Zoji

Wingfield Chapman Adewale

Questo disco dello scorso anno, realizzato con una formazione a tre particolare, in quanto del gruppo fa parte anche Jane Chapman , una clavicembalista  che ha accettato di confrontarsi forse per la prima volta con  uno strumento moderno come la chitarra elettrica .

L’accostamento tra i due strumenti può sembrare strano ma se ci pensate già qualcuno aveva fatto qualcosa di simile nell’heavy metal un tal Yngwie  Malmsteen che spesso e volentieri ha inserito inserito il clavicembalo nei suoi brani per dare un taglio barocco alle sue composizioni.In questo ambito che davvero dobbiamo considerare come sperimentale l’esperimento possiamo dire che sia perfettamente riuscito , soprattutto per il contrato che si crea tra i due strumenti uno adinamico e l’altro che fa della dinamica la sua forza principale  potendo cambiare colore interpretativo alle note, mentre il clavicembalo non avendo  dinamica in quanto le note sia che vengano suonate piano o forte hanno sempre lo stesso tono è ancor più difficile provare a dare un senso dinamico alle note.

Per sopperire a questa mancanza si è pensato a scrivere della musica con dei sottili cambi di tempo in modo da ingannare l’ascoltatore, facendogli credere che invece la dinamica fosse presente, un discorso certamente contorto ma che vuole far capire o tenta di farlo, la difficoltà di eseguire composizioni o improvvisazioni come queste.“Zoji” si dipana in undici brani strumentali che nel loro insieme proprio per le sue peculiarità, riescono a far si che l’ascoltatore venga proiettato in atmosfere del tutto particolari quasi afrodisiache ed eleganti che fanno venire in mente paesaggi orientali e desertici.

Ci troviamo di fronte a dei musicisti eccezionali che si rincorrono in scorribande e dialoghi strumentali di grande fattura, ed in questo anche le percussioni svolgono un ruolo importante, e la bravura di “Adriano Adewale” permette al computo generale di fondersi perfettamente nel suo insieme. Voglio citare ad esempio di ciò il brano “Wind Falls Cliffs Rise”dove l’improvvisazione è la parole d’ordine per quanto tutto ciò possa risultare stucchevole, possiamo affermare con certezza,che nel insieme la musica  di questo disco sia  quanto di più intrigante  da ascoltare.Mark wingfield ottimo chitarrista per altro è riuscito a dare un suono alla sua chitarra davvero unico, a conferma di quanto sto dicendo il brano”Zoji Pass”  è quantomeno sintomatico giocato tutto sul gioco del volume delle manopole.

Un disco certamente fuori dagli schemi musicali  ordinari che saprà regalare emozioni a chi vorrà accostarsi a questo disco non senza un certo timore riverenziale ma che dal quale  riceverà accrescimento  spirituale consapevoli di ascoltato qualcosa di unico nel suo genere .

Stefano Bonelli

Moonjune Records
www.markwingfield.com

City Story
Seven Faces Of Silence
Persian Snow Leopard
Parallel Time
Land On Sky
Sun Court
Wind Falls Cliffs Rise
Pasquali Dream
Zoji Pass
Prélude Sinueux
Viaduct Road

Mark Wingfield – guitar, soundscapes
Jane Chapman – harpsichord
Adriano Adewale – percussion, vocals