Fury

Interceptor

Nel corso degli ultimi anni i Fury si sono ritagliati uno spazio sempre più credibile all’interno della nuova scena heavy metal inglese, ma è con “Interceptor “che la band sembra finalmente trovare una propria identità pienamente definita.

Pur affondando le radici nella tradizione della NWOBHM, il quintetto evita infatti il semplice esercizio nostalgico, costruendo un disco capace di fondere heavy metal classico, hard rock melodico e una produzione moderna senza perdere spontaneità o impatto.La vera novità rispetto al passato è rappresentata dalla crescente centralità della cantante Nyah Ifill, la cui presenza accanto a Julian Jenkins ridefinisce in maniera evidente il sound del gruppo.

Il dualismo vocale funziona particolarmente bene perché evita la classica impostazione “beauty and the beast”,le due voci dialogano continuamente, alternando aggressività, aperture melodiche e cori anthemici con naturalezza.La title-track “Interceptor” apre il disco nel modo migliore possibile: riff serrati, ritornello immediato e quell’approccio stradaiolo tipicamente britannico che richiama tanto i Judas Priest quanto i Motörhead più melodici.La produzione riesce inoltre a mantenere un ottimo equilibrio tra potenza e pulizia, valorizzando soprattutto il lavoro ritmico della bassista Becky Baldwin.

Uno dei maggiori punti di forza dell’album è la varietà della tracklist, “What’s It Gonna Be? “e “Don’t Lie To Me “puntano su un hard rock energico e immediato, costruito attorno a ritornelli pensati chiaramente per la dimensione live, mentre In “Pursuit Of Destiny” rallenta i ritmi introducendo atmosfere più epiche e pesanti.Qui emerge anche l’ottimo lavoro chitarristico di Tom Atkinson, bravo sia nella costruzione dei riff sia negli assoli, sempre melodici ma mai eccessivamente virtuosistici.

A sorprendere maggiormente è però “Walk Away, episodio quasi southern rock che spezza intelligentemente il ritmo del disco grazie all’utilizzo di chitarre acustiche e melodie più ariose.È il classico brano che dimostra come i Fury non vogliano limitarsi a replicare meccanicamente gli stilemi della NWOBHM, ma cerchino piuttosto di ampliare gradualmente il proprio linguaggio musicale.

La seconda metà dell’album mantiene alta la qualità grazie all’energia contagiosa di “Look At Us Now “e soprattutto a “DTR, probabilmente l’highlight del disco,un concentrato di hard rock anthemico, groove e linee vocali irresistibili che potrebbe tranquillamente diventare uno dei pezzi simbolo della band dal vivo.

Qualche limite emerge soprattutto nella continua ricerca del refrain ad effetto, che in alcuni episodi rischia di rendere certe strutture troppo prevedibili. Inoltre, chi cerca soluzioni realmente innovative troverà inevitabilmente un disco molto legato alla tradizione heavy metal britannica.Ma sarebbe anche ingiusto chiedere ai Fury qualcosa che non vogliono essere.Questo  “Interceptor “funziona proprio perché suona sincero, energico e tremendamente appassionato.

Non reinventa il genere, ma lo interpreta con una freschezza che molte band storiche hanno perso da tempo e  in un panorama metal spesso diviso tra sterile nostalgia e modernizzazioni forzate, non è affatto poco.

Lubranomic

TRACKLIST:

 Interceptor
What’s It Gonna Be?
On The Town
Don’t Lie To Me
In Pursuit Of Destiny
Can’t Resist (Gimme What I Need)
Walk Away
Look At Us Now
DTR
Undistilled

LINEUP:

 Julian Jenkins – guitar, vocals
Nyah Ifill – vocals
Becky Baldwin – bass
Tom Fenn – drums
Tom Atkinson – guitar