Black Label Society
Engines of Demolition
Zakk Wylde ha sempre espresso una forte carica da rocker, come immagine, come persona e come musicista, forse una volta in maniera un po’ più moderna, ora invece da vecchio sornione che suona riff grevi e assoli piccanti in una atmosfera un po’ tradizionale
, un pò rilassante nonostante la chitarra distorta e un po’ tranquillizzante nonostante il riffing corposo, come un masso spigoloso fermo sul pendio, ma pronto a rotolare. Si tratta di una opera che non cerca innovazioni ma racconta la voglia di fare puro rock duro dall’anima metallara.
Il primo brano del disco, ‘NAME IN BLOOD”, è un bel pietrone massiccio e pesante dove la voce ricorda Ozzy, cosa che Zakk possiede come sua impostazione di base in modo naturale; c’è melodia ma la traccia è una delle cose più hard qui presenti oltre che una delle più espressive. ‘THE END OF TOMORROWS GRAVE’ si rifà ad una cifra stoner/grunge; nella sua melmosità è ricca di suadenza che avvolge e penetra intrappolandoti.
L’effetto Soundgarden arriva con l’intransigente ‘THE GALLOWS’ ma ancora una volta il riffing granuloso riempie l’ascolto di impastamento rovente che diventa fasciante. La ritmica cadenzata di ‘LORD HOMUNGUS’ sostiene una canzone dal tratto decadente che addensa con efficacia emissioni fangose da cui il ritornello e la chitarra solista emergono in maniera accentata. ‘THE STRANGER’ è una canzone alla Ozzy, rotonda e frizzante, quasi rock’n’roll col suo spirito saltellante e le sue limpide scintille, con infilata dentro una delle migliori parti soliste del lotto, insistita e tenace.
Non esistendo filler in questo disco, tutte e tre le ballate sono espressivamente gustose, anche se ‘Better days & Wiser Times’ è la più canonica, mentre ‘BACK TO ME’ è quella che risalta per maggior sentimento sebbene in tal senso avrebbe dovuto risaltare meglio ‘Ozzy’s Song’ perchè omaggia lo scomparso Osbourne. Ciò che accomuna lo stile dei tre episodi è l’essenza amalgamata della poesia espressiva di Eric Clapton, ben presente nel modo di cantare, e la verve rock sudista dei Molly Hatchet, ma questa impostazione è una cosa che Zakk ha realizzato più volte sia nel gruppo che nella carriera solista dei due ‘Book of Shadows’; non è una novità che ciò gli riesca quasi sempre bene.
All’interno del costrutto presentato sono riscontrabili alcuni schemi ripetuti, come per esempio diversi intro agli assoli, ma la riuscita complessiva non dipende da novità stilistiche quanto da una pregnanza personale dell’artista che sa cosa vuole dire e cosa vuole fare. Il lavoro non cerca particolari variabilità preferendo mantenersi in un magma fumante che raggruma bene un unico feeling, in cui l’unica differenziazione diventa la presenza di tre brani soft che si contrappongono all’enfasi generalmente rocciosa. La trama è fondamentalmente HardRock con impostazione blues, ma in più momenti si percepiscono influenze Stoner e Grunge, quest’ultima soprattutto nella gestione vocale. La validità del musicista Zakk è presente nella fattura precisa e mai troppo prolungata di composizioni che vogliono essere il più semplici possibili pur nella intelaiatura interessante dei riff heavy.
Il merito va anche ad assoli chitarristici sempre puntuti, magari il più delle volte troppo brevi. Da un lato la perseveranza nell’essere coerente con se stessi fa sì che si eriga un edificio solido e ben ancorato alla primordiale energia ribelle del rock, dall’altro è un eroe del passato, in piedi, che guarda ad un sound in qualche modo rassicurante e rigenerante, infatti i riff e la vocalità tendono a fluire cullando, senza troppe accelerazioni o scatti, nonostante certa durezza, e trasportano il fruitore in una atmosfera attraente anche se non si impegnasse nell’ascolto. Infatti il disco riesce a carezzare chi ormai il rock e il metal lo masticano da anni, colmi di passione e di affetto per questo mondo mai troppo catchy.
Roberto Sky Latini
TRACKLIST:
Name In Blood
Gatherer Of Souls
The Hand Of Tomorrows Grave
Better Days & Wiser Times
Broken And Blind
The Gallows
Above & Below
Back To Me
Lord Humungus
Pedal To The Floor
Broken Pieces
The Stranger
Ozzy’s Song
LINEUP;
Zakk Wylde – vocals / guitar / piano
Dario Lorina – chitarra
John “JD” DeServio – bass
Jeff Fabb – drums





