Sevendust

One

Parlare dei Sevendust significa inevitabilmente ricadere sempre negli stessi aggettivi: solidi, affidabili, instancabili.

Eppure, dopo oltre trent’anni di carriera e una line-up rimasta praticamente intatta dagli anni Novanta, questi cliché continuano a descrivere perfettamente una delle realtà più coerenti dell’alternative metal americano.Con “One”, quindicesimo album in studio, la band di Atlanta non prova a reinventarsi né a inseguire le mode del rinascimento nu metal contemporaneo.Al contrario, sceglie consapevolmente la continuità, affidandosi ancora una volta alla produzione di Michael “Elvis” Baskette e a quel marchio sonoro costruito negli anni: riff ribassati, groove massiccio, melodie dal retrogusto soul e il continuo contrasto tra aggressività e introspezione.

La title-track One” apre il disco come una perfetta dichiarazione d’intenti.Il riffing spezzato della coppia Connolly/Lowery si innesta su una sezione ritmica poderosa ma mai caotica, mentre Lajon Witherspoon conferma ancora una volta perché la sua voce resti una delle più riconoscibili del genere.Oggi il frontman canta con meno rabbia rispetto agli esordi, ma con molte più sfumature: il suo timbro conserva quella peculiare anima soul/R&B che ha sempre distinto i Sevendust dal resto della scena nu metal.

L’album vive soprattutto sull’equilibrio tra melodie cristalline e muscolarità sonora. Is This The Real You? “e “Blood Price “rappresentano la faccia più aggressiva del disco, sospinte da chitarre iper-compresse, groove granitici e dagli interventi vocali quasi growl di Morgan Rose, sempre più centrale nell’identità della band. In particolare “Blood Pricecolpisce per il gioco continuo tra le tre voci di Lajon, Rose e Clint Lowery, creando una tensione melodica estremamente efficace.

Più melodiche ma altrettanto riuscite risultano “Unbreakable “e We Won”,la prima costruita attorno a un ritornello quasi “mantra” e a delicate aperture pianistiche, la seconda impreziosita da un guitar work più intricato del consueto e da un ritornello sorprendentemente luminoso per gli standard della band. T”he Drop “recupera invece parte dell’urgenza ritmica dell’era Seasons, regalando uno degli episodi più immediati del lotto.

La seconda metà della tracklist evidenzia però anche il principale limite di One,una certa uniformità strutturale.Brani come “Bright Side e Construct” mantengono alto il livello qualitativo ma raramente sorprendono davvero, dando la sensazione che i Sevendust stiano ormai lavorando all’interno di un linguaggio totalmente codificato.Manca forse quella deviazione improvvisa ,una ballad più coraggiosa, una sperimentazione più marcata ,capace di spezzare la continuità sonora dell’album.

Ed è proprio qui che emerge il valore della conclusiva Misdirection, episodio più atmosferico e inusuale dell’intero lavoro. La scelta di lasciare maggiore spazio vocale a John Connolly e alle armonizzazioni di Lowery crea un climax quasi spirituale, tra sfumature christian rock e improvvise esplosioni metalliche, chiudendo il disco in modo più evocativo rispetto al resto della scaletta.“Onenon è il lavoro più innovativo dei Sevendust, né probabilmente il più memorabile della loro discografia recente,ma è l’ennesima dimostrazione della straordinaria capacità della band di invecchiare senza perdere credibilità.

In un genere spesso schiacciato dalla nostalgia o dalla ricerca ossessiva della modernità, i Sevendust continuano semplicemente a fare ciò che sanno fare meglio: alternative metal adulto, sincero, pesante e melodico allo stesso tempo.

Forse manca il guizzo capace di trasformare il disco in un nuovo classico, ma dopo tre decadi di carriera la vera forza dei Sevendust resta proprio questa continuità quasi disarmante. E nel panorama attuale non è affatto poco.

Lubranomic

TRACKLIST:

One
Unbreakable
Is This The Real You
Threshold
We Won
Construct
Bright Side
The Drop
Blood Price
Misdirection

LINEUP:

John Connolly – guitar  vocals
Vincent Hornsby – bass
Clint Lowery Guitar – vocals
Morgan Rose –  drums / vocals
Lajon Witherspoon – vocals