LUPPOLO IN ROCK

2022 Cremona – Parco Colonie Padane – 17-07-2022

A cura di Giacomo Cerutti
Si ringrazia Giulia Di Nunno per la gentile concessione delle immagini

Dopo la passata edizione del LUPPOLO IN ROCK, organizzata in versione ristretta con posti a sedere a causa delle regole anti-covid vigenti e nominata ROAD TO LUPPOLO, rieccoci nel bellissimo Parco delle Colonie Padane di Cremona per la terza giornata di questa fantastica edizione 2022, che finalmente può essere vissuta e goduta in assoluta normalità.

Nelle due giornate precedenti si sono esibiti band straniere e italiane del calibro di Jorn, Moonsorrow, Moonspell, Fleshgod Apocalypse, Furor Gallico e Novembre, oggi la giornata di chiusura ha un bill devastante in quanto gli headliner sono mitici TESTAMENT capostipiti del thrash metal Bay Area, accompagnati dai loro thrasher connazionali EXODUS, solamente questa accoppiata incute paura ma la famiglia si allarga con la presenza degli HEATHEN, infine abbiamo due band nostrane che non hanno bisogno di presentazioni ovvero i grandiosi EXTREMA e gli inossidabili SKANNERS. Con l’unione di questi mostri sacri le aspettative sono altissime, l’unico nemico è il caldo torrido infatti l’affluenza sul posto è molto lenta, quando il parco apre la gente può comodamente rifocillarsi nei punti di ristoro dell’ampia area verde, dopodiché quando aprono l’area concerto i metallari irriducibili corrono subito alla transenna, oggi il popolo metallaro troverà pane per i loro denti quindi scopriamo come si è svolta la giornata.

Una volta entrati nell’area concerto l’attesa è ancora lunga, fortunatamente ci sono zone d’ombra, i bagni, ovviamente non mancano gli stand del merchandise e il servizio bar per gustarsi ottime birre. Finalmente il festival può avere inizio e l’onore di spezzare il silenzio spetta ai mitici SKANNERS, il pubblico rispetto alla capienza non è molto ma i portatori del sacro heavy metal tricolore, sono accolti con urla da stadio e senza indugi partono sulle note di Welcome To Hell. L’entusiasmo è immediato e in pochi secondi il classico sound heavy anni ’80 invade l’area, le sei corde d’acciaio di Fabio e Walther dettano legge a suon di riff e assoli acuminati, Tomas al basso sprigiona note di cemento armato, mentre dietro alle pelli Christian martella senza pietà, l’inossidabile Claudio frontman di grande spessore nonché pilastro portante impone la sua voce potente, mantenendo vivo l’audience già carico dalla loro forte presenza scenica. Purtroppo il tempo a disposizione non è molto ma con soli sette pezzi di puro metallo colato chiudono con Fight Back, i trentini sulla breccia dal 1982 dimostrano ancora di essere una garanzia, assolvendo con estrema facilità e il sole a picco il compito di aprire la giornata, raccogliendo meritati applausi lasciano degnamente il palco alla band successiva.

Setlist Skanners:

Welcome To Hell
Rock The Nation
Metal Party
Factory Of Steel
Starlight
Hard And Pure
Fight Back

Claudio Pisoni – vocals
Fabio Tenca – guitar
Walther Unterhauser – guitar
Tomas Valentini – bass
Christian Kranauer – drums

Ora che la parte italiana del bill è terminata diamo il benvenuto alla prima band straniera, direttamente da San Francisco (Bay Area) California i famigerati HEATHEN prendono posizione preceduti dall’intro The Rotting Sphere, dopo un rapido saluto alla folla sempre più numerosa e calorosa aggrediscono con The Blight dando un ulteriore scossa, ora si volta pagina passando al technical-speed-thrash metal aumentando il livello di pesantezza.

Purtroppo il chitarrista storico Lee Altus non è presente in quanto ha dovuto lasciare il tour per motivi familiari, ma avendo ingaggiato un sostituto sono pronti a mettere tutto a ferro e fuoco. Il sole picchia ancora sulle nostre teste e contemporaneamente arroventa i loro strumenti, dalla chitarra di Kragen unico membro originale in mancanza di Lee Altus, si dirama una rete articolata di riff di filo spinato contornati da assoli micidiali, il session musician si rivela una buona spalla sia a livello musicale che scenico, Jason in formazione dal 2019 sostiene la ritmica con viscerali linee di basso, le martellanti parti di batteria variabili secondo l’andamento dei pezzi sono scaglionate dall’instancabile Jim.

La struttura dei pezzi è molto complessa e tutti i musicisti dimostrano grande talento e tecnica, infine David ha un cantato ben ritmato che ben si combina con il riffing inoltre spicca la sua tonalità graffiante, come frontman tiene testa al pubblico sempre più esaltato che genera una buona dose di moshpit, inoltre cominciano a saltare fuori in tutti i sensi gli amanti del crowd surfing. Dalla nascita nel 1984 hanno pubblicato il quarto disco Empire Of The Blind nel 2020, dal quale hanno eseguito quattro pezzi che hanno riscosso buon successo, inutile dire il clamore che hanno suscitato le perle del passato fino alla conclusiva Hypnotized, che vede gli HEATHEN lasciare il palco trionfalmente accompagnati da copiose urla e applausi.

SetList Heathen

The Rotting Sphere (intro)
The Blight
Blood To Be Let
Arrows of Agony
Goblin’s Blade
Dying Season
Control by Chaos
Sun in My Hand
Empire of the Blind
Death by Hanging
Hypnotized

Line Up

David R. White – vocals
Lee Altus – guitar
Kragen lum – guitar
Jason Mirza – bass
Jim DeMaria – drums

Bene metallari! Per chi ha resistito finora siamo giunti alla penultima band e da questo momento è il thrash metal Bay Area a comandare, la folla sempre più gremita e affamata di metallo è in trepidante attesa dei devastanti EXODUS. Solo nel vedere issare il telone coreografico si sollevano urla che aumentano quando dietro alla batteria appare l’invincibile Tom Hunting, che lentamente ha ripreso l’attività live dopo una lunga riabilitazione dovuta all’asportazione dello stomaco a causa di un cancro, ecco i suoi compagni prendere posizione e finalmente rivediamo alla chitarra Gary Holt, tornato nella “exodus family” dopo la fine della carriera degli Slayer, purtroppo come per gli HEATHEN manca sempre Lee Altus rimpiazzato da Brandon Hellis dei Black Dahlia Murder.

L’anno scorso hanno pubblicato il dodicesimo disco Persona Non Grata, dal quale traggono The Beatings Will Continue (Until Morale Improves) attaccando il pubblico inferocito e subito pronto per la successiva A Lesson in Violence, la reazione della folla numerosa parla chiaro i loro pezzi che siano nuovi come The Years of Death and Dying e Clickbait o del passato come Blacklist e Bonded by Blood, sono dei macigni che travolgono la platea animata da moshpit a volontà, circle pit e wall of death sotto comando della band, oltre al continuo crowd surfing che fa correre a destra e sinistra la security sottopalco per acchiappare gli esaltati. Brandon si rivela un buon sostituto sia tecnicamente che scenicamente senza far prevalere la sua figura, affiancando Gary micidiale macchina da riff tempestati da raffiche di assoli, il quale ad un certo punto intona pure il riff della celebre Angel Of Death degli Slayer, le corde di Jack al basso tengono saldamente la ritmica come spire di serpente, ma ovviamente chi funge da motore è un carro armato di nome Tom Hunting ritornato nel pieno della sua potenza, visibilmente dimagrito fa tremare il palco martoriando piatti e pelli dimostrando che del cancro è rimasto solo un brutto ricordo, infine la violenza del sound viaggia parallela alla voce al vetriolo di Steve sgorgante dalla sua gola divenuta un lanciafiamme.

Nonostante l’alta temperatura la carneficina non si è mai placata salvo quando il buon Steve, ha speso due parole per il ritorno del fratello Tom il quale ringrazia di cuore i fans per il prezioso supporto dimostrato, momento toccante dopo il quale riprende subito il delirio fino alla distruttiva doppietta The Toxic Waltz e Strike Of The Beast. Dal 1979 gli EXODUS hanno tutt’oggi dimostrato che possono ancora spaccare come allora, nonostante i molti cambi di line up e varie peripezie eccoli qua nel pieno delle forze, pezzo dopo pezzo hanno letteralmente asfaltato la platea ma il pubblico ha ancora le forze per acclamarli con applausi e cori, ora è carburato al massimo per i tanto attesi headliner.

Set List Exodus

The Beatings Will Continue (Until Morale Improves)
A Lesson in Violence
Blood In, Blood Out
The Years of Death and Dying
And Then There Were None
Clickbait
Deathamphetamine
Blacklist
Only Death Decides
Prescribing Horror
Bonded by Blood
The Toxic Waltz
Strike Of The Beast

Line Up

Steve Souza – vocals
Gary Holt – guitar
Lee Altus – guitar
Jack Gibson – bass
Tom Hunting – drums

Oggi le due cose estreme che non ci hanno mai abbandonato sono state il caldo e la nostra amata musica metal, finalmente sopraggiunge la sera e il sole lentamente tramonta dandoci respiro, ma il metal non ha nessuna intenzione di fermarsi, anzi il pubblico cotto dal sole e livido dalle botte prese nel moshpit, è pronto per la mazzata finale che non tarda ad arrivare e di fronte alla platea ormai strapiena, il palco si tinge di rosso e parte l’intro Catacombs che fa risorgere la folla che solleva un boato quando prende posizione Mr. Dave Lombardo, seguito dai suoi ricongiunti fratelli che si stagliano a fronte palco.

Metallari e metallare ecco i titanici TESTAMENT al completo, che con Rise Up c’investono con un muro di suono di proporzioni giganti, la folla implode in un delirio istantaneo alimentata dalla furia costante di Chuck Billy e soci, che lanciano bombe a mano attingendo dalla discografia come da una polveriera. Attraverso gli strumenti fanno capire quanto sono agguerriti, Eric e Alex sono delle mitragliatrici di riff che smerigliano i timpani perforandoli con assoli fulminei, le agili mani di Steve generano un rombo di basso bestiale, inoltre si cimenta in un notevole assolo per introdurre Souls Of Black dalla pedana centrale il ritrovato Dave Lombardo è un concentrato di potenza con la precisione di un metronomo, spinge sul doppio pedale come uno schiacciasassi mentre trucida tom e rollanti facendo esplodere i piatti, inoltre è incredibile la perfetta simbiosi con la band a distanza di anni da quando registrarono The Gatering nel 1999, infatti Chuck incita il pubblico nei suoi confronti in segno di bentornato, ovviamente senza togliere merito al possente Gene Hoglan che ha lasciato la band quest’anno, il suo apporto nella band è stato fondamentale.

Ogni componente è un ingranaggio ben oliato di una perfetta macchina da palco, ma colui che tiene le redini è il mastodontico Chuck Billy la cui voce rocciosa scolpita nella sua gola di granito, tiene in pugno la folla impazzita tra vorticosi circle pit, terrificanti wall of death e un crowd surfing senza tregua. Dalla nascita nel 1987 hanno pubblicato tredici dischi dei quali il nuovo Titans Of Creation uscito nel 2020, dal quale eseguono Children of the Next Level, WWIII e Night of the Witch riscuotendo gran successo, per il resto traggono pietre miliari come Practice What You Preach, D.N.R. (Do Not Resuscitate) e Over The Wall giusto per citarne alcune. Questo macello disumano giunge al termine con Alone In The Dark, segnando la fine di un’esibizione apocalittica che ha dato il colpo di grazia alla giornata finale del LUPPOLO IN ROCK, mettendo a dura prova i metallari i cui sopravvissuti possono raccogliere i loro pezzi perché i TESTAMENT non fanno prigionieri, possono ritirarsi sommersi da fragorose urla e applausi lasciando attorno a loro terra bruciata.

Cari metallari, riguardo a questa edizione del LUPPOLO IN ROCK posso solo spendere buone parole, tutto è filato liscio come l’olio grazie all’ottima organizzazione, quindi è doveroso fare sinceri complimenti e ringraziare gli organizzatori e a tutto lo staff, per il grande impegno e passione nel mettere in piedi un evento di tale portata, mettendoci il cuore e credendoci fino in fondo. Inoltre a fine serata sul palco sono saliti gli organizzatori per rendere omaggio a Bazz, Ripo e Andrea, tre persone facenti parte dello staff oltre che grandi amici anzi fratelli, che purtroppo sono venuti a mancare, per questo hanno proiettato sul palco un loro foto con scritto “LUPPOLO IN ROCK FAMILY”, inoltre hanno chiamato sul palco i loro familiari offrendogli un omaggio floreale, i quali hanno speso delle parole in loro ricordo e ringraziando tutti i partecipanti per il sostegno, un momento davvero commovente di profonda solidarietà e rispetto, ulteriore prova che la musica unisce. Concludo facendo meritati complimenti a tutte le band, che sul palco hanno dato litri di sudore e sangue suonando con estrema professionalità e passione, sperando che per le prossime edizioni ne chiamino altrettante cosicché la magia del LUPPOLO IN ROCK possa continuare negli anni. Alla prossima!

Set List Testament

Catacombs (intro)
Rise Up
The New Order
The Pale King
Children of the Next Level
Practice What You Preach
WWIII
D.N.R. (Do Not Resuscitate)
Night of the Witch
The Formation of Damnation

Bass Solo

Souls Of Black
First Strike Is Deadly
Over The Wall
Into The Pit
Alone In The Dark

Line Up :

Chuck Billy – vocals
Eric Peterson – guitar
Alex Skolnick – guitar
Steve DiGiorgio – bass
Dave Lombardo – drums