Baco di Silenzio
La caratura delle penisole
Salvatore Scuderi, in arte Baco di Silenzio, ci regala un altro dei suoi capolavori. Dopo l’esordio con Aquile e cieli (2025), arriva La Caratura delle Penisole, un lavoro che conferma quanto espresso nel disco precedente e consolida lo stile del musicista: una sorta di progressive dalle sfumature cantautorali.
Il nuovo disco è molto interessante, musicalmente serio e ispirato nella vocalità di Salvatore, che dimostra grandi possibilità espressive. La sua voce è tale da far pensare a un nuovo Demetrio Stratos ed è accostabile al percorso di Claudio Milano: la scuola di riferimento, in sostanza, è questa.Pur essendo un’autoproduzione, il disco gode di un’ottima produzione e presenta una resa sonora piuttosto potente.
A chi non è avvezzo a certe sonorità, il disco potrebbe sembrare ostico, anche sul piano lirico. È del tutto comprensibile: Salvatore non è incline a facili testi da classifica e utilizza parole e musica dal carattere quasi del tutto elitario. Non si tratta di voler apparire volutamente difficile, anche se la sua proposta lo è; è, piuttosto, il suo modo di esprimere l’arte. Si ascolti, per esempio, Pioggia senza voce: un brano che cresce progressivamente, come un temporale trasformato in musica.
Non si può affermare che sia semplicemente un disco progressive, pur contenendone gli elementi: al suo interno emerge anche una componente cantautorale che lo distingue sia dal prog sia da una certa forma di cantautorato colto. È quindi un lavoro dall’ascolto certamente impegnativo, ma capace di offrire un autentico arricchimento spirituale.
Stefano Bonelli





