The Cult

Under The Midnight Sun

A 6 anni da Hidden City, Ian Astbury e il suo fido compagno, da ormai 40 anni, Billy Duffy, danno alle stampe l’undicesimo album in studio, ventunesimo considerando 2 live e 9 raccolte. L’ispirazione per il titolo di questa opera e’ giunta in Finlandia durante il Provinssirock festival. Il sole non abbandona il cielo seppure l’orologio ti dica che e’ gia’ un nuovo giorno. E per quanto tu possa essere stanco e provato, la presenza di quell’energia e di quella luce ti spinge a compiere altri passi, a vivere ancora un po’.E la sensazione, nell’ascolto di questi 8 brani per un totale di scarni 34 minuti di musica, e’ proprio quella di un tremendo trascinarsi oltre i limiti di una stanchezza innaturale.

E’ un disco dark, triste e malinconico, dove arrangiamenti e chitarra si ostinano a cercare di trascinare e coinvolgere una voce dal timbro e colore inconfondibili, ma priva di energia e tensione e con un vibrato incerto. Le canzoni scivolano via senza lasciare traccia, come gocce di sudore tra le crepe di un deserto. Fanno eccezione solo “Knife Through Butterfly Heart” e la title track “Under The Midnight Sun” in quanto l’equilibrio e una commisurata presenza degli strumenti, permettono alla voce di Ian di poter esprimere pathos, emozioni e teatralità che tanto lo accomunano a Jim Morrison. Ma e’ poco, troppo poco per dei musicisti così. Non bastano pompose produzioni, tappeti di tastiere Old New Wave Style, le canzoni arrancano e annoiano pur essendo brevi. Lo sciamano e’ stanco e forse e’ ora che tramonti il sole sul “Culto” lasciando un bel ricordo quanto meno non sbiadito.

Mr.Hellvis

Black Hill Records
www.facebook.com/officialcult

Mirror
A Cut Inside
Vendetta X
Give Me Mercy
Outer Heaven
Knife Through Butterfly Heart
Impermanence

Ian Astbury – vocals
Billy Duffy – guitars