Teutonic Slaughter

Cheap Food

Musicalmente omicidari questi thrasher europei sono dei risoluti musicisti d’attacco, provenienti dalla Germania e quindi appunto teutonici, cioè compatti e quadrati. Un Thrash che a volte si fa Speed d’annata oscillando tra accordi classicamente heavy metal e rifframa tecnicamente thrash.
Esordirono  nel 2013 con un ep e nel 2016 arrivò il primo full-lenght; ora siamo al terzo. Un ottimo disco che non modifica il genere ma lo gestisce bene, con freschezza e carattere. L’ugola è al vetriolo e il groove è tagliente, una associazione che viene spinta solitamente in velocità, poco incline ad avere pietà dell’ascoltatore.Riff scuri per un massiccia valanga Speed che ‘HOSTAGE’ vomita adrenalinica, un colpo ad effetto mordace ed affamato. La sega elettrica avanza implacabile nella title-track ‘CHEAP FOOD’, malefica e tirata, accessoriata di finte pause che non diminuiscono la bile prodotta (a proposito di cibo).

Un brano come ‘REDISTRIBUTION’ apparentemente possiede una certa melodia di fondo, ma la furia è altrettanto ben presente, non è il cantato ad essere più morbido quanto la chitarra nelle sue accentazioni soliste e ritmiche, sebbene sia una struttura in grado di mantenere la solidità sonora. Gli anni ottanta sono la cifra stilistica del gruppo e ‘FIGHT THE REAPER’ rappresenta bene questa appartenenza, cattiva e velenosa, è però anche scorrevole ed avvolgente. Forse ‘Give em Hell va considerato un pezzo molto minore essendo pensato in modo canonico, con un andamento eccessivamente abusato, in ogni caso funziona in maniera sufficiente e come ultima traccia non lascia l’amaro in bocca, salvandosi.

L’estetica di questo gruppo non è minimale, la sequenza dei riff è ben concatenata nell’aggancio di diversi riff tra loro, permettendo di assemblare diverse variazioni strutturali, non complicate ma neanche monolitiche. Se il riffing è sostanzioso, anche il drumming e le voci funzionano a dovere senza mai perdersi. Assoli tradizionali efficaci con stilettate e nitriti che elettrificano un assetto già di per sé molto elettrico. Per quanto violento, il disco emette anche rivoli da cavalcata maideniana e gli assoli non fanno solo scale affilate, un minimo di raffinatezza è parte integrante della loro mentalità.

Il singer più volte denota una stilistica che ricorda parzialmente i Cirith Ungol e ciò aumenta il pathos crudele delle song in modo atmosferico. Per quanto urlata, questa voce ha una sua sistematicità, una sua ricchezza espressiva, e non c’è disordine in questa scorribanda musicale, e nemmeno un ché di rozzo; siamo nella perfetta capacità di utilizzazione dei propri mezzi, una lucidità scritturale ben definita. Inoltre si vede una tecnica ben controllata, ben eseguita, niente sbavature né parossismi inutili.

Per quanto questa realtà si possa accomunare a Kreator e Destruction, non sono sovrapponibili con quelli in quanto c’è una verve non totalmente thrash, in ogni caso pochi sono i gruppi così a loro agio con la cattiveria semplice e diretta, realizzando al tempo stesso canzoni non semplicistiche. E’ metal intransigente, ma per quanto serio, non è troppo serioso, è insomma la versione agitata dello buon spirito rock’n’roll più viscerale.

Roberto Sky Latini

 

TRACKLIST:

Intro
Hostage
Cheap Food
Redistribution
Witches Rock ‘n‘ Roll
Eviscerating Surgery
Fight the Reaper
Give em Hell

LINEUP:

Philip Krisch – vocals/guitar
Ivan Almeida – lead guitar
Fabian Kellermann – bass
Nico Iserloh – drums