In Aevum Agere

Ptolomea (Canto XXXIII)

Gli In Aevum Agere arrivano al capitolo conclusivo della loro quadrilogia ispirata alla Divina Commedia con “Ptolomea – Canto XXXIII”, lavoro ambizioso e fortemente concettuale che continua il percorso iniziato negli anni precedenti attraverso Inferno e Purgatorio.
La band guidata da Bruno Masulli sceglie ancora una volta la via dell’epic doom metal, ma senza rinunciare a incursioni heavy, accelerazioni quasi thrash e un’impostazione narrativa molto teatrale.Il disco vive soprattutto della sua atmosfera. Fin dall’iniziale “IX”, strumentale inquieta e solenne, si percepisce la volontà di accompagnare l’ascoltatore dentro un viaggio spirituale e simbolico più che dentro una semplice raccolta di canzoni. I riferimenti a Dante non sono decorativi: l’intero album prova realmente a tradurre in musica il senso di espiazione, paura, redenzione e trascendenza della Commedia.

“The Avaricious and the Prodigal” è uno dei brani più immediati e convincenti del lotto, con riff robusti, ritmiche pesanti e una costruzione molto classica che richiama certo doom epico tradizionale. Le influenze si sentono chiaramente: Candlemass, Solitude Aeturnus e parte della scuola doom più teatrale e narrativa sono presenti nello scheletro compositivo del disco.

Interessante anche il modo in cui la band alterna durezza e aperture melodiche. “Ascending” e “Repentance (Antipurgatorio)” introducono una dimensione più contemplativa, quasi spirituale, senza perdere peso sonoro. Qui emerge uno degli aspetti migliori del disco: la capacità di creare continuità narrativa. I brani sembrano capitoli di un’unica lunga composizione, tenuti insieme da temi ricorrenti, atmosfere solenni e un uso molto cinematografico delle chitarre.“In Purgatorio” rappresenta probabilmente il centro emotivo dell’album. La struttura è articolata, piena di cambi e passaggi evocativi, mentre i testi insistono sul concetto di purificazione e distacco dal peccato. La produzione, curata da Carlo Di Gennaro al Kammermuzak Studio, mantiene un suono pulito ma sufficientemente caldo da valorizzare la componente doom senza sterilizzarla.

“Mundus Moriens” aggiunge invece una vena più moderna e pessimista, quasi una riflessione allegorica sul presente. Qui il disco abbandona temporaneamente la sola dimensione dantesca per trasformarsi in una meditazione sulla decadenza umana, riuscendo a mantenere comunque coerenza con il resto dell’opera.Molto riuscita anche la lunga strumentale “Ptolomea”, costruita come un viaggio dentro il gelo del nono cerchio infernale. Gli interventi dei guest Riccardo Napoli e Salvatore Romano arricchiscono il brano senza renderlo dispersivo, mentre “The Earthly Paradise” ed “Empireo” chiudono il disco con tonalità più luminose e solenni, quasi liberatorie.

“Ptolomea – Canto XXXIII” non è un album immediato né pensato per l’ascolto superficiale. Richiede attenzione, familiarità con certe sonorità doom e una certa predisposizione verso i concept album molto narrativi. Tuttavia gli In Aevum Agere dimostrano personalità, coerenza e una visione artistica precisa.

Una realtà italiana decisamente interessante, da seguire con attenzione, soprattutto per chi ama il doom metal epico e atmosferico con forti componenti letterarie e concettuali.

Alesecco

TRACKLIST:

IX (Instrumental)
The Avaricious And The Prodigal
Ascending
Repentance (Anti-Purgatorio)
In Purgatorio
Mundus Moriens
Intro
Ptolomea (Instrumental)
The Earthly Paradise
Empireo

LINE-UP:

Bruno Masulli – vocals / guitars
Marcello D’Anna – bass
Michele Coppola – drums

SPECIAL GUESTS:

Riccardo Napoli – additional lead guitars su “Ptolomea”
Salvatore Romano – additional lead guitars su “Ptolomea”