Balashtoth
Equation II – The Antyithesis of Life and Free Will
Balazs Toth è l’ex chitarrista degli ungheresi Casketgarden. La band attiva fino al 2012 e conosciuta come la risposta allo Swedish Death in terra magiara. Con questo nuovo progetto dal monicker Balashtoth, possiamo dire che il musicista non ha voluto scostarsi troppo da quello che sono le sue origini.
Dopo una nutrita manciata di ep e singoli, per il musicista è arrivato il momento di buttare fuori anche il tanto agognato full lenght. “Equation II”… è un buon album, figlio di tanti ascolti alle grandi band del passato: At The Gates in primis, In Flames, The Haunted, Soilwork, Dark Tranquillity. I brani sono eseguiti molto bene e risultano essere diretti, nonostante la complessità della musica che, se da una parte è di forte impatto, attraverso una buona caratura tecnica assume contorni più intricati. Il musicista in tutti questi anni è cresciuto molto, mettendo da parte esperienza e musicalità, messe a nudo con questo primo disco. Sono nove i brani contenuti all’interno del lavoro.
Da una canzone all’altra possiamo percepire tanta energia, miscellanea tra tecnica e genuinità, devo dire che si tratta di una piacevole sorpresa. L’attacco di “Fear Despair” è letale, aggressivo quanto basta per farci catapultare nella musica di Balashtoth, complici riffs granitici e ritmiche ossessive, che lo Swedish Metal sia con te! I brani sono tutti molto forti, tutti da pollice alzato, ho apprezzato anche la prova vocale, varia e che rende giustizia alla musica, rafforzando una sezione ritmica che già di suo è un muro sonoro che fa tanto male.
Tra le righe facciamo conoscenza di alcune sfumature insolite o quasi, come nel caso di “Self” decisamente death metal veccia scuola e qui i mai troppo citati Entombed sono chiamati in campo. Ma non è tutto la conclusiva “Judgement X” suona terribilmente doom, a dimostrazione che gli ascolti messi da parte non erano per nulla unidirezionali. Le tematiche del disco affrontano temi catastrofici, per alcuni versi intimisti, tuttavia rispetto al recente passato il musicista ungherese è apparso meno distruttivo.
Sono tante le canzoni degne di note, potrei dire tutte, questo “Equation II – The Antithesis of Life and Free Will” è un album confezionato bene, suonato ancora meglio. Tra le mie preferite oltre alla opener, figurano “Misunderstanding” e “Dark Side” entrambe nervose, un omaggio alla musica scandinava che da metà anni novanta ha fatto la storia del genere!
In alto il nostro saluto… Stay Brutal
Trevor Sadist





