Infection Code

De Reptilium Arcanis

De Reptilium Arcanis non è semplicemente l’undicesimo capitolo della carriera degli Infection Code.

È la dimostrazione che, dopo oltre vent’anni di attività, la macchina bellica della formazione piemontese continua a macinare carne, acciaio e distorsione con la stessa ferocia delle origini, affinando ulteriormente un linguaggio sonoro che resta tra i più riconoscibili dell’industrial estremo italiano.Il ritorno di Massimo “Macha” Accornero alla sei corde rappresenta molto più di una semplice reunion.

Il suo riffing riporta al centro del progetto una componente più abrasiva e fisica, trasformando ogni brano in un ingranaggio arrugginito che gira senza tregua, macinando groove, rumore e tensione. La band appare più compatta, più determinata e soprattutto più consapevole della propria identità.

Dietro la consolle, Tommy Talamanca scolpisce ancora una volta un suono monumentale. La produzione dei Nadir Music Studios riesce nell’impresa di conservare tutta la ruvidità organica della band senza sacrificare definizione e potenza. Ogni frequenza sembra vibrare come una lastra metallica percossa da macchinari fuori controllo: le chitarre graffiano, il basso pulsa come un motore industriale prossimo al collasso e la batteria martella con la freddezza implacabile di una pressa idraulica. È un equilibrio difficile da raggiungere, ma qui ogni dettaglio trova il proprio spazio senza addomesticare il caos.

Fin dall’opener Pater Serpentium, il disco lascia intendere di non concedere alcuna tregua. Il riffing è serrato, ossessivo, quasi ipnotico, mentre Mater Vermium amplifica il senso di alienazione con un impianto ritmico pesante e soffocante che sembra trascinare l’ascoltatore all’interno di un gigantesco complesso industriale ormai ridotto a rovina. L’immaginario costruito dagli Infection Code è ancora una volta uno degli elementi più affascinanti del lavoro.

De Reptilium Arcanis si sviluppa come una liturgia apocalittica popolata da rettili, parassiti, messia decaduti e creature che sembrano emergere dalle macerie di una civiltà ormai consumata dalla propria stessa sete di dominio. Il simbolismo attraversa ogni composizione senza mai risultare gratuito, contribuendo a rafforzare quella sensazione di costante disagio che accompagna l’intero ascolto.False Messiah Squad esplode con un’aggressività quasi militare, sostenuta da riff taglienti e da un groove devastante che richiama la componente Thrash più feroce della band.

Poco dopo arriva Fermi Paradox – The Nameless Mist, probabilmente il momento più visionario del disco: le atmosfere si dilatano, le tessiture industriali assumono contorni quasi cosmici e la tensione cresce lentamente fino a esplodere in un vortice di rumore controllato che rappresenta uno dei vertici compositivi dell’album.

Con World Eating Queen il gruppo torna ad affondare il coltello, costruendo uno dei brani più immediati e devastanti della scaletta, mentre King Among Insects chiude il percorso con una sensazione di totale annientamento. È un finale cupo e opprimente, nel quale la band sintetizza perfettamente la propria estetica: un mondo dominato da organismi in decomposizione, gerarchie malate e nessuna possibilità di redenzione.

Ciò che rende De Reptilium Arcanis così efficace è la capacità di fondere Industrial, Thrash, Death Metal e contaminazioni elettroniche senza mai perdere coerenza. Gli Infection Code non utilizzano questi elementi come semplice esercizio stilistico, ma li trasformano in un unico organismo sonoro pulsante, soffocante e imprevedibile.È anche un disco che pretende attenzione. La quantità di dettagli, stratificazioni e cambi di atmosfera rende difficile assimilarlo al primo ascolto. Non offre ritornelli costruiti per imprimersi immediatamente nella memoria, né cerca scorciatoie melodiche.

Al contrario, costringe l’ascoltatore a entrare nel proprio labirinto sonoro, premiando chi decide di affrontarne ogni livello con pazienza.In un’epoca in cui molta musica estrema preferisce rifugiarsi nella nostalgia o rincorrere formule ormai logore, gli Infection Code continuano a seguire una traiettoria personale, impermeabile alle mode e ai compromessi. De Reptilium Arcanis è un disco ostile, abrasivo e profondamente disturbante, capace di trasformare il rumore in linguaggio e il caos in architettura sonora. Un lavoro che non cerca consenso, ma impone la propria presenza con la forza di un colosso meccanico lanciato a tutta velocità contro le rovine del mondo moderno.

Drakul 218

TRACKLIST:

Pater Serpentium
Mater Vermium
False Messiah Squad
Fermi Paradox – The Nameless Mist
World Eating Queen
King Among Insects

LINE-UP:

Riky Porzio – drums
Massimo Accornero – guitars
Gabriele Oltracqua – vocals
Andrea Rasore – bass