Disease Illusion Plastic Ocean
“Plastic Ocean” segna il terzo album in studio dei bolognesi Disease Illusion, band attiva dal 2008 e dedita a un melodic death metal moderno, capace di fondere aggressività tecnica e raffinatezza compositiva.
“Plastic Ocean” segna il terzo album in studio dei bolognesi Disease Illusion, band attiva dal 2008 e dedita a un melodic death metal moderno, capace di fondere aggressività tecnica e raffinatezza compositiva.
Questo febbraio 2026 ci accende con una ventata di ispirazione, tra prog metal e metal moderno, grazie al lavoro solista di John Macko, rinomato bassista dei Fifth Angel, il progetto esplora un ampio spettro musicale che spazia dal progressive rock al metal moderno, fino a testi atmosferici e cinematografici.
Questo esordio è stato attivato da musicisti già di provata esperienza, in particolare ricordiamo che il chitarrista Scarratt proviene dai Saxon. Il moniker del gruppo è derivato da un mago del gioco “Dungeons and Dragons”,
Con questo nuovisimo “Space Fuzz”, i portoghesi L. A. PROJECT ci propongono uno stoner rock di stampo classico e lo suonano forte, lo rendono fisico. È un EP breve, diretto, costruito su fondamenta solide, basso spesso, fuzz caldo e un groove costante che non ammette distrazioni.
Dopo vent’anni di utilizzo del nome “Dead Cowboys” e una crescente confusione legata ad altre formazioni omonime, la scelta di firmarsi Bobby Jensen and The Dead Cowboys segna un passaggio simbolico e strategico.
Con questo album si incontra una band decisa e focalizzata; la scelta è quella di giocare soprattutto con la velocità e l’immediatezza. Eliminando il superfluo invece di perderci in intensità l’intensità viene incrementata migliorando rispetto ai dischi passati.
Con Reign Of Steel, Death Dealer consegnano un album che rappresenta un punto di forza nel loro percorso, amalgamando heavy metal classico e bordate thrash con una precisione compositiva rara in dischi contemporanei.
Nel panorama affollato del symphonic metal europeo, “Infernal Symphony” si presenta come un debutto sorprendentemente consapevole e strutturato.
Sei brani per circa 73 minuti di musica non sono uno scherzo, e ancor di più se parliamo di un doom metal funereo e che non lascia molto spazio ad altre influenze.
Questo nuovissimo “Normal Isn’t” segna il ritorno discografico dei Puscifer dopo oltre cinque anni di silenzio e lo fa con un disco che non cerca conforto e consensi, né normalità, ma le smonta entrambe con chirurgica precisione.