The Ocean

Solaris

I The Ocean non sono mai stati una band interessata a percorrere strade semplici. Nel corso della loro carriera hanno trasformato il post-metal in un territorio aperto alla contaminazione, alla ricerca e alla sperimentazione, costruendo un’identità sonora precisa e in continua evoluzione. Con Solaris tornano a muoversi tra post-metal, progressive, sludge e atmosfere dilatate, confermando una formula che non concede molto alla prevedibilità.

I The Ocean sono inoltre una di quelle band che possono vantare una notevole autonomia artistica e produttiva. Solaris viene infatti pubblicato dalla Pelagic Records, etichetta fondata da Robin Staps, chitarrista e membro fondatore del gruppo. Una realtà discografica che ha permesso alla band di sviluppare il proprio percorso mantenendo un controllo significativo sulle proprie scelte artistiche.

Un elemento fondamentale per comprendere Solaris è la sua natura di vero e proprio concept album. I The Ocean prendono ispirazione dall’universo di Andrej Tarkovskij e dal suo film del 1972, trasformando l’oceano senziente di Solaris in una metafora dell’ignoto, della conoscenza e dell’eterna necessità dell’uomo di esplorare ciò che non riesce completamente a comprendere. Ma il viaggio non rimane confinato alla fantascienza: la band mette in relazione l’esplorazione cosmica con quella dei grandi navigatori del passato, interrogandosi sul sottile confine tra ricerca, scoperta e desiderio di dominio.

Anche la struttura del disco segue questa idea, con le coordinate geografiche che aprono e chiudono il viaggio. Un percorso che parte idealmente da Berlino e termina in Patagonia, creando una struttura circolare che rafforza ulteriormente il carattere narrativo dell’album. Solaris, dunque, non è semplicemente una raccolta di brani, ma una narrazione musicale costruita attorno all’idea dell’esplorazione e alle conseguenze psicologiche di chi è spinto continuamente oltre i propri confini.

Musicalmente il disco vive di contrasti. Le chitarre sono pesanti e incisive, la batteria garantisce una spinta poderosa, mentre atmosfere e aperture progressive alleggeriscono la componente più aggressiva. I The Ocean non puntano sulla semplice immediatezza: il songwriting è articolato, ricco di variazioni e costruito attraverso progressioni che richiedono più ascolti.

La produzione valorizza questo approccio con un suono potente e moderno, senza sacrificare profondità e dinamica. Ogni elemento trova il proprio spazio e contribuisce alla costruzione di un disco dal forte impatto atmosferico, nel quale la componente più pesante convive con momenti quasi cinematografici.Non è un album da consumare velocemente e probabilmente non vuole esserlo. Solaris richiede attenzione, ma ripaga l’ascoltatore attraverso una serie di sfumature che emergono progressivamente. I The Ocean confermano così di essere una band ancora capace di evolversi senza perdere la propria identità.

Solaris è un disco che conferma la capacità dei The Ocean di trasformare la complessità in una precisa identità musicale. Il concept, la cura del songwriting e una produzione profonda e potente contribuiscono a costruire un lavoro che non cerca scorciatoie e che va assimilato con più ascolti. Non è un album immediato, ma proprio nella sua stratificazione trova la propria forza. I The Ocean continuano così a esplorare nuovi territori senza perdere il filo della propria storia: Solaris è un viaggio sonoro ambizioso, oscuro e affascinante, destinato a lasciare qualcosa anche dopo la fine dell’ascolto.

Errata corrige  52°30’11” N, 13°26’12” E → indica Berlino, precisamente lo studio/spazio prove dei The Ocean. È quindi un punto sulla terraferma e rappresenta il luogo da cui nasce il viaggio di Solaris.51°28’30” S, 73°6’11” W → conduce invece nella Patagonia meridionale, nell’area dell’Última Esperanza, in Cile. È il punto geografico verso cui termina il viaggio raccontato dal disco.

Stefano Bonelli

TRACKLIST:

52°30’11” N, 13°26’12“ E
Departure Song
Light Pollution
Simulacra
Belligerence
Ultima Esperanza
Milk Of My Dreams
51°28’30” S, 73°6’11” W

LINEUP:

Robin Staps – guitar, vocals
Mattias Hägerstrand – bass
Jordi Farré – drums, percussion
Enrico Tiberi – vocals, keys
Lane Shi – vocals
Emmanuel Jessua – guitar
Marco Gennaro – guitar

IN ADDITION, THE FOLLOWING MUSICIANS PERFORMED ON THIS RECORD:

Thorsten Quaeschning ( Tangerine Dream) – keys
Orestis Zafiriou – keys
Simen Eifring – trombone
Jiawei Zhang – vibraphone