The Tangent
Was
Was è il quattordicesimo album in studio dei The Tangent, pubblicato il 2 ottobre 2026 per White Knight Records. Si tratta di un’opera doppia, con un totale di nove brani, per una durata complessiva di circa 100 minuti, la prima con la nuova etichetta, che vede Andy Tillison (tastiere, voce) affiancato da Luke Machin (chitarre), Theo Travis (sax, flauto), John Jowitt (basso) e Steve Roberts (batteria).
Was è un album profondamente autobiografico, in cui Tillison ripercorre la propria vita dagli anni ’50 a oggi, con ricordi d’infanzia, la Guerra del Vietnam, il rapporto con i media e la perdita, con un sound che spazia dal progressive al jazz-rock, toccando momenti floydiani (chitarra e sax) e passaggi più funk.Il suono spettrale e alquanto sinistro del violoncello suonato con l’archetto apre l’inquietante ouverture, che dura poco più di tre minuti, prima che si possa udire la voce leggermente ovattata di Tillison, come se provenisse da una vecchia radio a cristallo. Il Prologo, come suggerisce il nome, è un’introduzione che, insieme a The Dandelion Clock, evoca i primi ricordi della vita del cantante supportata da un’ingegnosa orchestrazione per tastiere, in puro stile Roger Waters.
Durante la sezione dedicata al Vietnam, il brano assume un’atmosfera ancora più floydiana, con lo stile chitarristico di Machin, che ricorda quello di Gilmour, e l’intera orchestra che sottolinea la brutalità della guerra poi, verso la fine del brano, Travis sembra s’ispira non poco al compianto Dick Parry, con un assolo di sassofono in stile Dark Side a poco meno di venti minuti dall’inizio, contribuendo ulteriormente all’atmosfera.Incastonata tra i due lunghi segmenti, troviamo la ben più funky e spensierata Follow The River, brano piacevolissimo ed in chiaro contrasto sonoro con il resto del cd!
Was Not inizia con lo stesso pathos della prima traccia, lentamente la voce recitante di Tillison ci accompagna e ci introduce all’interno di un bellissimo mondo sonoro, la band è davvero in gran forma in questo momento, in particolare il modo di suonare il basso di John Jowitt e la tecnica precisa ma mai invadente della batteria di Steve Roberts. La parte intitolata The Prog Bit In 7, porta con sé un’abbondanza di sintetizzatori, organo Hammond e chitarra che si fondono regalando perle prog che si fondono ed esplodono, il suono con i dettami canterburyani è ancora vivo e presente…The Care Home è la conclusione triste, quasi commovente del brano.Se il primo disco è una meraviglia, in modo sorprendente lo è anche il secondo!
Si tratta di una suite prevalentemente strumentale che si muove su territori jazz-fusion e classici, con momenti che ricordano Emerson, Lake & Palmer. L’introduzione per pianoforte e flauto di L’Aperetif, dove le sontuose tastiere e i fiati si fondono in una raffinata orchestrazione, poi Steak De Chevruil Et Le Fermier, in puro stile Tarkus! Il glockenspiel e il pianoforte cambiano leggermente l’atmosfera, introducendo il brano più jazzistico Danse, che da il la ad un’altra sezione stupenda del lavoro, La Route Cotière, un jazz fusion intriso di cambi di tempo alla Camel maniera di The Snow Goose…ed eccoci, il ritmo rallenta ed il lento incedere cinematografico di Multi Partisme ha inizio, è il brano più lungo del secondo disco, è ammaliante ed ipnotico. Un vero camaleonte musicale, con i suoi cambi di tempo e ritmo improvvisi e inaspettati miscelati a regola d’arte dalla band. A chiudere l’opera c’è Laisses Moi Chanter, l’unico brano cantato della suite che affronta il tema della tecnologia e della comunicazione, nonché le insidie dei social media.In sintesi, Was è un lavoro ambizioso e personale, che unisce il gusto per la narrazione di Tillison a una strumentazione di altissimo livello.
È un ascolto consigliato ai fan del prog classico e a chi apprezza le opere concept di ampio respiro di artisti come Camel e Roger Waters, un disco da avere assolutamente.
Massimo Cassibba





