Sedna

Sila Nuna

Il percorso sofferto e multiforme dei Sedna giunge oggi alla soglia del quarto full-length in studio dopo gli “The Man Behind The Sun” ed il successore “Last Sun”, uscito ormai un paio di anni fa.

A seguito di svariati cambiamenti nella line-up Alex Crisafulli si riunisce intorno ad un nuovo nucleo di musicisti che lo accompagnano in questa nuova sperimentazione sonora in chiave post-black metal.Dopo il fragoroso boato del precedente lavoro, sembra che i Sedna abbiano cercato un ritorno ad uno stile più primordiale e feroce, recuperando pesantezza e aggressività, sempre sorrette da un impianto atmosferico variegato ed elaborato con attenzione.

Liricamente e stilisticamente “Sila Nuna” abbandona le tematiche ed i riferimenti cosmici in favore di un approccio un po’ più “terreno” (e se vogliamo glaciale), legato alle leggende delle popolazioni Inuit, evocandone nel susseguirsi delle tracce le figure più importanti ed iconiche.

 

“Torngarsuk” apre il sipario con alcuni delicati accordi che introducono ad un brano in realtà roccioso e severo, risultando così l’emblematico indicatore di questo nuovo corso intrapreso dalla band declinato naturalmente nella sua vena più esistenzialista e depressiva. Non è un caso, forse, che alcune delle bordate emotive più potenti, come quelle causate dalle dinamiche drammatiche di “Amarok” o dalle melodie struggenti della conclusiva “Sedna”, vedano la collaborazione di alcuni membri degli Psychonaut 4.

La bravura del gruppo risiede soprattutto nella sua naturale attitudine ad interpretare la musica con fare naturale ed istintivo, grazie ad esempio ad una prestazione molto incisiva della batteria, o agli interventi di basso particolarmente d’effetto in alcuni momenti precisi dei vari brani. Questa nefasta (in senso positivo) alchimia tra musicisti marchia a fuoco i passaggi di “Tulugaq”, che dai frammenti doom/sludge del passato porta alla creazione di un brano velenoso ed ammaliante, o alle evoluzioni di “Arnajuinnaq” ed il suo progressivo passaggio da canzone tradizionalmente black ad una fusione graduale con le istanze più contemplative da sempre possedute dalla band.

Per quanto il precedente lavoro rimanga di una bellezza forse ineguagliabile, di “Sila Luna” piace la vena più urgente interpretata in questo nuovo album, perché mostra una mutazione coerente con il proprio passato ed una voglia di maturazione che continua a mantenere il progetto energico ed emozionante. L’ultimo album dei Sedna risulta quindi un lavoro complesso, ma anche ricco di spunti creativi, che insiste sulle sue sponde più irruente senza dimenticare di esaltare a dovere il suo animo tormentato, inquieto, legato al dolore e alla speranza di una redenzione che forse non arriverà mai.

 Chiara Coppola

 

TRACKLIST:

 Niruaq
Torngarsuk
(Qimmuktuq I)
Amarok (feat. Giò Kordzakhia, Psychonaut4)
(Qimmuktuq II)
Tulugaq
(Qimmuktuq III)
Arnajuinnaq
(Qimmuktuq IV)
SednA (feat. S. D. Ramirez, Psychonaut4 / vocals / guitar Agnese Alteri vocals)

LINEUP:

Alex Crisafulli – vocals
Rolando Ferro – drums
Mirko Abà – bass
Lucio Minghetti – guitars