THE METAL INJECTION FEST
@ Slaughter Club – Paderno Dugnano (MI) 28/02/2026
Articolo a cura di Giacomo Cerutti
La Orion Agency ha dato alla luce un nuovo evento nominato THE METAL INJECTION FEST, scegliendo come location della prima edizione lo Slaughter Club di Paderno Dugnano, il bill è composto esclusivamente da band nostrane, gli headliner sono i potenti GENUS ORDINIS DEI, che colgono l’occasione per celebrare il release party del nuovo quinto disco The Land East of Eden. Le altre band che li precederanno, fanno parte della branchia del metal estremo, abbiamo i veterani ULVEDHARR e THE MODERN AGE SLAVERY, seguiti dagli SPIRITUAL DECEPTION e gli emergenti ORDALIA e PATH OF SORROW, per gli amanti del genere si prospetta un buffet davvero succulento.
PATH OF SORROW
Il sipario si apre con i PATH OF SORROW nati a Genova nel 2012, con all’attivo il secondo disco Horror Museum pubblicato l’anno scorso, anche per loro è un’ottima opportunità per presentare i pezzi nuovi, preceduti dall’intro Inauguration iniziano con la title track. Seguiranno altri quattro brani, che riempiranno i timpani dei presenti con il loro melodic death metal, dove Caesar Remain e Gabriele dettano legge con massicce ritmiche, creando un buon equilibrio tra pesantezza e melodia, resa compatta dalle solide linee di basso tracciate da Luxifer, degno di nota il lavoro alla batteria della giovanissima Tiziana Cotella con dentro di sé un gran potenziale.
Infine il frontman Mat completa il tutto con un dominante growl, inoltre sul pezzo Elegy Of The Fallen compare Miriam Folloni, con la sua voce aggiunge un tocco symphonic, la band ha cambiato molti componenti, ma la formazione attuale evidenzia una buona coesione e tenuta di palco. Al momento il pubblico non è numeroso ma il prezioso supporto non manca mai, con Under The Mark Of Evil, unico pezzo tratto dal debut album Fearytales del 2016, terminano una performance breve ma sufficiente a dimostrare il loro valore, raccogliendo applausi possono lasciare il palco a testa alta.
SETLIST:
Inauguration
Horror Museum
Feral Hunt
Elegy Of The Fallen
The Butcher
Under The Mark Of Evil
LINE-UP:
Mat – voice
Miriam Folloni – voice
Caesar Remain – guitar
Gabriele – guitar
Luxifer – bass
Tiziana Cotella – drums
ORDALIA
Ora è il momento degli ORDALIA giovane band nata nel 2020 a Milano, prendono posizione e una volta settati gli strumenti partono con Necropolis, seguiti da altri singoli oltre a The Shield e The Gate tratti dall’EP A Circle Of Pain pubblicato nel 2022, procedendo sul binario del metal estremo. Il loro sound è una miscela di alternative metal con influenze death, metalcore e affini, le ritmiche ad opera di Youssef Ouardani e Matteo Marchetti sono ben costruite, dove riff ed assoli taglienti s’incastrano dando il giusto spazio anche alla melodia, la sezione ritmica è ben solidificata dai giri di basso curati da Davide Mancuso.
Il songwriting risulta ben studiato grazie alla buona tecnica complessivamente dimostrata, Lorenzo Guastoni completa il tutto picchiando su piatti e pelli, calibrando la potenza in base all’andamento dei pezzi, infine Fabio Dubini dà sfogo ad un graffiante scream/growl, rivelandosi dinamico e coinvolgente ed alla fine, riesce a dare una mossa ai presenti per un breve moshpit. in generale la risposta del pubblico è stata sicuramente positiva, sino alla conclusiva Tree Of The Fallen che chiude un’esibizione breve ma intensa, anche gli ORDALIA possono degnamente congedarsi per aver dato un ulteriore spinta alla serata.
SETLIST:
Necropolis
The Shield
Buried (intro)
The Gate
Sleeping
Tree Of The Fallen
LINE-UP:
Fabio Dubini – voice
Youssef Ouardani – guitar
Matteo Marchetti – guitar
Davide Mancuso – bass
Lorenzo Guastoni – drums
SPIRITUAL DECEPTION
La serata procede con gli SPIRITUAL DECEPTION portatori di technical brutal death, ben accolti attaccano diretti con Atavic Future (Decadence pt. II), alzando subito il livello di magnitudo che rimarrà alto e costante per l’intera esibizione. Dalla nascita nel 2016 hanno pubblicato degli EP, dei singoli e il debut album Semitae Mentis nel 2024, dal quale trarranno la maggior parte del repertorio, a parte The Days of Sleep, The Gate Unseen e Serpents Speech.
Vista la mancanza del bassista si presentano in trio, Mirko Frontini e Riccardo Maccarana scaraventano sul pubblico riff devastanti e vortici di assoli, il basso logicamente è aggiunto in base, e, alla batteria il turnista Matteo Ognibene in sostituzione di Manuel Del Giudice martella senza pietà, creando una miscela di violenza e tecnica completata dal growl gutturale di Mirko.
Come un cingolato procedono diretti raccogliendo sempre buoni riscontri, non si accende il moshpit tutti li osservano con attenzione, i milanesi tengono il palco con padronanza dando un’asfaltata generale, sino alla conclusiva Thousand Lives Within dopodiché lasciano il palco, accompagnati da calorosi applausi.
SETLIST:
Atavic Future (Decadence pt. II)
Hidden in Consciousness (Decadence pt. III)
The Days of Sleep
Beyond perception and Matter
Dirac Sea
The Gate Unseen
Serpents Speech
On the Edge of The Abyss
Thousand Lives Within
LINE-UP:
Mirko Frontini – voice/guitar
Riccardo Maccarana – guitar
Matteo Ognibene – drums (live)
THE MODERN AGE SLAVERY
Siamo solo a metà serata ed ora salgono sul palco i THE MODERN AGE SLAVERY, il picco di violenza della serata si alza sempre di più, senza indugi danno una scossa immediata con Pro Patria Mori, imponendo il loro sound che fonde old school e moderno. Dinamici e coesi procedono diretti, proponendo prima cinque pezzi del quarto ed ultimo disco 1901: The First Mother del 2023, e, sul finale dei due dischi precedenti, il pubblico è decisamente catturato dalla loro furia sonora e forza di coinvolgimento.
Sulla breccia dal 2007 la loro formazione ha subìto pochi rimaneggiamenti, purtroppo stasera uno dei pilastri ovvero il bassista Mirco Bennati è assente, ma non preoccupatevi le sue vibrazioni rimbomberanno in base, Luca Cocconi e Ludovico Cioffi sono delle mitragliatrici di riff e gelidi assoli, mentre Federico Leone dietro alle pelli è un martello pneumatico. Generano una sorta di death metal / deathcore devastante, evidenziando un connubio tra violenza e tecnica di alto livello, sfregiato dal growl incendiario di Giovanni Berserk, con Icon Of A Dead World gli emiliani pongono fine all’ennesima mazzata della serata, conquistando i presenti che li ripagano con enfasi.
SETLIST:
Pro Patria Mori
KLLD
Irradiate All The Earth
OXYgen
The Hip
The Reprisal Whitin
Miles Apart
Icon Of A Dead World
LINE-UP:
Giovanni Berserk – voice
Luca Cocconi – guitar
Ludovico Cioffi – guitar
Mirco Bennati – bass
Federico Leone – drums
ULVEDHARR
Eccoci alla penultima band della serata, dal bergamasco arrivano i temibili ULVEDHARR che dal 2011 difendono il thrash/death old school, accolti calorosamente attaccano con A Full Reload Of Fear, da questo momento lanceranno sulla platea una serie di bombe senza tregua.
Traggono pezzi da tutti i dischi tranne il primo, riuscendo finalmente a scatenare del sano moshpit, alimentato dai terremotanti riff e spietati assoli sprigionati da Jack Draven e Alessandro Lera, che viaggiano pari passo con le viscerali linee di basso scagliate da Markus Ener, mentre l’unico membro originale Mike Bald è una tempesta di piatti e pelli senza fine.
Alla voce abbiamo Diego “Stun Maister” Maestri entrato in formazione nel 2024, sostituire l’ex frontman Ark Nattlig Ulv non è un compito facile, ma si difende bene ruggendo con un poderoso un growl, affiancato dai chitarristi nei cori, procedono inarrestabili e tra di loro regna una perfetta alchimia.
Con The Last Winter non terminano solo un’esibizione granitica, ma una vera e propria lezione di metal estremo old school, dimostrandosi come sempre delle macchine da guerra, fortemente acclamati si ritirano vittoriosi, avendo spianato degnamente la strada per i tanto attesi headliner.
SETLIST:
A Full Reload Of Fear
Total War
Master Liar
Logic Ascendant
Dagon
Revenge Loop
Legion
Fire In The Hole
The Last Winter
LINE-UP:
Diego “Stun Maister” Maestri – voice
Jack Draven – guitar
Alessandro Lera – guitar
Markus Ener – basso
Mike Bald – drums
GENUS ORDINIS DEI
Dopo aver assistito all’esibizioni delle nostre promettenti band, passando attraverso varie tipologie di metal estremo, siamo giunti alla band di punta della prima edizione del THE METAL INJECTION FEST, preceduti dall’intro ecco i GENUS ORDINIS DEI prendere possesso del palco, il pubblico fa sentire immediatamente il suo calore, e, inostri irrompono con Awakening. Stasera per la prima volta vediamo Niccolò “Nick K” Cadregari solo in veste di cantante, in quanto ha deciso di affidare la sezione ritmica, al suo braccio destro Tommaso Monticelli e ad un turnista, inoltre nella band non c’è più un bassista, ma i cambiamenti portano sempre ad un’evoluzione, assistiamo a questo nuovo capitolo.
Durante l’esibizione, i musicisti mantengono la propria postazione puntando sulla potenza sonora, mentre Nick K catalizza l’attenzione come uno shamano dallo sguardo magnetico, cercando di coinvolgere ottenendo sempre un buon risconto, invitando anche una fan sul palco a cantare, dal 2009 ad oggi grazie all’attività live hanno il loro livello di maturazione è notevolmente aumentato. Tommaso è affiancato dalla turnista bulgara Irena Angelova, il susseguirsi dei loro riff è imponente come una muraglia invalicabile, rinforzata dalle cementate linee di basso aggiunte in base, dopo qualche pezzo subentra il secondo turnista Michele Camerotto, chitarrista di grande calibro che rimarrà per l’intero live.
Dalla pedana centrale Nicola Pedrali fa tremare il palco, è un concentrato di potenza e precisione sempre concentrato, infine Nick K completa l’opera con il suo growl lacerante, purtroppo le basi melodiche risultano sovrastate dagli altri strumenti, togliendo dal sound la parte symphonic dal rimanente death metal. Fortunatamente i fans non ci danno troppo peso, ripagando con entusiasmo i pezzi nuovi East of Eden, Immortal Love e Sharp Things, oltre ai classici presi dall’intera discografia come The Fall, You Die In Roma, Torture e We Are The Strangers, tutto procede alla grande sino alla pausa.
Al rientro di Nicola sotto i suoi colpi lo raggiungono i compagni, e, riunendo sia Irena che Michele concludono con Fire, dove il frontman al suo comando fa partire la famigerata wall of death, ancora una volta la band di Crema a fatto fuoco e fiamme, e, ringraziando di cuore i fans che li acclamano urlando lasciano il palco trionfalmente.
La prima edizione del THE METAL INJECTION FEST ha fatto scintille, grazie a tutte le nostre band che sul palco hanno dato anima e corpo, dimostrando grande passione e professionalità, tenendo alto l’onore del metallo italiano, dimostrando quanto sia ricco e vasto il nostro panorama underground, ringraziamo la Orion Agency e tutto lo staff dello Slaughter Club, per aver organizzato questo fantastico evento, sperando in tante edizioni future. Alla prossima!
SETLIST:
Awakening
Genesis
Edict
East of Eden
Torture
The Fall
You Die In Roma
Immortal Love
We Are The Strangers
Changing Star
Sharp Things
Ritual
Hunt
Roots And Idols Of Cement
Encore:
Fire
LINE-UP:
Niccolò “Nick K” Cadregari – voice
Tommaso Monticelli – guitar, keyboards, orchestrations
Michele Camerotto – guitar (live)
Irena Angelova – guitar (live)
Nicola Pedrali – drums





