SINNER

Boom Bang Goodbye

Dopo aver ascoltato Boom Bang Goodbye, una cosa è evidente: i Sinner questa volta hanno scelto la strada più facile. Il disco punta dichiaratamente all’impatto immediato e all’airplay tout court,
ma lo fa sacrificando quasi del tutto quella capacità di sorprendere che dovrebbe distinguere un album da una semplice raccolta di brani costruiti secondo un copione già scritto.Il problema, infatti, non è la botta. Quella c’è, eccome. I Sinner sanno ancora picchiare duro, ma il punto è che sappiamo già dove arriverà, come arriverà e persino quando arriverà. La scaletta procede con una prevedibilità quasi disarmante: nel momento esatto in cui ci si aspetta il ritornello, la ripartenza o il cambio di registro, puntualmente arriva. Nessun vero colpo di scena, nessun guizzo capace di rompere uno schema ormai fin troppo familiare.

E anche i titoli sembrano confermare questa impressione. All Night LongAre You ReadyBorn to Run e via discorrendo appartengono a un immaginario hard rock talmente sfruttato da risultare ormai quasi automatico. E quando compare Born to Run il pensiero corre inevitabilmente al celeberrimo titolo di Bruce Springsteen. Possibile che non ci fosse un modo un po’ più originale per chiamare un brano?

Badate bene: non sto dicendo che le canzoni siano brutte. I Sinner hanno mestiere, esperienza e una notevole capacità di costruire brani potenti, con riff solidi, ritornelli immediati e una produzione che restituisce al disco la giusta dose di aggressività. La botta c’è e si sente. Ma la tecnica e l’impatto, da soli, non bastano a nascondere la mancanza di idee realmente nuove.Perché il vero problema di Boom Bang Goodbyeè proprio questo: sembra di ascoltare qualcosa che conosciamo già, soltanto ricomposto e lucidato per l’occasione. All’inizio può anche funzionare, ma andando avanti il meccanismo diventa talmente prevedibile da togliere progressivamente interesse all’ascolto. Ogni brano sembra sapere esattamente dove andare, e proprio per questo l’ascoltatore finisce per non avere più nulla da scoprire.

Anche la scaletta, invece di creare un percorso capace di mantenere alta l’attenzione, conferma questa sensazione. Tutto arriva puntualmente nel momento in cui ce lo aspettiamo. È un po’ come assistere a uno spettacolo del quale conosci già le battute: magari gli interpreti sono bravi, magari tutto è eseguito professionalmente, ma dopo un po’ viene meno il piacere della sorpresa.E alla lunga arriva anche la noia. Ed è forse questo il difetto più grave di Boom Bang Goodbye: nonostante la sua energia, il disco fatica a lasciare qualcosa una volta terminato l’ascolto. Fa rumore, funziona nell’immediato, ma raramente riesce a imprimersi davvero nella memoria.

In definitiva, dopo una lunga carriera, dal buon Matt Sinner e dai Sinner era lecito aspettarsi qualcosa di più. Boom Bang Goodbye non è un disco privo di energia, né tantomeno di mestiere: la band sa ancora picchiare duro e costruire brani efficaci. Ma l’efficacia, da sola, non basta.Quello che manca è il coraggio di osare, di sorprendere e soprattutto di uscire da una formula ormai fin troppo collaudata. Qui tutto sembra già scritto, dai titoli alla scaletta, passando per strutture e soluzioni che raramente regalano un vero sussulto. Dopo una carriera così lunga, ci si aspetterebbe invece una maggiore personalità e qualche idea capace di spiazzare l’ascoltatore.

Boom Bang Goodbye fa il suo lavoro, ma lo fa senza lasciare un segno profondo. È un disco potente, professionale e ben confezionato, ma anche terribilmente prevedibile. E proprio per questo, alla fine dell’ascolto, rimane più la sensazione di un’occasione mancata che quella di un ritorno davvero convincente.

Dai Sinner, francamente, era lecito aspettarsi molto di più.

Stefano Bonelli

TRACKLIST:
Dreams Can Come True
Wait
Leave It All Behind
All Night Long
Are You Ready
Born To Run
Hellbreaker
Turn The Page
Road To Remember
Under The Moonlight
Power

LINEUP:

Mat Sinner – bass, vocals
Alex Scholpp – guitars
Jim Müller – guitars
Moritz Müller – drums
Lisa Müller – keyboards

SPECIALGUEST:

Renan Zonta – vocals, Dreams Can Come True
Michael Bormann – vocals, Wait, Road To Remember
Ronnie Romero – vocals, Leave It All Behind, All Night Long, Hellbreaker
Björn “Speed” Strid – vocals, Are You Ready
Erik Mårtensson – vocals, Born To Run
Michael Sadler – vocals, Turn The Page
Sascha Krebs – vocals, Under The Moonlight
Magnus Karlsson – vocals, lead guitars, Power
Mathias “Don” Dieth – lead guitars, Born To Run