Godfrost
Hanging Doll
Nell’attesa di ascoltare il full lenght, previsto per il 2027, i Godfrost, dopo aver firmato con la Brutal Records sono fuori con un nuovo ep, dal titolo “Hanging Doll”.
Il musicista nipponico, già conosciuto come chitarrista e compositore dei Gods of Decay è autore di una prova convincente, attraverso industrial ed elettronica. I cinque brani di questo ep sono: malati, melodici ma sinistri, impreziositi da voci femminili che tutto fanno pensare tranne che a qualcosa di buono. La title track entra in testa dell’ascoltatore, facendosi spazio con un chorus che suona nel cervello come una nenia malvagia. La produzione dei brani a cura di Lee Popa è il perfetto binomio tra musica e sound, ci troviamo di fronte a un prodotto volutamente: freddo, calcolato, opprimente.
Claustrofobia, soffocamento, sporcizia sonora, tutto come da copione, si rende giustizia all’angoscia distorta dei macchinari tipicamente industrial che si scontrano con un doom che ti stringe la gola. La musica di Godfrost fa paura, restando in tema quanto “The Ring” o “The Grudge“. Il Giappone ormai da anni ha saputo ritagliarsi uno spazio di terrore e lo ha fatto molto bene, che sia cinema o musica. Luna Midnight e Sara accompagnano
Godfrost in questo viaggio, le loro prestazioni vocali sono degne di nota, aggiungono colore a quello che già in partenza rappresenta un sound da tenere assolutamente in considerazione, specie per chi ha desiderio di ascoltare qualcosa di insano, alla Marylin Manson, Nine Inch Nails, giusto per capirci.La firma di Lee Popa è sinonimo di qualità, già in passato lo abbiamo notato con: Tool, Ministry, Korn, Killing Joke e altri. Cinque brani, tra musica industrial, atmosfere oscure, riffs potenti e tanto mestiere.
Insomma avete capito di cosa si tratta, se vi piace questo genere di musica fate vostro “Hanging Doll”, non ve ne pentirete.
In alto il nostro saluto… Stay Brutal !
Trevor Sadist





