Carach Angren), che si inserisce nelle parti del disco più intime e sofferenti avvolgendo l’ascoltatore in questa melodia triste e malinconica.Il disco è un viaggio nell’intimo dell’uomo, ogni traccia funge come una profonda esplorazione delle cinque fasi psicologiche del dolore, invitando gli ascoltatori in un percorso straziante attraverso la negazione, l’odio, la contrattazione, la depressione ed infine l’accettazione.

Le tracce anche dal punto di vista melodico seguono alla lettera gli stati d’animo, proponendo sferzate di black metal più intense nelle fasi attive del lutto come la rabbia e la negoziazione e melodie malinconiche e struggenti nelle fasi più passive e difficili come depressione e accettazione.Un disco di elevata intensità e carica emotiva, che traduce egregiamente in musica le dure fasi legate alla perdita.Le orchestrazioni sono avvolgenti e intense, per alcuni tratti si ha quasi la sensazione di assistere ad un opera di musica classica e ci si dimentica totalmente il genere musicale di provenienza. Sono il growl  e le sferzate violente inserite lungo questo percorso a farci ricordare da dove eravamo partiti.

Il black metal e la sua feroce intensità sono inserite sapientemente nei momenti rabbia e odio con le più classiche accelerazioni ritmiche,  accompagnate da una sempre presente impronta melodica.La musica ti avvolge, ti trascina nell’abisso, ti fa lottare con esso e poi ti conduce alla pace e all’accettazione del proprio destino.Attraverso questo vortice melodico, malinconico e viscerale che  si snoda quest’opera da ascoltare ad occhi chiusi perché sarà lei a guidarti in questo profondo viaggio nell’animo umano.

Daniele Giudici

Intro
Denial
Hate
Bargaining
Depression
Acceptance

Panagiotis Christias – guitar, bass, keyboard, vocal
Eleni Nota (ex-Nervosa) – drums (session)
Nikos Mavridis (Carach Angren) – violin (session)
Anastasia Kiritsi (Celéne) – vocal (session)
Sakis Bastas – piano (session)