KARFAGEN

Omni II: The Glass of Time (Act I)

Con Omni II – Act I: The Glass of Time, Antony Kalugin e i suoi Karfagen non si limitano a pubblicare un sequel, ma alzano il sipario sul primo atto di una monumentale opera teatrale progressive.

Se il capitolo precedente, già recensito dal sottoscritto, era un’esplorazione della tradizione prog, questo nuovo lavoro si rivela un viaggio più profondo e personale, dove la grandiosità sinfonica si fonde con una toccante riflessione su memoria, tempo e fragilità umana.L’album si apre con la solenne ouverture di The Glass of Time Part 1, un risveglio pastorale che evoca le atmosfere di Camel e The Flower Kings, per poi immergerci nel suo cuore pulsante: la monumentale “Frozen Rivers“. Questo brano è un perfetto esempio dell’arte di Kalugin, un fiume in piena che scorre dal ghiaccio più cristallino a una corrente melodica travolgente, grazie ai contributi stellari di Roine Stolt e John Hackett.

Il vero valore aggiunto di Omni II risiede, tuttavia, nella sua eccezionale rosa di ospiti, che Kalugin utilizza come voci narratrici di un dramma corale. Maria Panasenko è semplicemente divina in “Shadowbound”, alternando una fragilità cristallina ad una importante potenza metallica, mentre Marco Glühmann infonde in “The Shape of Love” il suo caratteristico melodramma neo-prog. Yogi Lang e Per Malmberg aggiungono ulteriori sfumature, rendendo ogni traccia un capitolo unico e coerente.

Dal punto di vista strumentale, l’album è un arazzo lussureggiante. La produzione è ariosa e pulita, permettendo a ogni strumento – dall’oboe al sassofono soprano, passando per il Chapman stick e il violino elettrico – di respirare e contribuire all’architettura sonora. Le tracce bonus, lungi dall’essere semplici riempitivi, arricchiscono ulteriormente l’esperienza, con “Under the Northern Lights” che omaggia la scuola classica russa e “We Live as Long as We Remember” che offre un commovente epilogo filosofico grazie alla performance intima e profonda di Jean Pageau.

Omni II – Act I: The Glass of Time non cerca di rivoluzionare il genere, ma lo perfeziona con una sincerità e una maestria compositiva che lo rendono imperdibile.

È un album che richiede e ricompensa l’ascolto attento, confermando Antony Kalugin come uno dei più raffinati e visionari architetti del progressive sinfonico contemporaneo.

Massimo Cassibba

TRACKLIST:

OMNI (Part 4)

The Glass of Time Part 1
Frozen Rivers
Shadowbound
The Shape of Love

OMNI (Part 5)

Carry On
Beyond the Mirror
How Fragile We Are
The Glass of Time Part 2

BONUS CHAPTER:

OMNI (Part 6)

Under the Northern Lights
The Silent Compass
OMNI 45
We Live While We Remember
Shard of Silence

LINE-UP

Antony Kalugin / keys / bass pedals / percussion /  vocals / programming, production

SPECIAL GUESTS:

Roine Stolt – vocals / guitars
Yogi Lang – vocals
Marco Glühmann –  vocals
Per Malmberg – vocals / guitars
Michele St-Pere – guitars
Jean Pageau – vocals
Kalle Wallner – guitars
John Hackett – flute
Marek Arnold – soprano sax
Pascal Gutman – Chapman stick
Michael Stolt – bass
Rob Reed – keys, guitars
Roberto Diaz – guitars
Maria Panasenko – vocals
Olha Rostovska – vocals
Max Velychko – guitars
Daniel Ilyin – violin
Alexandr Murenko – drums
Dmytro Ignatov – guitars
Jannica Lund – backing vocals