Addio a Glen Hansard, il poeta delle emozioni sincere

Articolo a cura di Lubranomic

Nella mia vita ho avuto la fortuna di incontrare molti artisti,star che hanno composto grandi canzoni,onestamente in pochi mi hanno lasciato qualcosa di prezioso  dentro. Glen Hansard apparteneva a questa seconda categoria!

La notizia della sua scomparsa, arrivata oggi dopo il tragico incidente stradale avvenuto nei pressi di Dublino, ha lasciato senza parole chiunque abbia incrociato la sua musica almeno una volta. Aveva 56 anni, ma il patrimonio artistico che lascia sembra appartenere a una vita molto più lunga.Hansard non è mai stato una rockstar nel senso convenzionale del termine,era un narratore. Uno di quelli capaci di trasformare una chitarra acustica, una voce graffiata e poche parole in qualcosa di universale.

Dai primi passi con i The Frames, passando per il successo mondiale di “Once” e dell’indimenticabile “Falling Slowly”, premiata con l’Oscar, fino ai lavori da solista, ha sempre seguito una strada personale, lontana dalle mode e vicina alle persone.Le sue canzoni non cercavano la perfezione, ma la verità,parlavano di amore, perdita, speranza e rinascita con una sincerità rara, quella che non ha bisogno di effetti speciali per arrivare al cuore.Sul palco dava tutto sé stesso,ogni concerto era diverso, irripetibile, costruito sul dialogo con il pubblico e su un’intensità che pochi artisti sanno raggiungere.

Per me, però, Glen Hansard non sarà soltanto il musicista straordinario che milioni di persone hanno imparato ad amare.Ho avuto la fortuna di incontrarlo e di condividere con lui qualche momento che custodirò per sempre,non servivano grandi discorsi… bastavano uno sguardo, una stretta di mano, una conversazione semplice per capire di avere davanti una persona autentica, curiosa e profondamente umana.Era uno di quegli artisti capaci di farti sentire ascoltato, anche in pochi minuti.

In un mondo musicale sempre più orientato all’apparenza, Hansard ha rappresentato un’eccezione preziosa,non rincorreva il successo, ma l’emozione,non cercava di impressionare il pubblico, ma di creare una connessione sincera. Ed è forse proprio questa la sua eredità più importante.Oggi se ne va una voce inconfondibile, un autore raffinato e un interprete che ha saputo trasformare la fragilità in forza. Restano i suoi dischi, i concerti, i film e quelle canzoni che continueranno a trovare nuove vite ogni volta che qualcuno avrà bisogno di sentirsi meno solo.

Ciao Glen. Grazie per la musica, per l’onestà e per quelle emozioni che hai saputo regalare con una semplicità disarmante. Chi ha avuto il privilegio di conoscerti, anche solo per un istante, porterà sempre con sé un frammento della tua luce.